Eventi nazionali di solidarietà al popolo del Tibet
Seguono, in ordine cronologico, i principali momenti di solidarietà ai gravissimi fatti di sangue che riguardano il Tibet, nell'approssimarsi dei Giochi Olimpici 2008.
Si fa riferimento solo a quelle iniziative che hanno avuto un effetto mediatico di particolare rilievo. Senza, per questo, voler dimenticare la miriade di eventi che si stanno realizzando in tante città d'Italia. Promossi da Istituzioni, Associazioni e da singoli cittadini.
Iniziative nazionali - piccole e grandi - che fioriscono, ormai di continuo, in affiancamento e sintonia con quanto avviene in tutti gli altri paesi del mondo.
Iniziative volte a marcare l'impegno etico che ogni essere umano, degno di tale nome, mette a favore dei diritti violati, dei massacri commesi e della sopraffazione costante da parte del Governo di Pechino.
E che sostengono la speranza di un cambiamento di direzione possibile per il futuro di ciascuno di noi. Di quella razza umana che vorremmo consegnare almeno integra - se non migliore - nelle mani delle prossime generazioni.
Dharamsala, 29 dicembre 2008 - Pannella e Mecacci hanno incontrato il Dalai Lama
A haramsala in India, sede del Governo tibetano in Esilio, Marco Pannella insieme al Deputato Radicale del Pd, Matteo Mecacci ha incontrato Sua Santità il Dalai Lama. Nell'incontro si sono discusse forme di collaborazione ufficiali tra il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito e la leadership tibetana per la conquista di un Tibet libero all'interno di una Cina Libera "Free Tibet for a Free China".
Sono in corso in queste ore alcuni incontri con le massime autorità parlamentari tibetane e i rappresentanti dei movimento degli studenti, degli attivisti e dei giovani tibetani.
Roma, 19 dicembre 2008 - Diritti umani: Marco Pannella parte per missione con delegazione del partito radicale in Cambogia, Vietnam e India. Previsti conferenze e incontri ufficiali con Governi, parlamentari e dissidenti
Dopo la riunione del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento Transanzionale e Transpartito, svoltosi a Bruxelles nei giorni scorsi, Marco Pannella, deputato europeo e Presidente del Senato del Pr, insieme ai parlamentari radicali del Pd Marco Perduca e Matteo Mecacci, ha iniziato da oggi una missione ufficiale per incontri in Cambogia, Vietnam e India.
In Cambogia sin da domani, sabato 20 dicembre, Pannella e Perduca incontreranno i 27 parlamentari del Partito di opposizione Sam Rainsy Party che nei giorni scorsi hanno rinnovato la loro iscrizione al Pr anche per il 2009. In Cambogia sono anche previsti incontri con la Comunità dei Khmer Krom, popolazione indigena del sud del Vietnam, in parte rifugiatasi in Cambogia, con i rifugiati Montagnard provenienti dagli altipiani centrali del Vietnam e con i rappresentanti di Ong e Agenzie internazionali che operano nel campo della difesa dei diritti umani.
Da martedì 23 dicembre, la delegazione radicale sarà in Vietnam dove, a Saigon (Ho Chi Minh City), tenteranno di incontrare il Patriarca della Chiesa Buddista unificata Thich Quan Do che, da oltre vent'anni, subisce intimidazioni e restrizioni della libertà personale, agli arresti domiciliari. Il 24 e 25 dicembre la delegazione radicale si recherà ad Hanoi dove sono stati richiesti incontri ufficiali con il Governo vietnamita per discutere in particolare della situazione dei Montagnard, popolazione indigena, in maggioranza cristiana, perseguitata e discriminata dalle autorità con conseguenze gravi per la sua stessa sopravvivenza.
Da sabato 27 dicembre Marco Pannella e Matteo Mecacci saranno a Dharamsala in India, sede del Governo tibetano in esilio, per incontri ufficiali con il Primo Ministro, Prof. Samdong Rimpoche, con le massime autorità parlamentari tibetane e i rappresentanti dei movimenti degli studenti, degli attivisti e dei giovani tibetani. Scopo degli incontri è la definizione di una campagna internazionale per l'accertamento della verità e delle responsabilità sul fallimento dei negoziati tra le autorità tibetane e cinesi sullo status del Tibet nell'ambito del Satyagraha mondiale per la pace.
E' inoltre in via di definizione per quei giorni un incontro con Sua Santità il Dalai Lama.
Per info: Sergio Rovasio 06-68979250
Milano, 17 dicembre 2008 - Sulle orme di Tiziano Terzani. Fotografie di James Whitlow Delano, in mostra presso la Galleria Grazia Neri di Milano fino al 16 gennaio 2009 Sky.it, by Barbara Ferrara
Sulle orme di Tiziano Terzani è il titolo della mostra fotografica esposta alla Galleria Grazia Neri, un viaggio affascinante che ripercorre idealmente le strade battute dal grande giornalista e scrittore. Dalla Cina al Tibet, dalla Mongolia al Vietnam, passando attraverso l’India.
L’americano James Whitlow Delano si laurea in giornalismo e successivamente si innamora dei lavori di Henri Cartier-Bresson e Robert Frank, e a questi che s’ispira per tracciare il suo personale percorso. Lavora come assistente per i grandi nomi della fotografia, uno per tutti quello di Annie Leibovitz, inizia presto a far riconoscere il suo stile e a ricevere prestigiosi riconoscimenti. Da Le Monde al Time, da Newsweek al NY Times Magazine, nessuno rinuncia ai suoi straordinari reportage. Durante i suoi numerosi spostamenti si appassiona alle tradizioni asiatiche in via di estinzione a causa del progresso e di un’infausta modernità.
Ironia della sorte, Delano non incontrerà mai Terzani eppure le loro strade a loro modo s’incrociano. Tiziano Terzani, instancabile viaggiatore e osservatore critico, subisce il fascino dell’Oriente e attraverso un viaggio dentro e fuori di sè, raggiunge il cuore di un paese e della sua gente. Lo fa con lo spirito di un cronista, attento, sensibile e appassionato. Attraverso pagine scritte con amore, rabbia, speranza e profondo rispetto per la vita, trasmette un messaggio di pace importante, forte e chiaro. Così come forti e chiare sono le immagini in bianco e nero di Delano che con forza e ironia racconta la sua Asia.
Senza pretese, come Terzani, il fotografo americano propone la sua personale visione mettendo in risalto la gente comune, sorpresa nei propri gesti quotidiani. L’ordinario assurge a stra-ordinario. Uomini e donne senza nomi, nè storie celebri da raccontare, diventano eroi, simboli di una civiltà che si perde nella notte dei tempi.
Siena, 10 dicembre 2008 - Tibet e Diritti umani. Un incontro con Tenzin Tsundue WorldactionTibet
La provincia di Siena, con la sponsorizzazione di: Consiglio della Regione Toscana, Comune di Siena, Università degli studi di Siena, in collaborazione con: Italia-Tibet Association e World Action Tibet, promuove una tavola rotonda sul tema "Tibet e Diritti Umani".
Sala Consiliare della Provincia di Siena, piazza del Duomo, ore 17-20
Una riflessione 60 anni dopo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 dicembre 1948), dopo un ventennio dalla proposta del Dalai Lama della via di mezzo (per una genuina Autonomia), dopo la brutale repressione dei movimenti di protesta dello scorso marzo e dell'attività del Tibetan People Uprising Movement con l'azione della Return to Tibet March.
Alla testa di questo movimento ci sono, in particolare giovani tibetani che appartengono a 5 associazioni, tra le quali il National Democratic Tibetan Party e il Youth Tibetan Congress, che sostengono il diritto del popolo all'autodeeterminazione, come previsto dalla Dichiarazioen Universale dei Diritti Umani e quindi il diritto all'indipendenza.
Come conseguenza del fallimento dei dialoghi sino-tibetani, si rende necessaria la ricerca di una nuova strategia, la quale è stata oggetto di intense consultazioni tra le organizzazioni Tibetane in esilio, durante un meeting che si è tenuto a Dharamsala dal 17 al 27 Novembre scorso.
Questi saranno gli argomenti oggetto di riflessione nel corso dell'incontro con Tenzin Tzundue, poeta e attivita del Tibetan People Uprising Movement e Chemey Youngdrung presidente del National Democratic Party of Tibet
Seguirà un dibattito con la partecipazione di:
Severino Saccardi, Regione Toscana, editore of “Testimonianze” Pietro Del Zanna, Giudice di Pace, Provincia di Siena Claudio Cardelli, presidente dell'Associazione Italia Tibet Lorenzo Garibaldi, Giudice di Pace, Siena Enrico Cheli, Delegato per la pace, Università di Siena Majid Valcarenghi, editore di Re Nudo
Introduce: Riccardo Zerbetto, coordinator of World Action Tibet - Italia
Roma, 08 dicembre 2008 - Tenzin Tsundue e Chime' Youngdrung a Roma
La presenza dei due importanti attivisti Tibetani si è articolata nell'arco della intera giornata ed ha visto tre principali eventi: l'incontro con alcuni parlamentari in mattinata, una conferenza stampa, un'intervista presso Radio Radicale sulla situazione del Tibet e i rapporti con la Cina e una breve conferenza pubblica organizzata in collaborazione con Amnesty.
Glio ospiti di questa giornata sono stati Tenzin Tsundue, poeta e scrittore attivista per i diritti umani in Tibet (Friends of Tibet - Global Movement For An Independent Tibet)e Chime Yungdrung, presidente del Partito democratico Nazionale del Tibet, con sede in Dharamsala e che conta circa 2500 membri, con lo scopo di promuovere la democrazia.
CONFERENZA STAMPA A MONTECITORIO: Alla conferenza hanno partecipato al tavolo dei relatori, l'onorevole Lucio Malan e Matteo Mecacci. Presenti, tra gli altri l'On. Carmen Motta, Sergio Ravasio, l'Associazione Italia Tibet, nella persona del Consigliere Marilia Bellaterra, Dechen Dolkar e molti Tibetani.
