2005/09 - Geshe Yeshe Chodak

AREF news 09/2005

 Geshe Yeshe Chodak

Abbiamo ricevuto una notizia inattesa da Mundgod ... Il Ven. Geshe Yeshe Chodak, Abate del Gayang Gyalrong Kangtsen, dopo una breve e inguaribile malattia, ha lasciato questa esistenza terrena.


Agosto 2003 - Geshe Yeshe Chodak, Marilia Bellaterra e Yeshi Lungtok

Lo avevo conosciuto nell'estate del 2002 e mi aveva subito contagiata. Prima con la sua carica di vitalità. Poi con ... una febbre altissima che abbiamo condiviso per alcuni giorni. Io stremata e lui sempre scherzoso e pieno di energia.



Agosto 2003 - Geshe Yeshe Chodak al centro dei monaci del Gayang Gyalrong Kangtsen


Agosto 2003 - Tsundu, Marilia Bellaterra, Geshe Yeshe Chodak, Thupten Tsering

Geshe Yeshe Chodak dalla fine del 2003 era diventato il referente dell'Aref per il Sostegno a Distanza a favore dei monaci di Mundgod, sia all'interno del
Gayang Gyalrong Kangtsen che di Monasteri vicini, sempre appartenenti all'Università Monastica di Gaden.

Aveva una grande versatilità e passava, rapido e determinato, dal profondo impegno dei riti e della preghiera, alle incombenze amministrative, condotte sempre con chiarezza, precisione, onestà estrema e abilità manageriale.


Agosto 2003 - Geshe Yeshe Chodak al centro dei monaci del Gayang Gyalrong Kangtsen,
prima della partenza di Marilia Bellaterra e Giovanni Vuono (Aref) da Mundgod


Nell'estate del 2005 si era affacciata "la malattia". Cui non aveva dato alcun peso. Considerando irrilevante il dolore e un'inutile perdita di tempo anche il semplice soffermarsi a considerarlo. Tanto che si comportava, lavorando e vivendo, come se fosse in perfetta salute.
   

  
2003 - Geshe Yeshe Chodak e Giovanni Vuono (Aref)

E' morto poco tempo dopo la nostra partenza, mia e di Giovanni Vuono. E, come ci è stato riferito, fino all'ultimo momento non si è lamentato mai. Nemmeno dei dolori fortissimi. Nemmeno della stessa malattia che, alla fine, lo ha vinto.

Il Monastero e le persone che lo hanno conosciuto perdono non è solo la saggezza del suo pensiero, la lucidità della sua mente e la forza delle sue braccia, ma anche la determinazione delle sue idee e la profondità dei suoi insegnamenti, sempre trasmessi con la serenità contagiosa di un sorriso.

Marilia Bellaterra

(c) 2005 AREF ONLUS