2007/01 - Il treno triste
Dossier 01/2007
Aggiornamenti ...
La nuova linea ferroviaria che collega Pekino a Lhasa, inaugurata a luglio scorso, si sta confermando come gravissima minaccia per la millenaria cultura tibetana ...
Nell'articolo di Suzy Bennet alcuni interessanti aggiornamenti sul “Qinghai-Tibet”.
Intanto sembrano chiarirsi sempre meglio le ragioni di questo ingente investimento.
I geologi cinesi hanno confermato la scoperta di ben sedici ingenti giacimenti di rame, piombo, zinco, materiale ferroso e, probabilmente, petrolio grezzo, lungo il percorso della ferrovia Golmud-Lhasa.
Il loro sfruttamento permetterebbe alla Cina di ridurre notevolmente le importazioni di questi minerali. Gli analisti sostengono che la presenza dei giacimenti potrebbe spiegare il vero motivo per cui Pechino ha investito oltre tre miliardi di dollari americani nella costruzione dei 1.956 chilometri della ferrovia che collega Lhasa al resto del paese.
Meng Xianlai, direttore di China Geological Survey (CGS), ha fatto sapere che la scoperta dei minerali risale al 1999 e che le riserve di Qulong, in Tibet, potrebbero fruttare diciotto milioni di tonnellate di rame: in pratica, il maggior giacimento dell’intera Cina. 760 milioni di tonnellate di materiale ad alto contenuto ferroso sono state individuate nelle montagne del Kunglun, nella parte occidentale dell’altopiano tibetano e nel sud dello Xinjiang. Riserve di petrolio e di gas sarebbero presenti nel nord del Tibet, nel bacino del Qiangtang.
Dal giorno della sua inaugurazione, il 1° luglio 2006, la ferrovia ha trasportato 1.180.000 passeggeri e 1.160.000 tonnellate di merci. Entro i prossimi dieci anni la Cina prevede di costruire in Tibet altre tre linee ferroviarie: la prima dovrebbe collegare Lhasa a Nyingchi, nella zona orientale del paese; la seconda dovrebbe congiungere la capitale tibetana a Shigatse, in direzione ovest; la terza infine dovrebbe spingersi fino a Yadong, nei pressi della frontiera indiana.
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