Nel corso dell'incontro i due ospiti presenti, facendo riferimento in particolare al meeting di Dharamsala e al fallimento dei colloqui sino-tibetani, hanno ribadito l'urgenza di un cambiamento di rotta entro tempi brevi orientato alla lotta per l'Indipendenza, pur appoggiando comunque la linea del dalai lama e la strategia della non violenza.
INTERVISTA A RADIO RADICALE (ore 18,27): Incontro con Tenzin Tsundue, poeta e attivista nonviolento tibetano, Chime Yungdrung, presidente del National Democratic Party of Tibet, e Dechen Dolkar, presidente della Associazione donne tibetane in Italia. Argomenti trattati: la nonviolenza, i lavori della sei giorni di seminario del dissenso tibetano con il Dalai Lama a metà novembre, il futuro della lotta dei tibetani.
CONFERENZA IN COLLABORAZIONE CON AMNESTY INTERNATIONAL: L'incontro si è svolto a San Lorenzo e i due attivisti hanno riproposto, al pubblico presente la loro esperienza e l'attuale strategia di intraprendere.
Incontro con Tenzin Tsundue, poeta e attivista del Movimento di insurrezione del popolo tibetano.
Figlio di rifugiati, Tenzin Tsundue è nato a Manali, nell'India del nord. Ha compiuto i suoi studi a Madras, laureandosi presso la locale Università. E' autore di due volumi di poesie (Crossing the Border e Kora), pubblicate su numerose riviste letterarie. Segretario generale del gruppo Friends of Tibet - India, e convinto sostenitore dell'indipendenza del suo paese, è uno dei più appassionati attivisti della causa tibetana.
Partecipano: DANIELA SANTABBONDIO - TIBET WORLD ACTION FAUSTO SPARACINO - ASSOCIAZIONE ITALIA-TIBET SERGEJ ROIC - GIORNALISTA e SCRITTORE GELEK DHUNDHUP CHOMPHEL - S.F.T.-ITALIA
Dove: C.S.T.G - Via Mercadante 8 - Milano Lunedì, 8 dicembre 2008 - ore 18 Nel corso dell'incontro verrà proiettato il documentario: "In marcia verso il Tibet" di Karma Chukey e Piero Verni E' gradita la conferma via mail: mailto:santabbondio@alice.it
Garfagnana (Lucca), 06 dicembre 2008 - Fosco Maraini: spazi, silenzi. Mostra fotografica a Castelnuovo Garfagnana Planet Mountain
Sabato 6 dicembre 2008, alle 17,00, nella Fortezza di Montalfonso - Porta Nord a Castelnuovo di Garfagnana (LU), sarà inaugurata la mostra allestita dal CAI Garfagnana con immagini del Tibet e del Karakorum di Fosco Maraini. Saranno presenti la signora Mieko Namiki Maraini e di Francesco Bianchi vicepresidente generale del CAI.
La mostra, che presenta 46 immagini storiche del Tibet e del Karakorum donate da Fosco Maraini al CAI Garfagnana quando ne era Presidente Onorario, sarà aperta dal 6 dicembre 2008 al 4 gennaio 2009 nella Fortezza di Montalfonso - Porta Nord a Castelnuovo di Garfagnana e si potrà visitare il sabato e la domenica alle ore 10-13 e 15 – 18.
Fosco Mariani non scelse a caso la Garfagnana come sua seconda patria. Certo c’erano le rocce, la neve, i boschi e i paesaggi, ma forse più di ogni altra cosa, qui incontrò persone con le quali condivise interessi culturali e l’impegno per la tutela delle montagne.
Nel 2001 la sezione CAI di Castelnuovo Garfagnana (nel 70° anniversario di alcune Sue prime scalate in Apuane) gli conferì la Presidenza Onoraria. In questo modo Fosco diventò veramente “uno dei nostri” e continuò, così, a collaborare attivamente e costantemente alle iniziative del CAI Garfagnana, fino alla fine dei suoi giorni.
A noi Fosco ha lasciato, oltre a tante lezioni di vita e bellissimi ricordi, anche 100 stampe storiche di foto del Giappone, dell’Himalaia e del Tibet: ne metteremo in esposizione 46 scelte nelle sezioni Tibet e Karakorum.
FORTEZZA DI MONTALFONSO - Sabato 6 dicembre 2008 ore 17: inaugurazione della mostra fotografica con la presenza della signora Mieko Namiki Maraini e di Francesco Bianchi vicepresidente generale del CAI.
Torino, 03 dicembre 2008 - Domani si inaugura ufficialmente il museo d'arte orientale a Palazzo Mazzonis. Il Mao apre le porte Cronacaqui, by Franca Cassine
L’Oriente trova casa a Torino e lo fa in un edificio storico della stagione barocca piemontese. Si inaugura ufficialmente domani (con apertura al pubblico da venerdì) il Mao, museo d’arte orientale, ospitato all’interno di Palazzo Mazzonis in via San Domenico 9/11, nel cuore del Quadrilatero Romano.Allestimenti affascinanti per quello che è un vero e proprio viaggio alla scoperta dei misteri di civiltà antiche che provengono da territori lontani come India, Cina, Giappone e Tibet.
Un amore quello tra Torino e l’Oriente che ha radici lontane e che ha permesso di accumulare gli oltre 1.500 oggetti esposti nelle differenti sale. Il museo, infatti, nasce dall’insieme delle collezioni dell’ex sezione Orientale del museo civico di Arte Antica, al quale si sono aggiunte numerose collezioni private (come quella di arte cinese antica di proprietà della fondazione Giovanni Agnelli), grazie al contributo degli enti che hanno permesso numerose nuove acquisizioni.
Mao, promosso dal comune di Torino in collaborazione con la Regione e realizzato dalla Fondazione Torino Musei con il contributo della Compagnia di San Paolo di oltre 5,5 milioni di euro, è stato allestito secondo il progetto dell’architetto Andrea Bruno, mentre la direzione è stata affidata al professor Franco Ricca.
Sono cinque gli ambiti geografici e le aree culturali in cui è suddiviso: Asia Meridionale, Cina, regione Himalayana, paesi Islamici e Giappone. Le raccolte sono esposte in distinte “gallerie” ricavate negli ambienti della settecentesca residenza nobiliare. Su di una superficie totale di oltre 4mila metri quadri sono esposti gli oltre 1.500 oggetti, cui si affiancano un’area servizi con bookshop, aule didattiche e sale polifunzionali.
Insomma un angolo di Oriente in pieno centro cittadino. Il rapporto tra la città della Mole e l’Oriente ha radici lontane e risale ai tempi di re Carlo Emanuele I ed è stato poi supportato dal dipartimento dell’Università (che ha alle spalle una grande tradizione di studi sanscriti), oltre che da una storia di ricerca archeologica con scavi condotti negli anni Cinquanta.
E poi, come ha lasciato scritto (1888) un ospite illustre della città, Friedrich Nietzsche: «Torino impressiona perché ci si sente fluire la vita… Torino non è un luogo che si possa lasciare, è il primo posto dove io sono possibile… È una via spirituale per l’Oriente».
Roma, 11 novembre 2008 - Conferenza Stampa "Diritti umani in Tibet: punto e a capo dopo le olimpiadi" Radio Radicale
Martedì 11 novembre, alle ore 15, a Roma presso la sede del Partito Radicale (Via di Torre Argentina, 76 - III piano), si è tenuta una conferenza stampa del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito sul tema: "DIRITTI UMANI IN TIBET: PUNTO E A CAPO DOPO LE OLIMPIADI" Calato il sipario sull'appuntamento olimpico di Pechino 2008, che aveva acceso i riflettori dei media sulla questione tibetana, è necessario e urgente fare il punto della situazione sullo stato dei diritti umani in Tibet, in un momento in cui il dialogo tra il Governo cinese e le autorità tibetane in esilio non sembra trovare soluzioni, come denunciato nei giorni scorsi dallo stesso Dalai Lama. Alla conferenza stampa partecipha partecipato Chime Youndung, Presidente del Partito Democratico Nazionale del Tibet, tra i leader del movimento degli attivisti tibetani che lo scorso marzo ha promosso in India la "Marcia fino al Tibet", alla quale prese parte anche una delegazione radicale proprio nei giorni in cui il Governo cinese mise in atto una violenta repressione delle manifestazioni a Lhasa e in tutta la regione del Tibet, col bilancio drammatico di 200 morti e migliaia di feriti accertati. Sono anche intervenuti, insieme al Presidente Chime Youngdung: - On. Matteo MECACCI, Presidente dell'Intergruppo parlamentare per il Tibet e Vicepresidente del Senato del Partito Radicale - Sen. Marco PERDUCA, Vicepresidente del Senato del Partito Radicale - Sergio D'Elia, deputato, segretario dell'associazione Nessuno tocchi Caino (Radicali) - Sergio STANZANI, Presidente del Partito Radicale
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05 novembre 2008 - Battiato presenta "Fleurs 2" e canta per il Tibet Corriere della Sera
E' un disco di cover, plurilingue, con collaborazioni internazionali: è "Fleurs 2", il nuovo album (uscita prevista il 14 novembre) che Franco Battiato ha presentato a Parigi con un concerto da tutto esaurito. Il musicista siciliano ha anche cantato parte di un brano sul Tibet composto appena quindici giorni fa. Il brano sarà il regalo per i fans che scaricheranno l'album da I-Tunes.
Bologna, 05 novembre 2008 - Thangka. Mostra fotografica Exibart
La mostra fotografica presenterà in anteprima alcune riproduzioni di thangka tibetane, una delle espressioni artistiche più antiche dei monaci buddisti costituita da composizioni pittoriche di carattere religioso eseguite su lino e seta. vernissage: 5 novembre 2008. ore 17,30
Organizzazione: KAILASH ONLUS insieme a CULTURALIA in collaborazione con il Comune di Bologna. tel.: +39 051261392. email: eventi.bologna@lafeltrinelli.it
Rimini, 3 novembre 2008 - Mission Cardiolab 2008. I medici italiani al servizio del cuore degli Indiani Il resto del Carlino
Oltre 1.000 pazienti visitati in una sola settimana e almeno 80 sottoposti a esame ecocardiografico. I risultati dello screening forniranno lo stato di salute del sistema cardiovascolare di due diverse popolazioni: indiani ed esuli tibetani.
