Dossier 11/2005
IV CONFERENZA INTERPARLAMENTARE SUL TIBET
Sua Santità il Dalai Lama ha partecipato come ospite d’onore della IV Conferenza degli Intergruppi Parlamentari per il Tibet che si è tenuta a Edimburgo i giorni 18 e 19 novembre 2005. L’incontro, organizzato dall’Intergruppo scozzese in collaborazione con quello del regno Unito, si è proposto di riaffermare l’appoggio alla politica della Via di Mezzo, portata avanti dal Dalai Lama, per una soluzione del problema tibetano attraverso il negoziato e di definire un piano d’azione comune e concreto per il raggiungimento di tale fine.


Presenti, tra gli altri, a Edimburgo centotrenta parlamentari provenienti da quaranta paesi, sedici rappresentanti dell’Amministrazione Centrale Tibetana, tra cui alcuni deputati, i dirigenti di International Tibet Support Network e i rappresentanti dei gruppi di sostegno al Tibet. L’Associazione Italia-Tibet è stata rappresentata da Marilia Bellaterra, membro del neo eletto direttivo. La Casa del Tibet di Votigno di Canossa è stata rappresentata da Giovanni Vuono.
Le precedenti conferenze si tennero, nell’ordine, a Delhi nel 1994, a Vilnius nel 1995 e a Washington nel 1997.
A nome dell’Intergruppo scozzese, Chris Ballance ha dichiarato tra l’altro: “Sono particolarmente onorato di ricevere il Dalai Lama a Edimburgo a distanza di appena una settimana dalla visita di Hu Jintao a Londra e dal suo incontro con Blair. Spero che questa conferenza metta in luce le violazioni dei diritti umani e le torture perpetrate in Cina e in Tibet così come la necessità che Pechino risolva questi problemi come premessa per il suo pieno ingresso nella comunità internazionale”.
DICHIARAZIONE FINALE: 19 novembre 2005
Noi 133 delegati dalla IV Convention Mondiale dei Parlamentari per il Tibet, tenutasi a Edimburgo, Scozia, il 18 e 19 Novembre 2005, membri di trenta parlamenti e associati provenienti da paesi di tutto il mondo, a nome personale e dei rispettivi gruppi parlamentari, ci siamo riuniti per discutere gli sviluppi della vicenda tibetana a partire dalla terza Conferenza Mondiale dei Parlamentari per il Tibet.
La Conferenza ringrazia il popolo scozzese, l’intergruppo per il Tibet del parlamento scozzese, tutti i gruppi parlamentari per il Tibet del Regno Unito e la città di Edimburgo per l’ospitalità.
Si sottolinea l’appropriata scelta di tenere questo meeting in Scozia, viste le molte similitudini tra la richiesta di una genuina autonomia del Tibet all’interno della Repubblica Popolare Cinese e lo stato di autonomia che la Scozia ha raggiunto nell’ambito della Regno Unito nonché l’attuale presidenza dell’Unione Europea da parte del Regno Unito.
La Conferenza ricorda l’urgente richiesta avanzata nel corso del 3° WPCT per l’avvio di negoziati tra il governo della Repubblica popolare cinese (PRC) e il Governo Tibetano in esilio, come il Dalai Lama stesso ha proposto per decenni. Reiteriamo il nostro forte supporto all’approccio alla Via di Mezzo del Dalai Lama per risolvere il problema attraverso negoziati, nello spirito della non violenza e della riconciliazione. Apprezziamo che il governo cinese abbia tenuto conto della richiesta invitando gli inviati del Dalai lama a quattro incontri d’alto livello a Pechino e Berna tra il settembre 2002 e il giugno 2005. Questo è uno sviluppo molto importante, incoraggiante e necessario per la risoluzione della questione del Tibet.
