2007/01 - lo "scudo dorato"

Dossier  01/2007


La censura non blocca il boom di Internet in Cina



di Ferrante Pierantoni (La Repubblica 30/01/2007)


L'evento più rilevante del 2006 è l'esplosione dell'ICT in Cina. Ai primi posti nella graduatoria mondiale dei siti web, dopo Yahoo! (300 milioni di visitatori al giorno), MSN (225 milioni) e Google (270 milioni), si è confermato al quarto posto Baidu, il sito cinese più popolare, con visitatori che oscillano tra 80 e 100 milioni. Baidu è seguito da Myspace e YouTube, due siti statunitensi specializzati il primo nel social networking ed il secondo nei video prodotti dagli utenti. Al settimo ed ottavo posto troviamo altri due siti cinesi: qq.com (70 milioni) ed orkut.com (passato da meno di 10 milioni di visitatori nel luglio a 35 milioni in novembredicembre). Mentre Windows Live si piazza al nono, al decimo troviamo un altro sito cinese, sina.com.cn, con 60 milioni di visitatori.

Gli utenti di Internet in Cina nel 2006 hanno speso 35,51 miliardi di dollari in servizi internet, con un aumento del 50% rispetto l’anno precedente. L’Internet Society of China ha annunciato che alla fine del 2006 gli utenti di Internet in Cina erano saliti a 136 milioni dai 111 milioni dell’anno precedente. La pubblicità online è aumentata dai 423 milioni di dollari del 2005 ai 542 milioni del 2006 mentre sono oltre 20 milioni i cinesi che partecipano ai blog sono 101 milioni quelli che li leggono regolarmente.

In tutto il mondo è in atto un profondo cambiamento nel mondo dei media con la fine di un giornalismo monopolista dell’interpretazione della realtà e la nascita di un sistema distribuito di diffusione dell’informazione che potrebbe arrivare a forme completamente nuove dei sistemi di informazione. In Cina è nata, sul modello Wikipedia, Baidu Baike, una enciclopedia collaborativa creata il 20 aprile 2006 che in sole tre settimane ha raggiunto 90 mila articoli, più di quelli contenuti nella versione cinese di Wikipedia bloccata dal Governo. Il 19 dicembre 2006 Baidu Baike ha raggiunto 538.578 articoli ed ha più articoli di qualsiasi enciclopedia Wikipedia ad eccezione di quella in inglese.

E’ molto interessante quello che sta succedendo in quella che viene chiamata mainland Cina, che non comprende le special administrative regions di Hong kong e Macao che hanno specifici sistemi giuridici e non sono stati finora toccati dai provvedimenti presi dalle autorità per oscurare questo o quel sito di Internet. La censura nella mainland Cina viene effettuata sulla base di oltre sessanta tra leggi e regolamenti emanati dal Governo Centrale ed effettuata dagli Internet Service Provider locali, di proprietà statale, che agiscono sulla base di specifiche direttive regionali spesso in contraddizione tra loro.

In Cina la censura delle informazioni che viaggiano in Internet ha lo scopo di ostacolare la diffusione delle denuncie contro i crimini di guerra dei giapponesi, la corruzione dei funzionari pubblici e il dilagare inarrestabile dell’inquinamento. Oltre trentamila agenti della Internet Police Task Force hanno il compito di monitorare e censurare quello che "viaggia" su Internet. Gli innumerevoli commenti critici che appaiono sui vari forum, bulletin board, blog e vlog dei maggiori portali, quali Sohu e Sina, vengono normalmente oscurati nel giro di pochi minuti.

Anche tenendo presente che la Cina è un enorme paese, assolutamente non confrontabile come dimensioni all’Europa, sembra che la censura sia in generale non coordinata ed effettuata sulla base di indicazioni locali, con alcuni siti oscurati ed altri molto simili permessi, o lo stesso sito oscurato in una città ma non in altre. Inoltre i siti possono essere oscurati in generale ma non bloccati in particolari occasioni. Il sito del New York Times, per esempio, fu sbloccato quando Zemin in un’intervista affermò che avrebbe esaminato il problema dell’oscuramento dei siti di Internet.

Nel 2001 durante il summit Apec a Shangai i siti della Cnn, Nbc e del Washington Post, normalmente bloccati, divennero improvvisamente accessibili. Attualmente sembra che i controlli si stiano allentando ed i tre siti prima citati sono ora accessibili normalmente anche se alcuni altri siti, compreso quello della Bbc, continuano ad essere oscurati. La situazione in Cina è in rapida evoluzione, anche a causa dell’enorme successo di Internet. Sebbene le restrizioni circa le informazioni politiche rimangano molto severe, altre sembra si stiano allentando. Numerosi blog di orientamento sessuale hanno cominciato ad apparire negli ultimi anni. Due donne, Muzi Mei e Qingtong, che tengono online i diari della loro vita sessuale sono diventate due piccole celebrità, ed anche se sono state violentemente criticate dai media non sembra che finora sia stato fatto nulla per oscurarle. Anche se è troppo presto per dire come si evolverà la situazione sembra che la censura si stia concentrando su alcuni contenuti politici trascurando gli altri. Register riferisce che nel 2005 circa 20mila cinesi chattavano regolarmente nudi, una cosa impensabile solo pochi anni fa.

Nel 1998 è stato avviato in Cina un grande progetto denominato Scudo Dorato, (Gold Shield Programme) gestito dal Ministero della Pubblica Sicurezza, che ha lo scopo di creare un Grande Firewall Cinese, in analogia con la Grande Muraglia, che sia in grado di bloccare i contenuti provenienti da specifici indirizzi IP attraverso l’impiego di firewall, server proxy, ed Internet gateways e di effettuare un DNS poisoning quando vengano richiesti particolari siti. Non sembra però che il governo sia impegnato nel monitoraggio sistematico dei contenuti che viaggiano in Internet in quanto si ritiene tecnicamente impraticabile.

Secondo uno studio effettuato da Harvard sono oscurati in Cina almeno 18mila siti, tra cui quelli che appartengono a gruppi messi fuori legge come Falung Gong ed i notiziari che riferiscono di argomenti tabù quali la brutalità della polizia, la protesta del 1989 a Tiananmen Square, la libertà di parola, la democrazia, il marxismo. Sono sistematicamente oscurati anche i siti di Radio of America, Bbc News, Hong Kong, nonché quelli gestiti da Taiwan. Sono sistematicamente oscurati anche molti dei siti relativi al buddismo, nonché quelli pornografici, osceni o relativi ad attività criminali. Sono oscurati inoltre i siti legati al Dalai Lama ed al Tibet Independence Movement nonché il sito Bbc Sport perché giudicato sovversivo, cioè che si oppone al governo.

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