Hanno fatto rientro in patria i 9 medici di base riminesi, che coadiuvati da due specialisti in cardiologia, hanno portato a termine la seconda edizione della missione scientifico-umanitaria 'Cardiolab India 2008', svoltasi in India nello stato di Himachal Predesh.
La loro professione è stata posta al servizio dei cittadini indiani della città di Dharamsala e della comunità tibetana in esilio della adiacente McLeod Ganj per uno screening sul rischio cardiovascolare globale. L'iniziativa, che è stata patrocinata da Provincia, Comune, Ausl, Ordine dei medici di Rimini, è stata sponsorizzata da Bayer ma si è avvalsa anche di contributi di realtà locali come la Car la Civis e la Edile Carpentieri e che verranno destinati in massima parte al Tibetan Children Village.
La missione è stata organizzata e gestita assieme al locale Tibetan Delek Hospital e al Rotary Club di Dharamsala e ha fatto si che i nostri medici visitassero in una settimana di lavoro circa mille pazienti di cui una ottantina sottoposti ad esame ecocardiografico. Lo strumento è stato messo a disposizione dalla Esaote di Firenze. Secondo il due specialisti Luigi Rusconi e Daniele Pacassoni si è trattato di casi molto interessanti e lo stesso dott. Pacassoni ha dichiarato di aver visto più patologie rare, anche in bambini, in quei pochi giorni che in trent'anni di professione a Rimini.
I medici di base partecipanti erano: Franco Mandolesi, Melchisede Bartolomei, Leopoldo Rainone, Maurizio Della Marchina, Alfredo Pizzi, Davide Rinaldi, Paolo Angelini, Walter Vannucci, Giovanni Morolli. Molti di questi medici non erano mai stati in India, ma per tutti si è trattato di un'esperienza umana e professionale di grande impatto emozionale e culturale.
I risultati dello screening, ora in fase di elaborazione, ci diranno lo stato di salute del cuore e del sistema cardiovascolare di due popolazioni diverse per razza, cultura, abitudini alimentari e sociali ma che vivono nello stesso contesto ambientale. Già l'anno scorso erano stati visitati circa 800 profughi tibetani mentre quest'anno lo screening in questa popolazione è stato circoscritto a coloro che lavorano nella pubblica amministrazione del Governo Tibetano in Esilio.
Lo sreening sugli indiani era invece ad accesso libero. La partenza dei nostri medici ha coinciso con il ritorno del Dalai Lama a Dharamsala dopo il ricovero a Delhi per un'operazione di colecistectomia. I medici riminesi hanno visto Sua Santità, cittadino onorario di Rimini, alla festa del Tibetan Children Village. In quell’occasione il Dalai Lama ha espresso, per la prima volta in questi anni, la sfiducia e il pessimismo sui cosiddetti “negoziati” con Pechino che finora non hanno dato I risulati sperati. Intrattenendosi con Claudio Cardelli, coordinatore della missione, il Dalai Lama ha ringraziato per il sostegno politico e umanitario dell’Associazione Italia Tibet e ha ammesso di sentirsi "molto meglio ora che sono fuori dall'ospedale.."
Il progetto "Cardiolab" è iniziato a Rimini nel 2003 ed ha visitato oltre 35.000 pazienti in 120 città italiane. La provincia di Rimini e il Rotary Club Rimini Riviera hanno donato già due ambulanze al Delek Hospital e il progetto di cooperazione andrà avanti anche nel futuro magari spostandosi negli insediamenti tibetani dell'India del sud.
Roma, 25-27 ottobre 2008 - Ciak sul Cinema Tibetano
ASIA Onlus organizza, in collaborazione con il Nuovo Cinema Aquila, una "finestra" sul cinema tibetano intitolata "Ciak sul cinema tibetano".
Ogni giornata sarà dedicata a una tematica specifica e le proiezioni saranno accompagnate da momenti di incontro con i registi e con esperti di cinema tibetano e di cultura tibetana. I registi presenti in sala saranno: Tsering Rhitar Sherpa (Nepal), Kelsang Tsering Khangsar (India) e Kelsang Rinchen (India).
L'appuntamento è, quindi, per il 25 ottobre, alle 16, presso il Nuovo Cinema Aquila (Via L'Aquila, 68 - www.cinemaaquila.com)!
McLeod Ganj, 19-25 Ottobre 2008 - Sta per partire la nuova missione “Cardiolab 2008” in India AssociazioneItalia Tibet
Nel 2007 un gruppo di medici riminesi si era recato a McLeod Ganj, il piccolo villaggio dove risiede il Dalai Lama assieme a circa 15.000 profughi tibetani. Scopo del loro viaggio era effettuare uno screening del rischio cardiovascolare globale presso la popolazione di rifugiati tibetani che risiede lassù, alle pendici dell'Himalaya sin dal 1959 anno della repressione cinese in Tibet e dell'esilio del Dalai Lama.
E' stato su invito del direttore del piccolo Delek Hospital, Dr Tsetan Sadudtsang, che nel corso degli ultimi mesi si è formato il team. La richiesta di valutare l'entità del rischio di infarto o ictus presso la popolazione tibetana è stata determinata dalla mancanza di dati epidemiologici in tal senso e dal sempre crescente aumento di tali patologie nei paesi in via di sviluppo. Rimini nel 2003 è stata la città pilota per il progetto Cardiolab, coordinato dalla Transferase di Milano e sponsorizzato da Bayer, che a tutt'oggi ha toccato più di cento città in Italia e ha valutato il rschio su quasi trentamila persone. Era dunque naturale che la scelta per un Cardiolab all'estero, e soprattutto in una situazione così particolare, cadesse sui medici che per primi hanno collaudato questa forma di ambulatorio "on the road". Claudio Cardelli, vicepresidente di Italia Tibet, ha coordinato ed organizzato la missione.
I medici riminesi hanno visitato più di 800 rifugiati in un campione variegato e molto rappresentativo della società tibetana dell'esilio.
La realtà tibetana di Dharamsala ha un lungo rapporto con Rimini. Il Dalai Lama è cittadino onorario della nostra città la cui provincia ha donato alcuni anni fa un'ambulanza al Delek Hospital. Dono rinnovato in questa occasione dal Rotary Club Rimini Riviera. Inoltre l'Associazione Italia Tibet, collaboratrice dell'evento, ha recapitato i 5000 euro raccolti in occasione del raduno "In Moto per Il Tibet" del giugno scorso- Il dott. Tsetan, che ha chiesto numerosi consulti ai nostri medici, ha rinnovato l'invito a continuare per qualche anno il progetto a Dharmsala per poter osservare l'evolversi della situazione del rischio e attuare le opportune misure preventive. I medici di Rimini hanno dato dunque anche quest’anno intanto la loro disponibilità a tornare per il lavoro di screening (quest’anno anche sulla popolazione indiana) e, tramite alcuni specialisti, consulti soprattutto sul settore cardiologico- In tutto il comprensorio di Dharamsala, circa 100000 abitanti tra indiani e tibetani, non c'è un solo cardiologo. Si prevede di raggiungere lo stesso numero di visite dell’anno scorso e di avere un dato sulla popolazione indiana che si possa raffrontare con i dati già raccolti tra i rifugiati tibetani. Il Cardiolab si effettuerà dal 20 al 25 ottobre. – Oltre alla Bayer, principale sponsor di Cardiolab, hanno dato contributi per il Tibetan Children Village la CAR, la Edile Carpentieri e la Civis Augustus di Rimini.
La missione ha il patrocinio della Provincia, del Comune dell’AUSL e dell’Ordine dei medici di Rimini.
Dalla spedizione dello scorso anno è stato tratto un bel volume di imminente uscita “Nel Cuore Dei Rifugiati” Ed. Chiamami Città. Il volume sarà messo in vendita per raccogliere fondi per il TCV.
Torino, 16-21 ottobre 2008 - Al Festival CinemAmbiente di Torino, diritti umani, Tibet e Sudan RadioVaticana
Saranno Tibet e Sudan al centro della terza edizione del Festival CinemAmbiente che, in collaborazione con la Sezione Italiana di Amnesty International, si apre a Torino il 16 ottobre (fino al 21) presentando anche una sezione dedicata ai diritti umani, attraverso le immagini di film e le voci di testimoni.
Tema della sezione, il 60.mo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. “A distanza di 60 anni uno scarto drammatico separa le promesse iniziali dall’attuale comportamento dei governi – spiegano gli organizzatori al Sir -: sono molti i Paesi che violano sistematicamente i diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale e tradiscono gli ideali che l’hanno ispirata”.
Nel preoccupante panorama di violazioni, guerre dimenticate e crisi umanitarie, la selezione dei documentari e incontri ha scelto due aree emblematiche del mondo, il Tibet e il Sudan, a cui si collegano temi scottanti quali la tortura e l’uso dei bambini soldato.
Oltre alle proiezioni, il 18 ottobre è in programma una tavola rotonda su “la Dichiarazione universale e le promesse infrante” cui partecipano, tra gli altri, Palden Gyatso, monaco tibetano detenuto per oltre 30 anni nelle carceri cinesi e adottato da Amnesty come prigioniero di coscienza, ed Evans Maendeh ex bambino soldato sudanese, autore del libro Child Soldier.
Bolzano, 17-25 ottobre 2008 - rassegna del Cinema Tibetano
All’interno di “Borderlands – Terre di Confine”, il 4°Film Festival ospiterà a Bolzano, dal 17 al 25 ottobre, una rassegna esclusiva di cinema tibetano, realizzata in collaborazione con ASIA Onlus. Direttori artistici Federico Greso e Mazzino Montinari.
L’evento sarà accompagnato da seminari e momenti di incontro con alcuni registi e interpreti dei film. Le tematiche riguardano la questione tibetana, dalla diaspora in India e in Nepal al processo di sinizzazione.