Comunque la Conferenza è sorpresa che questi incontri siano stati così poco frequenti ed è preoccupata che il dialogo non sia stato accompagnato da alcun cambiamento positivo nelle modalità di governo della Cina in Tibet, né in alcun sostanziale miglioramento delle condizioni dei diritti umani dei tibetani. Ciò è particolarmente deplorevole in considerazione dei considerevoli sforzi del Governo tibetano per persuadere i tibetani e i loro sostenitori ad esercitare un estremo autocontrollo al fine di creare un’atmosfera favorevole per le trattative. In tale contesto, noi deploriamo particolarmente la continua soppressione della libertà di espressione, della cultura, del credo e della pratica religiosa e della emarginazione della lingua tibetana.
La Conferenza deplora il rifiuto da parte del Governo cinese di rilasciare i prigionieri politici, in particolare il Panchen Lama, Gedhun Choekyi Nyima, che è tenuto in luogo segreto dal 1995, da quando aveva solo 6 anni di età.
La Conferenza è seriamente preoccupata del continuo aumento degli insediamenti cinesi in Tibet che minacciano l’identità del popolo tibetano.
La Conferenza è profondamente preoccupata del persistere, da parte della Cina, nell’attuazione del così detto “Piano di sviluppo occidentale”, in totale disprezzo dei desideri e delle preoccupazioni del popolo tibetano e a dispetto dell’ovvio danno che ciò sta causando al popolo e all’ambiente e della chiara minaccia che ciò comporta per la sopravvivenza della specifica cultura e stile di vita dei Tibetani, inclusa la lingua e la religione.
La Conferenza è anche preoccupata dal degrado dell’ambiente naturale dell’altopiano tibetano, inclusa la regione Himalayana, acuito dalle così dette politiche di sviluppo della Cina nella regione.
La Conferenza appoggia la creazione di una zona di Ahimsa (pace e non violenza) nell’altipiano tibetano ed è convinta che ciò potrebbe fornire un esempio importante per il resto del mondo.
Quindi la Conferenza:
Richiede categoricamente al governo della PRC di dimostrare la sua sincerità e serietà nel trovare una soluzione negoziale alla questione del Tibet, organizzando con maggiore frequenza incontri con i rappresentanti del Dalai Lama, dando inizio a negoziati sostanziali, senza precondizioni e senza ulteriori rinvii;
Sollecita il Governo cinese ad esplicitare il suo impegno al processo dei negoziati, rendendo visibile il miglioramento nelle proprie politiche verso il Tibet. In particolare invita:
Richiede al Presidente Hu Jintao di dimostrare il suo impegno personale a risolvere il problema del Tibet attraverso un incontro con il Dalai Lama, il prima possibile, in un luogo reciprocamente concordato;
Richiede ad entrambe le parti di intensificare gli sforzi per raggiungere tangibili risultati nei negoziati prima del 2008, quando gli occhi del mondo saranno rivolti verso la Cina e verso la situazione del Tibet in occasione dei giochi olimpici;
Sottolinea l’importanza del supporto parlamentare mondiale per il Tibet e decide di intraprendere azioni atte a rafforzare il ruolo dei parlamenti e dei parlamentari;
Richiede a tutti i Governi e parlamenti di tenere sotto stretto monitoraggio il comportamento della Cina in Tibet e gli sviluppi relativi ai negoziati con il Dalai lama e i suoi rappresentanti e a porre e tenere il Tibet sull’agenda della discussione bilaterale e multilaterale con la Cina;
Richiede all’Unione Europea di nominare un rappresentante speciale per il Tibet al fine di promuovere e fornire assistenza e seguire i negoziati tra PRC e Tibetani, in accordo con le richieste espresse del Parlamento Europeo;
Loda il Governo Tibetano in esilio per il notevole progresso realizzato nello sviluppo di istituzioni e metodi democratici;
Infine la Conferenza decide di tenere la prossima Conferenza Mondiale dei Parlamentari per il Tibet prima dei Giochi Olimpici del 2008 e attende di fare il punto sui progressi realizzati a quella data.

Giovanni Vuono (Aref) con Sandhong Rimopoche e con Tashi Wangdue
Mariia Bellaterra con Laura Cima e Luana Zanella
A cura di Marilia Bellaterra e Giovanni Vuono