La rassegna inizia sabato 18 ottobre presso la sala dell'Eurac (Via Druso 1 - BZ), con la presentazione dei film:
Karma (di Tsering Rithar Sherpa) The spirit doesn't come anymore (di Tsering Rithar Sherpa) The joy of living (di Kelsang Tshering Khangsar) Tibean guerrillas in exile (di Kelsang Rinchen) We're no monks (di Pema Dondrup) Dreaming Lhasa (di Ritu Sarin and Tenzing Sonam) We homes chaps (di Kelsang Tseden) The silent holy stones (di Wanma Caidan)
Saranno presenti i registi: Tsering Rithar Sherpa, Kelsang Tshering Khangsar e Kelsang Rinchen
Alla conferenza inaugurale prenderanno parte, oltre a un rappresentante di Asia Onlus, Günther Cologna, presidente dell'Associazione Italia-Tibet, e Piero Verni.
Per maggiori informazioni clicca sul sito di4FilmFestival2008oppure sul sito di Asia Belle foto e bella coreografia, ma a cosa (o a chi) serve, in realtà? ... (m.b.)
Ferrara, 14 ottobre 2008 - Internazionale a Ferrara. Cina e Tibet, incontro al buio La Specula
Uno degli incontri che hanno lasciato il segno in questa seconda edizione di "Internazionale a Ferrara" è stato l'incontro tra lo scrittore cinese Yu Hua e il lama tibetano Ghesce Tenzin Tenphel. Un difficile dialogo, moderato da Liliana Cardile e accompagnato dalla magica atmosfera della Sala Borsa abbellita dalle (fotografie) "Vittime" realizzate dalla redazione di Colors Magazine.
Come omaggio in onore dell'amico cinese, il lama ha aperto l'incontro “Asia. Il Tibet prega per la Cina” con la donazione della tradizionale sciarpa bianca, segno di rispetto e solidarietà, che Hua a ben volentieri avvolto al collo. Un momento di intensa commozione per gli spettatori, accorsi fin lì da tutta Italia per veder compiere il miracolo della pace. Una speranza presto delusa dalla realtà, quella del popolo tibetano che continua a gridare in silenzio, chiedendo spiegazioni alle ingiustizie subite, e quella del popolo cinese che, creato in laboratorio da un governo che della propaganda e della disinformazione fa il suo pane quotidiano, non accoglie appelli, non chiede scusa, non cambia rotta o non risponde affatto alle precise domande poste.
Alla richiesta della moderatrice di presentare l'idea che il proprio popolo ha dell'altro, il lama Ghesce Tenzin Tenphel ha spiegato di come i tibetani non provino sentimenti malevoli nei confronti dei cinesi, ma credano fortemente che il loro governo non si stia comportando in modo corretto. Sanno che è il governo a convincere i suoi cittadini del fatto che i tibetani siano persone cattive e che creano problemi alla Cina, e questo sta diventando il sentimento dei cinesi, che non conoscono in realtà quale sia la vera situazione in Tibet. Il Dalai Lama ha redatto un documento in cui ha fatto delle richieste al governo cinese; ma sono richieste che non hanno niente a che vedere con un'azione separatista, come invece la propaganda cinese sta facendo credere. Il Dalai Lama insiste sul tema dei diritti umani negati, sul tema della libertà di religione e della tradizione culturale del popolo tibetano, a cominciare dalla sua lingua.
Con un temperamento fermo ma pacato e con una voce tra il sussurro e il tuono, il lama tibetano ha denunciato il fatto che dalla fine delle Olimpiadi un velo di silenzio è calato sulla questione. Da allora, sono state persino interrotte le comunicazioni tra il Tibet e il resto del mondo, ed i tibetani all'estero non hanno nemmeno la possibilità di telefonare ai propri cari rimasti a casa. Tutti avevano sperato che la situazione sarebbe migliorata con i riflettori puntati su Beijing, ma tutto è sprofondato immediatamente nell'oblio.
Prima del 2002 la lingua tibetana veniva insegnata ai bambini fino alla quinta classe elementare. In questi anni le cose sono andate peggiorando e adesso la loro lingua madre viene insegnata solo fino alla seconda classe. E' evidente che la Repubblica Popolare Cinese - anche attraverso la televisione - ha intenzione di eliminare definitivamente le peculiarità linguistiche, culturali e religiose del Tibet, e di accorparlo in tutto e per tutto ad essa. Lo scrittore cinese si è subito detto molto emozionato e molto grato per aver avuto l'occasione di dialogare per la prima volta con un monaco tibetano cresciuto fuori dal Tibet. Ha tenuto subito a sottolineare che lo scopo più importante di questo incontro è esprimere completamente il punto di vista di entrambi per poi cercare un punto di contatto tra le due visioni. Ma da lì in poi il noto scrittore, ammirato in tutto il mondo per i suoi romanzi, ha insistito sul fatto che il Tibet è parte della Cina, e non una nazione a sè stante, non un popolo contrapposto a quello cinese ma un popolo fratello. Secondo la sua visione - inevitabilmente cinese, ha tenuto a sottolineare - è normale che in famiglia ci possano essere degli scontri, come tra moglie e marito.
I rapporti tra Cina e Tibet hanno radici antichissime, e le loro dinastie si sono incrociate nel corso della storia. “Dalla democratizzazione di Mao in poi”, ha continuato Yu Hua, “il governo cinese ha sì distrutto, devastato e sconvolto il Tibet e le sue ricchezze, arrecando molti danni al suo popolo come anche alle altre 56 etnie della Repubblica Popolare Cinese, ma bisogna anche dire che il tenore di vita da allora è molto migliorato, grazie alla riforma agraria ed altre iniziative positive per gli abitanti del Tibet, che hanno portato soldi, alfabetismo, strutture e nuovi monasteri”.
Dopo aver detto al tibetano accanto a lui che il documento redatto dal Dalai Lama “va un po' rivisto”, poiché mantiene all'interno un desiderio di indipendenza che il governo cinese non può accettare, Yu Hua ha concluso dicendo che nel futuro si andrà sicuramente meglio, perché il futuro del Tibet è anche il futuro della Cina stessa. “L'Europa”, dice lo scrittore, “vede la situazione del Tibet con un velo di fascinazione e di mistero che inquina e distorce la realtà”.
Un momento di intensa mediazione - e meditazione - molto utile non tanto ai due protagonisti - rappresentanti di due popoli fratelli in conflitto tra loro - che purtroppo si sono detti cose che già l'uno si aspettava dall'altro. E' servito piuttosto a noi occidentali, impegnati come sempre a fiondarci a capofitto sulla realtà, semplificandola secondo il nostro punto di vista da "paladini", spesso ignoranti.
Everest, 04 ottobre, 2008 - in volo sopra il tetto del mondo con il paracadute Apcom
I record sull'Everest si sprecano: dallo scalatore più anziano, al più veloce, al più affezionato. Raggiungere il tetto del mondo è l'aspirazione di molti alpinisti e, dal 1953 ad oggi, sono più di 2.500 coloro che sono riusciti a calpestarne la vetta, ma almeno 210 hanno perso la vita durante l'ascensione o la discesa. Ma in questi giorni, annuncia il quotidiano britannico The Independent, la montagna al confine tra il Nepal e il Tibet sarà teatro di una spedizione senza precedenti: un gruppo composto da 32 persone, inglesi, iracheni e pachistani, dopo aver allestito un campo base a 4mila metri, si dirigerà a bordo di un aereo sopra il tetto del mondo.
Da un'altezza di 30mila piedi (9.100 metri) si lanceranno uno dopo l'altro prima a volo libero, per circa un minuto, a una velocità che raggiungerà i 130 km/h, con temperature inferiori ai -40°; poi apriranno il paracadute per ritornare al campo base dopo un magnifico "sorvolo" di circa 8 minuti complessivi. Fra i partecipanti, che hanno pagato 17mila sterline per assicurarsi il privilegio e l'emozione di questa esperienza, vi è uno scienziato inglese di 72 anni, una mamma, un alpinista che arrivò in vetta per la via tradizionale nel 1976, e una paracadutista professionista.
Ferrara, 04 ottobre 2008 - La questione tibetana raccontata da due protagonisti Cronaca Comune
Sullo sfondo, una grande e suggestiva installazione ad opera della rivista Colors dal titolo “Vittime”, per la quale trenta monaci tibetani hanno accettato di donare le loro preghiere alle vittime del terremoto che ha devastato la regione cinese del Sichuan; davanti, un folto pubblico arrivato sabato mattina - seconda giornata di Internazionale a Ferrara - alla Sala Borsa della città estense per assistere all'incontro tra il noto scrittore cinese Yu Hau e il lama Gheshe Tenzin Tenphel. Un'occasione importante per sentire dialogare fra loro due culture, quella cinese e quella tibetana, che difficilmente riescono ad entrare in contatto tra loro. A moderare la conversazione la giornalista di Internazionale Liliana Cardile che non ha tardato a ribadire la necessità di restituire una sua complessità alla questione tibetana al di là delle semplificazioni che spesso emergono dalla stampa occidentale.
L'incontro si è aperto con un gesto di conciliazione, il lama Tenphel ha regalato a Yu Hau una sciarpa tibetana tradizionalmente considerata di buon auspicio, e si è concluso con un caloroso abbraccio tra il monaco e lo scrittore salutato dal pubblico con un grande applauso. In mezzo le parole e le posizioni lontane, a tratti contrastanti, dei due protagonisti, ma ricche di voglia di conciliare e di trovare dei punti di accordo.
Ovviamente il punto di disaccordo è quello di sempre: da una parte il monaco ha sostenuto che “il Tibet chiede l'indipendenza perché non vede rispettate le sue caratteristiche etniche”, dall'altra lo scrittore, che dopo essersi dichiarato un cittadino cinese comune, non appartenente al partito comunista, ha sostenuto che per lui parlare di Tibet è parlare di Cina. “I tibetani sono miei fratelli - ha detto – e per me è normale considerarli tali”. Secondo Yu Hau poi la soluzione sarebbe da ricercare nella storia degli ultimi sessant'anni in Cina, perché fermarsi all'oggi non dà una visione d'insieme. “Ho l'impressione – ha detto lo scrittore - che l'Occidente legga il Tibet di oggi con troppa fascinazione e in modo non realista. Bisognerebbe pensare ai grandi numeri, nel nostro paese ci sono zone poverissime dove tantissime persone muoiono di fame, anche di questo bisognerebbe occuparsi”.
Genova, 03 ottobre-09 novembre - 2008 - Mostra di Thangka e Mandala Il secolo XIX.it
“THANGKA – Arte e spiritualità della Terra delle nevi” è il titolo della manifestazione dedicata all’arte e alle tradizioni del Tibet, che prenderà il via domani in due sedi, il Castello d’Albertis e il Celso - Istituto di Studi Orientali (fino al 9 novembre). Una mostra, la costruzione di un mandala, incontri, concerti e seminari, organizzati in collaborazione con il Monastero indiano Gaden Jangtse, si susseguiranno per fornire al pubblico notizie su una delle culture più affascinanti e misteriose del mondo. Inaugurato nel 1982 dal Dalai Lama nello stato del Karnataka, il Monastero Gaden Jangtse è uno dei maggiori insediamenti della comunità tibetana in esilio, è sede di una nota università monastica tibetana e dell’Istituto di Medicina Tibetana.
Evento centrale del programma è la mostra di thangka. Il termine thangka (che significa “dipinto piano”) indica nella tradizione buddista tibetana immagini sacre dipinte, ricamate o composte con ritagli di stoffa su tessuto, raffiguranti soggetti con forte valore simbolico. I thangka sono utilizzati come supporto per la meditazione e come oggetti di culto e la loro realizzazione segue precise prescrizioni. Ogni immagine ha un valore simbolico e ciascun dettaglio assume un significato all’interno dell’insieme iconografico. I colori, le proporzioni, gli atteggiamenti, i gesti devono corrispondere agli insegnamenti dei testi rituali. Tra i soggetti più frequenti le immagini di divinità circondate da maestri religiosi, i ritratti idealizzati di celebri Lama e scene delle vite di Bodhisattva e Buddha.
La realizzazione di un mandala ad opera di alcuni monaci tibetani si svolgerà dal 4 all’11 ottobre al Celso in Galleria Mazzini 7. Il mandala è un disegno di sabbia che associa diverse figure geometriche. Rappresenta per i buddhisti il processo di formazione del cosmo e attraverso un articolato simbolismo consente una sorta di viaggio iniziatico. Durante le otte giornate in cui verrà costruito il pubblico potrà assistere alla sua crescita. L’ingresso è libero ma per i gruppi e le scuole occorre prenotare. L’evento si concludera’ l’11 Ottobre, dalle 17 alle 18.30, con la cerimonia di distruzione che ricorda la caducità delle cose e la rinascita.
Il blog più alto del mondo. Questo è il record da tentare. Aggiornare direttamente un blog da una montagna di ottomila metri. Testi, foto, video, creati e pubblicati da quota 5.700 in sù, fino a tentare il fatidico '"Hello World" dagli 8.201 metri della cima del Cho Oyu, sesta montagna del pianeta terra lassù in Tibet.
Ma il record in fondo è una scusa ed è un gioco. La scusa è quella di poter raccontare e condividere, giorno per giorno, un viaggio straordinario, una montagna bellissima, incontri imprevisti e i cieli infiniti.
Il gioco è quello di : - aggiornare direttamente per un mese il blog più alto del mondo. - creare il post più alto del mondo. - fare la chiamata Skype più alta del mondo. - portare twitter a 8.000 metri
Ogni gioco è una piccola sfida. Quella del blog più alto del mondo è una sfida tecnologica ma anche umana e psicologica.
LA SFIDA TECNOLOGICA: Il blog è per molti uno strumento facile ed accessibile. Questo da casa o dall'ufficio. In viaggio diventa tutto più complicato. Se poi questo viaggio è tra le montagne più alte della terra, le cose di complicano ancora di più. Computer: in montagna, sopra certe quote, ogni grammo pesa un mondo, inoltre le condizioni estreme (freddo e polvere) possono creare grossi problemi. Abbiamo quindi scelto come compagno di viaggio l'EEEPC 901, messo a disposizione da Asus Italia (uscirà sul mercato a fine agosto). Scelta dettata dalla praticità, dalla leggerezza, dall'hard disk allo "stato solido" e dalla durata (notevole) delle batterie. Alimentazione: tutta fornita dai pannelli solari. Niente generatori inquinanti. Connessioni: il lato "doloroso" di stare tra montagne alte ottomila metri è che non si può fare a meno di una connessione satellitare. Software: utilizzeremo di norma software "open source" (proprietario solo quando proprio non possiamo farne a meno).
LA SFIDA UMANA E PSICOLOGICA: Vivere per un mese a più di 5.000 metri, in una tenda, in mezzo a rocce, neve e freddo è forse l'incognita più grande. L'aria si fa sottile e forse anche i pensieri. Quindi nel caso, portate pazienza.
Ma che freddo fa? Scritto mercoledì 01 ottobre 2008 da Lorenzo.
C'e' chi chiede che freddo fa. Il giusto. Il giusto per sognare le Bahamas una notte si' e l'altra no. Perche' l'altra sogni le Antille Olandesi. Comunque le temperature sono piu' o meno nella norma. Di una cella frigo. Una delle piccole soddisfazioni di quassu' e' quindi a sera infilarsi nel sacco a pelo assieme ad una borraccia di acqua bollente. E' consigliato evitare effusioni troppo ravvicinate con la suddetta borraccia. E cosi' mentre nel sacco a pelo si crea un microclima tropicale, nel resto della tenda si scende attorno ai -5 gradi, con la possibilita' di conservare, se si vuole, salumi vari e semifreddi. C'e' poi l'annosa questione della temperatura percepita, quassu' prontamente risolta : finche' la temperatura la percepisci tutto bene, se non la percepisci piu', ecco li' cominciano i guai.
01 ottobre, 2008 - The highest blog: blogger senza frontiere dalle montagne del Tibet ScienzaSalute & Dintorni
"Aggiornare direttamente un blog da una montagna di ottomila metri" questa è la sfida di cinque italiani che hanno unito la passione per la montagna a quella per il web dando vita al sito thehighestblog.com portando in quota un pc con il quale raccontare la loro scalata alla sesta montagna più alta del mondo, la cima del Cho Oyu. "The Highest Blog è il tentativo di dimostrare che Internet è uno straordinario strumento per raccontare pezzi di vite, esperienze e piccoli e grandi sogni, che uno si trovi a dieci metri o a ottomila", sottolinea Lorenzo Campani, la penna ufficiale della spedizione.
Questo il record da tentare. Per farlo, leggiamo sul blog che Lorenzo e i suoi compagni hanno scelto un computer leggero alimentato con una batteria fornita da pannelli solari, "niente generatori inquinanti". In montagna ti porti tutto sulle spalle e ogni grammo pesa un mondo. Per connettersi? Tra le montagne del Tibet la connesione non può che essere satellitare, ma cercano di usare il più possibile software opensource. Sul blog si trovano non solo testi ma anche foto e video pubblicati da quota 5.700 in su, fino a tentare il fatidico '"Hello World" dagli 8.201 metri della cima del Cho Oyu, la "Dea Turchese", sesta montagna del pianeta terra, lassù in Tibet.
Un'entusiasta Blogosfera sostiene e tifa per questa impresa titanica, come scrive Enrico Giubertoni di Buzzes "coraggio ragazzi, state portando la forma più avanzata di comunicazione pacifica tra i popoli - il blog - sulla vetta di un ottomila, attraverso l’alpinismo, la più nobile forma di rispetto dell’uomo nei confronti della montagna".
Un gioco e una scusa. Il gioco è quello di creare il post più alto del mondo, fare la chiamata Skype più alta del mondo, portare twitter a 8.000 metri e la sfida? Perché volersi portare dietro in questo viaggio anche la "vita digitale", con tutti gli annessi e connessi, come skype, twitter ecc..?
Lorenzo risponde così sul suo personale blog, due giorni prima della partenza "la risposta che mi sono dato (e che ho dato), è che l'essenza di questa cosa che chiamiamo Internet è in fondo la condivisione" e aggiunge "in fondo condividere con gli altri un viaggio e un'esperienza per me così straordinaria, mi è sembrato naturale come l'acqua che scorre. Che alla fine poi vada tutto come deve andare, non si sa. Ci sono mille incognite e mille variabili. Ma se uno non ci prova, non lo saprà mai".
Oltre la sfida tecnologica, quella psicologica: "Vivere per un mese a più di 5.000 metri, in una tenda, in mezzo a rocce, neve e freddo è forse l'incognita più grande. L'aria si fa sottile e forse anche i pensieri". In bocca al lupo ragazzi, seguiremo le vostre avventure sul blog!
30 settembre 2008 - La sfida del blog più alto del mondo cinque italiani alla conquista del Tibet La Repubblica
Unendo la passione per l'alpinismo a quella per il web è nata una sfida. Quella di creare il diario elettronico più alto del mondo, direttamente dal Tibet. Cinque italiani hanno messo su per l'occasione il sito thehighestblog.com e hanno deciso di portare in quota un pc con il quale raccontare la loro scalata alla sesta montagna più alta del mondo, la cima del Cho Oyu. Il record da raggiungere è "aggiornare direttamente un blog da una montagna di ottomila metri". Lorenzo Campani, la penna ufficiale della spedizione, dal Tibet ha risposto a Repubblica.it che "The Highest Blog è il tentativo di dimostrare che Internet è uno straordinario strumento per raccontare pezzi di vite, esperienze e piccoli e grandi sogni, che uno si trovi a dieci metri o a ottomila". E ha aggiunto che "il blog ha anche un messaggio 'subliminale' che riguarda il Tibet e la sua situazione".
La spedizione. Il gruppo di italiani è composta da Nicola Campani, Daniele Corsini, Fabrizio Silvetti, Fausto Sassatelli. E da Lorenzo Campani. L' "angelo custode" è Ngima Sherpa, la guida che ha accompagnato il gruppo già nel 2007 in Nepal. La spedizione "amatoriale" dei nostri eroi si chiama "Cho Oyu 2008" e "tra settembre e ottobre 2008 tenterà di salire in stile alpino, senza ossigeno, questi 8 chilometri abbondanti di roccia e neve". La scelta di salire senza ossigeno nasce "dall'esigenza di poter affrontare questa sfida con noi stessi, prima ancora che con la montagna, a mani nude".
Sfide in vetta. Le difficoltà sono tante. E come se non bastassero già la neve, l'alta quota e il freddo, la fatica e lo sforzo fisico, questi ragazzi si sono posti due ulteriori sfide. Una è quella tecnologica. Infatti un blog è "uno strumento facile ed accessibile" se siamo a casa o in ufficio. Per questo Lorenzo e i suoi compagni hanno scelto un computer leggero e con una batteria che dura parecchio tempo. L'alimentazione è "tutta formita da pannelli solari, niente generatori inquinanti". Anche se la connessione tra le montagne del Tibet deve essere satellitare. Scelta in controtendenza anche per i software: quelli utilizzati sono di norma opensource. L'altra è tutta psicologica: "Vivere per un mese a più di 5.000 metri, in una tenda, in mezzo a rocce, neve e freddo è forse l'incognita più grande. L'aria si fa sottile e forse anche i pensieri".
Il gioco e la scusa. Quello che i nostri eroi definiscono un "gioco" in realtà è un nuovo obiettivo. Sul blog si legge: "Il gioco è quello di aggiornare direttamente per un mese il blog più alto del mondo, creare il post più alto del mondo, fare la chiamata Skype più alta del mondo, portare twitter a 8.000 metri". La scusa è avere la possibilità di "raccontare e condividere, giorno per giorno, un viaggio straordinario, una montagna bellissima, incontri imprevisti e i cieli infiniti".
Il post più alto del mondo. Il diario on line si è aperto venerdì 15 agosto, quando i nostri eroi erano ancora tra le conosciute montagne domestiche, sull'appennino reggiano, e si stavano allenando in vista dell'imminente partenza. E il 28 settembre erano già a quota 6200, sul monte Cho Oyu. E Lorenzo, la penna elettronica uffiale del gruppo, scriveva: "Questo è il post più alto del mondo, ovvero la cosa più inutile dopo gli otto anni di presidenza di George Bush. Ma visto che per arrivare qui c'ho lasciato un po' di fiato e l'uso del polmone sinistro, qualcosa lo provo a scrivere in questo post in mezzo al cielo. (...) Stare a 6.200 metri in Tibet a scrivere, e voi qualche attimo dopo a leggere, è una di quelle cose che per me è più o meno paragonabile, come stupore provato, al teletrasporto del capitano Kirk". Come Lorenzo ha scritto al nostro sito, oggi i nostri eroi si trovano "al campo base avanzato del monte Cho Oyu (sta sul confine tra Nepal e Tibet). L'altezza del campo è a 5700 metri". Scrivere a quasi 6mila metri "comporta ovviamente un po' più di difficoltà tecniche e anche un po' umane (le dita si raffreddano facilmente) ma neanche tanto" ha scritto Lorenzo a Repubblica.it.
Un'esperienza simile l'ha fatta anche Simone Moro in diverse spedizioni. Come quando nel 2007 e nel 2008 con altri compagni ha fatto "il blog e le dirette in Skype durante la spedizione in Karakorum". O come quando "il 14 maggio 2005 da 8000 mi sono connesso a Internet ed ho mandato una foto" ad un quotidiano italiano.
Roma ospita dal 25 al 28 settembre una kermesse dedicata alla Letteratura di viaggio. Tra gli appuntamenti una mostra di foto storiche scattate da tre grandi fotografi Giovedi su I Viaggi.
Fino a sessanta anni fa, per arrivare sulla catena dell'Himalaya e in Tibet, nel cuore dell'Asia,occorreva un mese. Ci si imbarcava a Brindisi o a Napoli; dopo Port Said si attraversava il Canale di Suez e si faceva sosta ad Aden. Il viaggio per mare finiva a Bombay (oggi Mumbai), il «Portale dell'India».
Da lì, su treni che «ansimavano», si attraversava tutta l'India. Dopo qualche frontiera e tante, tantissime insopportabili piccole stazioni, in «un orgiastico fracasso metallico», tra polvere, fumo e odore di carbone, la ferrovia finiva a Siliguri, nel Bengala occidentale. Per proseguire, non esistevano altre forme di energia se non «la forza muscolare dell'uomo o degli animali».
Il viaggio è raccontato da Fosco Maraini (1912-2004) nel bellissimo Segreto Tibet (Corbaccio editore) libro-diario che contiene anche molte sue foto. Lo scrittore e antropologo, era anche fotografo e alcune tra le più belle immagini che scattò durante i suoi viaggi nel cuore dell'Asia, negli anni ‘30 e ‘40, sono esposte, insieme a quelle di due altri grandi viaggiatori-fotografi, il fiorentino Giotto Dainelli (1878-1968) e il valdostano Jules Brocherel (1871-1954), nella mostra Viaggiatori Fotografi nel Cuore dell'Asia, allestita nel Palazzetto Mattei di Villa Celimontana, sede della Società Geografica Italiana.
La mostra è uno dei tanti appuntamenti del Festival della Letteratura di Viaggio che si svolge dal 25 al 28 settembre a Roma, tra la Palazzetta Mattei, i Giardini di Villa Celimontana e il Palazzo delle Esposizioni. Il Festival, alla sua prima edizione, è ricchissimo di appuntamenti, spettacoli, proiezioni, concerti,mostre e incontri con scrittori: il proposito è quello di promuovere, in questo 2008 dichiarato Anno del Dialogo Interculturale dall'Unione Europea, la Letteratura di Viaggio, che spesso viene trascurata o considerata un genere per addetti ai lavori.
Le foto di Maraini esposte alla mostra sono la testimonianza, geografica e antropologica, di due diversi viaggi in Tibet, uno del 1937 e l'altro del 1948, al seguito del grande orientalista Giuseppe Tucci. Lo scrittore fiorentino, entrò in Tibet valicando il Passo di Nathu-la a 4.328 metri di altitudine, «tra montagne cupe e disordinate».
Fu, in tutte e due i casi «uno dei viaggi più belli del mondo; quello dalle valli sepolte nelle nebbie e nelle piogge, allo scintillio delle vette ghiacciate libere nel sole», scrisse Maraini. Il Tibet, meta oggi di turismo spirituale e protagonista di discussi spot pubblicitari e superficiali film hollywoodiani, nella prima metà del ‘900 era visitato anche da viaggiatori europei che spesso nulla avevano a che fare con il misticismo o con la scienza.
Alla fine degli anni ‘30, Hitler inviò nel Tibet un gruppo di alpinisti delle SS guidato da Ernst Schäfer, naturalista e dirigente dell'Ahnenerbe, Società di Ricerca dell'Eredità Ancestrale; lo scopo ufficiale della spedizione era quello di ritrovare nel cuore dell'Asia le origini della stirpe ariana. Secondo molti storici, invece, il gruppo di nazisti aveva obiettivi molto più oscuri e inquietanti: cercava nel Tibet tecniche paranormali per il controllo delle menti.
Ma torniamo alla mostra di Villa Celimontana e ai suoi fotografi, esploratori romantici e maestri nell'arte di viaggiare. Giotto Dainelli, geologo e geografo, collaborò a lungo con la Società Geografica Italiana (fondata nel 1867 a Firenze) e partecipò a numerose imprese scientifiche, in Africa e in Asia. Nel 1913-14 prese parte alla spedizione del medico e geografo torinese Filippo De Filippi nell'Himalaya e sulla catena montuosa del Karakorum.
Nel 1930 tornò nel Tibet con un viaggio da lui stesso finanziato per studiare il Ghiacciao Siachen. Dainelli, docente di Geografia e Geologia dell'Università di Pisa, con le sue immagini e con il diario di viaggio Paesi e Genti del Karakorum. Vita di carovana nel Tibet occidentale, raccontò il monumentale ghiacciao del Siachen, le difficoltà che la sua spedizione trovò e l'incontro constraordinarie popolazioni.
Le foto di Jules Brocherel, pubblicate dai giornali dell'epoca, documentano invece il viaggio che il fotografo valdostano fece nell'anno 1900 insiema al principe Scipione Borghese nel Tien Shan, catena montuosa ai confini tra Chirghisia (oggi Kirghizistan) e Cina, chiamata Montagne Celesti.
Lo scopo della spedizione era quello di conquistare la vetta del Khan Tengri (Signore degli Spiriti) che, con i suoi 6.995 metri è una delle montagne più alte al mondo. Il viaggio degli studiosi per raggiungere il cuore dell'Asia fu lungo e avventuroso: via mare arrivarono a Batumi, in Georgia, da qui fino a Baku in Azerbaigian e poi, in treno, fino a Tashkent, infine in calesse fino a Przheval'sk, sul lago IssykKul, in Kirghizistan.
Anche gli scatti di Brocherel, come quelli di Maraini e di Dainelli, testimoniano usi e costumi delle popolazioni locali. Sono foto che contrastano drammaticamente con la realtà di oggi: le genti nomadi si sono sedentarizzate, l'industrializzazione e l'urbanizzazione portata dal regime sovietico hanno distrutto paesaggi e prosciugato corsi d'acqua.
Diversa è la situazione del Tibet, anche se tanti sono i segni della modernizzazione forzata. Cosa è rimasto di quella società «vagamente medioevale» senza «strade né ferrovie né veicoli né campi d'aviazione» che trovò Maraini alla fine degli anni ‘30? Oggi a Lhasa, capitale del Tibet, che rimane una città meravigliosa (basta vedere l'imponente palazzo Potala) in un Paese incantevole, tante sono leinsegne luminose, i fast-food, locali di karaoke, le auto e tutto quello che si può trovare in una città moderna.
Senza contare la vita nei monasteri che è stata pesantemente condizionata dal regime di Pechino, che in molti casi ha eliminato anche le pitture murali e le statue buddiste. Maraini, nel 1998, ripensando al suo ricordo romantico dei tibetani che erano 70 anni fa «gente serena e felice», si interrogava sulle conseguenze dell'occupazione cinese e dell'industrializzazione: «Come li avrà colpiti la grande tempesta? Avranno trovato un qualche riparo? O saranno stati trascinati dalla furia degli elementi?».
Roma, 22 settembre - Roma conferisce cittadinanza onoraria al Dalai Lama
Il Consiglio comunale di Roma ha deciso oggi di conferire al Dalai Lama la cittadinanza onoraria della Capitale. Lo riferisce l'ufficio stampa del Campidoglio, secondo cui la mozione è stata approvata con 38 voti a favore e due astensioni.
Nei mesi scorsi il sindaco Gianni Alemanno, che aveva sostenuto la proposta avanzata dal coordinatore del Pd Goffredo Bettini, aveva ipotizzato che la cerimonia per il conferimento della cittadinanza al leader spirituale in esilio dei tibetani potesse avvenire durante la Festa del Cinema, che quest'anno si terrà dal 22 al 31 ottobre.
"Voglio esprimere grande soddisfazione, a nome mio e della città di Roma, per il conferimento della cittadinanza onoraria al Dalai Lama, deciso con una mozione del Consiglio Comunale approvata sia da maggioranza che dall'opposizione", ha detto Alemanno in un comunicato.
"Il leader religioso ... rappresenta un esempio di lotta politica non violenta e di dialogo. Con questo riconoscimento, Roma ... esprime la sua vicinanza al popolo tibetano e ribadisce la sua stima per la vita e l'opera del premio Nobel".
Soddisfazione ha espresso anche il promotore dell'iniziativa Goffredo Bettini. "Oggi è una bellissima giornata all'insegna della pace, della tolleranza e del dialogo. Aver deliberato la cittadinanza onoraria di Roma al Dalai Lama è una decisione di grande significato che può avere una risonanza positiva in tutto il mondo", ha affermato in una nota.
Il Dalai Lama, che da decenni vive in esilio in India, è stato accusato nei mesi scorsi dalle autorità cinesi accusano di aver fomentato le recenti rivolte in Tibet contro il dominio di Pechino sulla regione himalayana. Le relazioni tra i paesi occidentali e il Dalai Lama sono un tema sensibile per la Cina.
Il leader spirituale - che pure si è espresso a favore delle recenti Olimpiadi di Pechino e ha ribadito di volere l'autonomia e non l'indipendenza per il Tibet - non è stato ricevuto nell'ultima visita in Italia dall'allora presidente del Consiglio Romano Prodi, secondo i critici, proprio nel timore di urtare il governo cinese e di danneggiare le relazioni economiche col gigante asiatico.
La cittadinanza, ha aggiunto Alemanno, verrà consegnata al Dalai Lama "appena le sue condizioni di salute gli consentiranno di intraprendere il viaggio già programmato in Europa".
16 settembre 2008 - Dalai Lama malato Salta la giornata dedicata al Tibet il Giornale.it
In seguito all’annullamento del viaggio in Europa del Dalai Lama, per motivi di salute, il Festival Internazionale del Film di Roma ha deciso di sospendere la giornata dedicata al popolo tibetano e al suo capo spirituale organizzata in collaborazione con la Provincia di Roma. Era prevista, infatti, per l’8 ottobre la visita del Dalai Lama a Roma. In quell’occasione Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet e Premio Nobel per la Pace, insieme al regista Bernardo Bertolucci e a Goffredo Bettini, in veste di ambasciatore della Fondazione Cinema per Roma, doveva essere protagonista di un incontro con il pubblico all’Auditorium Parco della Musica.
Rovereto (Trento), 04-13 Settembre 2008 -“Tibet Libero” Festival Oriente Occidente
Il Festival è organizzato dal Consiglio della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e dall’Associazione Italia-Tibet.
Con la partecipazione di Roberto Pinter (consigliere regionale), Günther Cologna (presidente AIT), Tseten Samdup Chhoekyapa (Rappresentante del Dalai Lama, Ufficio di Ginevra) e i monaci del Monastero di Gaden Jangtse.
Una serata sarà dedicata alle danze Cham e ci sarà una mostra di Tangka “Arte e Spiritualità della Terra delle Nevi” presso la Galleria Tansarte.
Clicca qui (o sull'immagine) per scaricare la locandina e il programma completo dell'evento.
Roma/Bruxelles, 29 agosto 2008 - Tibet: nuove adesioni radicali allo sciopero della fame simbolico proposto per domani dal Primo Ministro tibetano in esilio
comunicato del Partito Radicale: Dalla sede del Partito Radicale Nonviolento di via di Torre Argentina si fornisce un ulteriore elenco di adesioni di dirigenti radicali all’iniziativa lanciata e coordinata dal Presidente del Governo tibetano in esilio a Dharamsala, professor Samdhong Rinpoche, per un digiuno simbolico di 12 ore, fissato per domani, sabato 30 agosto. Per le adesioni on line si può compilare il form dal sito:
http://www.radicalparty.org/appello_tibet/form
Kok Ksor – VIETNAM - membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento; con lui hanno aderito già altri 5000 i montagnard che abitano sugli Altipiani Centrali del Vietnam (372 dal distretto di Song Hinh nella provincia di Phu Yen; 1065 dal distretto di Krong Pa nella provincia di Gia Lai; 876 dal distretto di Ia Pa nella provincia di Gia Lai e 2270 dalla provincia di Dak Lak) ed altri 600 montagnard esiliati negli Stati Uniti, nella Carolina del Nord e del Sud.
Vanida Thephsouvanh – LAOS - membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento
Artur Nura – ALBANIA - membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento
Marina Sikora – CROAZIA - membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento
Luis Mendao – PORTOGALLO – militante del Partito Radicale Nonviolento
Marino Busdachin – Segretario Generale dell’UNPO – Organizzazione dei Popoli non rappresentati – L’Aia – BELGIO
Lorenzo Strik Lievers - docente universitario e già parlamentare radicale
Virginia Fiume – Tesoreria Associazione Radicale “Enzo Tortora – Radicali Milano”
Francesco Pullia – Segretario Circolo radicale di Terni “Ernesto Rossi”
Guido Bedarida - Presidente Ass. per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” di Firenze
Elisa Fontanelli – Tesoriere Ass. per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” di Firenze
Michele Capano – membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani
Donatella Corleo – punto di riferimento radicale di Palermo
Walter Beltramini – punto di riferimento radicale ad Udine
Roswita Flaibani – punto di riferimento radicale a Vercelli
Gabriele Paciaroni – Non c’è pace senza giustizia
Carla Caraccio - Non c’è pace senza giustizia
Enzo Cucco – Associazione Certi Diritti, Associazione Satyagraha
Luciano Pecorelli – Direzione nazionale di Radicali Italiani
28 agosto 2008 - "Tira fuori la lingua - storie dal Tibet Ticinonews
Tre racconti che per la loro vericidità hanno costretto l'autore Ma Jian all'esilio l'autore cinese
"Tira fuori la lingua - Storie dal Tibet" edito Feltrinelli ha costretto l'autore Ma Jian all’esilio, è un vivido ritratto del Tibet lontano dall’immagine mitica e stereotipata cui è di solito associato.
Cinque racconti che mostrano come la povertà e la repressione politica abbiano annientato quella che un tempo era considerata una cultura ricca e brillante.
Uno scrittore cinese con alle spalle un matrimonio fallito parte per il Tibet. Durante i suoi vagabondaggi assiste alla sepoltura celeste di una ragazza morta di parto, divide la tenda con un nomade diretto a una montagna sacra a chiedere perdono per aver avuto rapporti sessuali con la figlia, incontra un orafo che tiene appeso alla parete di una caverna il corpo della sua amante incartapecorito dal vento, ascolta la storia di una giovane lama morta durante un rito di iniziazione. Nell’aria rarefatta dell’altopiano il confine tra realtà e finzione narrativa si assottiglia fino a immergere il protagonista in un mondo così diverso da tormentarlo anche in sogno.
Messo clamorosamente all’indice in Cina nel 1987 e soltanto ora pubblicato in Italia, Tira fuori la lingua ha costretto Ma Jian all’esilio, rendendogli impossibile ancora oggi pubblicare nel suo paese. Scritto poco dopo il viaggio in Tibet, raccontato in maniera vivida nel romanzo Polvere rossa, il libro è una straordinaria raccolta di racconti che parlano di un luogo davvero speciale, un Tibet incantevole e insieme terrificante, violento e bellissimo, perverso e seducente.
“Tira fuori la lingua è un libro volgare e osceno che diffama l’immagine dei nostri compatrioti tibetani. Ma Jian non è in grado di descrivere i grandi passi avanti compiuti dal popolo tibetano nella realizzazione di un Tibet socialista unito e prospero. Il ritratto del Tibet che esce da quest’opera sudicia e ignobile non ha nulla a che vedere con la realtà, e altro non è che il prodotto dell’immaginazione dell’autore e del suo desiderio ossessivo di sesso e soldi… A nessuno dev’essere permesso leggere questo libro. Tutte le copie devono essere confiscate e distrutte immediatamente.” Annuncio della messa al bando dell’opera in Cina.
Ma Jian è nato a Qingdao nel 1953. Ha lasciato Pechino per Hong Kong nel 1987, poco prima che le sue opere fossero bandite in Cina. Dopo la restituzione dell’isola alla Repubblica Popolare Cinese, l’autore si è trasferito in Europa, prima in Germania e poi a Londra dove vive tuttora. In Italia, Neri Pozza ha pubblicato "Polvere rossa" nel 2002.
Il “Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito” e “Radicali Italiani” hanno ufficialmente aderito all’iniziativa nonviolenta lanciata da Governo tibetano in esilio per sabato 30 agosto. Per la prima volta le autorità tibetane in esilio a Dharansala in India hanno proposto alla diaspora tibetana ed ai tibetani dell’interno della Cina, come a tutti gli amici ed i sostenitori della loro battaglia una mobilitazione straordinaria e coordinata.
Sabato prossimo, 30 agosto, tutte le persone che vorranno dare un segnale di vicinanza e di sostegno al Tibet ed alla lotta nonviolenta del Dalai Lama sono stati invitati dal Primo Ministro tibetano, professor Samdong Rinpoche, ad osservare un digiuno simbolico di 12 ore. Dalle 7/8 del mattino alle 19/20 della sera, il Presidente del Governo tibetano in esilio ha invitato ad osservare digiuno, silenzio, meditazione e preghiere, ma anche brevi interventi di spiegazione ed di informazione per sostenere la causa del Tibet libero, la scelta del dialogo e la necessità di far emergere la verità di un regime che da 60 anni occupa e reprime il “Tetto del mondo”.
Questa mattina, con una lettera di Marco Pannella, Marco Perduca, Matteo Mecacci e Maurizio Turco, il Partito Radicale Nonviolento ha informato il Presidente Samdong Rinpoche a Dharamsala dell’adesione e del sostegno ancora una volta offerti alle autorità tibetane dai radicali. Nell’aderire i dirigenti del PRNTT hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa di nonviolenza attiva, lanciata e coordinata per la prima volta proprio dai massimi dirigenti democratici dell’esilio tibetano in India, ed hanno ribadito la disponibilità sostenere le loro proposte di autonomia e riaffermando l’opportunità di rendere pubblico, preventivamente, il piano che ad ottobre sarà presentato alle autorità cinesi dalla delegazione che sarà inviata dal Dalai Lama a Pechino.
Infine gli organi dirigenti del Partito Radicale Nonviolento hanno ricordato, al Governo ed al Parlamento di Dharamsala ed allo stesso Dalai Lama, che il 2008 è l’anno del “Primo Satyagraha mondiale per la Pace, la Democrazia e la Libertà” e che il sostegno alla “verità” per la questione del Tibet si inserisce, per i Radicali, all’interno di una più complessa e generale battaglia per la “verità” nella politica estera, dall’Iraq al Sud-Est asiatico, dal Medio-Oriente al Caucaso.
Allo sciopero della fame ha aderito anche lo stesso Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet, premio Nobel per la Pace del 1989, capo spirituale e temporale dei tibetani.
In Italia, la Comunità tibetana, l’Associazione Donne tibetane e l’Associazione Italia–Tibet, con la collaborazione organizzativa dell’Associazione radicale “Enzo Tortora–Radicali Milano”, danno appuntamento nazionale a tutti i sostenitori del Dalai Lama ed circa 250 membri della comunità italiana, dalle ore 8 alle ore 20 al Parco Sempione.
Roma, 20 agosto 2008 - Fiaccolata per il Tibet all'isola Tiberina
Programma:
Proiezione del documentario “Il mio Tibet”
Conferenza tenuta da:
- Ven. Sogan Rimpoche (Istituto Tubten Osel Choeling - S. Francisco, California) - Bruno Mellano (Presidente di “Radicali Italiani”) - Dechen Dolkar (Associazione Donne Tibetane)
A seguire Fiaccolata intorno all'isola Tiberina.
Assisi, 08 agosto 2008 - Diritti umani e valori olimpici: strumenti di pace per le Nazioni del mondo e per il Tibet
Si svolgerà ad Assisi una manifestazione a sostegno del Tibet, nella data di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, con il patrocinio di: Comune di assisi; ANCI Umbria; Partito Radicale Nonviolento.
All'evento hanno già aderito: Comunità dei Tibetani in esilio; Associazione Donne Tibetane; Associazione italia Tibet; Unione Buddhista Italiana; Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet; Provincia di Terni; Associazione lettereRiformiste; Associazione radicaliperugia "Giovanni Nuvoli"; Associazione radicale "Ernesto Rossi" di Terni.
Roma, 30 luglio 2008 - mostra fotografica "bambini dal Tibet"
E' stata allestita presso la sede del Partito Radicale,una mostra fotografica dell'Associazione AREF dal titolo " bambini dal Tibet". La mostra, le cui immagini sono state scattate da Marilia Bellaterra e Giovanni Vuono, restera' aperta per tutto il mese di agosto e si inquadra nell'ambito della colaborazione tra Associazione Aref e Partito Radicale, in merito alle iniziative a favore del Tibet.
Marilia Bellaterra, immediatamente prima del volo per Delhi, ha rilasciato un intervistaa Radio Radicale, sugli obiettivi e sul significato della mostra. Sottolineando come le foto esposte vogliano essere, innazi tutto, un contraltare forte ai giochi di Pechino. Perche' sottolineano il nostro dovere etico nei confronti del Tibet e, in particolare dell'infanzia che ne e' il futuro. E ricordando che la mostrta Vuole anche essere un simbolico benvenuto per Mr. Karma Choephel, presidente del Parlamento Tibetano in esilio che, nel corso della sua prossima visita a Roma, sara' ospite del Partito Radicale.
Venezia, 28 luglio 2008 - cittadinanza a Dalai Lama. Petizione promossa da 26 associazioni firmata da 1.500 cittadini ANSA
Il Consiglio comunale di Venezia ha approvato all'unanimità una delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Il riconoscimento sarà conferito con atto del sindaco Massimo Cacciari in una apposita seduta del Consiglio comunale. A favore del conferimento si erano espresse 26 associazioni veneziane che hanno promosso una petizione sottoscritta in pochi giorni da oltre 1.500 cittadini.
Valtournenche, 28 luglio 2008 - Giornata dedicata al Tibet al Cervino Film Festival Aosta sera
Dalle ore 15, presso l’Auditorium di Valtournenche, proiezione di “Ladakh, il centro dei passi” di Gaia Ceriana e Marina Colonna e “In marcia verso il Tibet” di Karma Chukey e Piero Verni. Alle 19.30 Cena Tibetana e dalle 21 tavola rotonda I nostri Tibet.
Dopo l’inaugurazione di ieri, domenica 27 luglio, della piramide che ospita la mostra sulle maschere tibetane e quella fotografica di Davide Camisasca, sempre dedicata alla regione controllata dalla Cina, il Festival propone dalle ore 15, presso l’Auditorium di Valtournenche, “Ladakh, il centro dei passi” di Gaia Ceriana e Marina Colonna e “In marcia verso il Tibet” di Karma Chukey e Piero Verni.
La prima pellicola racconta “la teoria e la pratica del buddismo tibetano attraverso gli occhi di un novizio e l'esperienza di un eremita, nel monastero di Lamayuru ed inseguito la convivenza a Leh, capitale della regione, delle tre comunità etnico-religiose: la buddista insieme a alla musulmana e quella indù. “In marcia verso il Tibet", girato nel 2008, è invece una riflessione sulla condizione del paese e del popolo tibetano alla vigilia dell’appuntamento olimpico e alla luce dei recenti fatti di cronaca.
Dopo essere entrati a contatto con la storia e la cultura del Tibet, gli spettatori saranno invitati a scoprirne i sapori con dalle 19.30 presso la mensa Scuole Elementari una cena Tibetana a cura della Associazione Italia-Tibet. Alle ore 21, sempre l’Auditorium, sarà protagonista della tavola rotonda “I nostri Tibet” con la partecipazione del Lama tibetano Venerabile Geshe Gedun Tarchin, Gaia Ceriana, Karma Chukey, Prof.ssa Ulrike Koch, Marie Claire Quiquemelle, René Vernadet.
La lunga giornata del Festvial si concluderà con l’anteprimadel Film Concorso, dalle ore 23, con la proiezione di “Daughters of Wisdom” di Bari Pearlman che descrive la vita della monache di Kala Rongo, un monastero buddista per sole donne nella regione nordorientale del Tibet.
L’ingresso a tutte le iniziative è gratuito fino ad esaurimento posti disponibili.
Lonigo, 24 luglio 2008 - Tibet. Il grido di un popolo
L'Aministrazione Comunale di Lonigo (Assessorato allo Sport), in collaborazione con Sonam D. Yongshar, presenta: "Tibet. Il grido di un popolo".
Presenta la serata CLAUDIO TESSAROLO inviato de Il Giornale di Vicenza. Segue l'incontro con TSETEN S. CHHOEKYAPA, rappresentante ufficiale per l’Europa del Dalai Lama e del Governo Tibetano in esilio. Tseten S. Chhoekyapa sarà incontrato ufficialmente dall'Amministrazione Comunale, nella precedente giornata di mercoledì, 23 Luglio alle ore 18 a Palazzo Pisani.
Scarica qui laLocandinadell'evento. 24 luglio 2008 - Musica per il Tibet: Sting, Moby, Garbage e Alanis Morissette sono solo alcuni degli artisti che hanno contribuito con le loro canzoni a compilare un album per supportare la battaglia per la sovranità nazionale del Tibet Newsic
“Songs For Tibet” usicrà il 5 agosto su iTunes in America, qualche giorno prima l´inizio dei Giochi Olimpici a Pechino. Nei negozi arriverà qualche giorno dopo e i proventi saranno devoluti a Art of Peace Foundation, che supporta l´esilio del leader spirituale Dalai Lama.
Tra le star che hanno partecipato al CD anche: John Mayer, Dave Matthews, Rush, Underworld, Suzanne Vega, Imogen Heap, Duncan Sheik e Damien Rice.
“Desideriamo esprimere il nostro supporto al popolo tibetano e al loro messaggio di pace attraverso la musica, nel momento in cui gli occhi del mondo saranno tutti puntati sulla Cina...” ha riferito Michael Wohl di Art of Peace Foundation.
Prato, 18-20 luglio 2008 - Un progetto nel nome del Buddha, a favore di 350 studenti di Bodhgaya InToscana.it
E' un progetto umanitario che si propone di realizzare in India un ospedale pubblico di livello internazionale e di offrire istruzione gratuita a 350 studenti a Bodhgaya. Si chiama "Maitreya Project" e da venerdì 18 a domenica 20 luglio farà tappa a Prato a palazzo Novellucci con l'esposizione delle Reliquie di Buddha.
Promossa dall'associazione culturale Dryphoto con il patrocinio della Provincia la tre giorni proporrà una raccolta stroaordinaria, comprendente reliquie di Buddha Shakyamuni, dei suoi discepoli Maudgalyayana, Ananda e Sariputra, e di molti altri maestri spirituali di tradizione cinese, indiana e tibetana.
Le reliquie sono formazioni cristalline simili a perle e frammenti di ossa raccolti dalle ceneri dei maestri spirituali dopo la loro cremazione. Affiancano con un tour espositivo il messaggio di pace del progetto Maitreya, parte della collezione è stata recuperata in Tibet dalle statue in cui era stata custodita per migliaia di anni, altre sono state donate da musei, monasteri e maestri buddisti di tutto il mondo. Le reliquie di Buddha sono state offerte dal Dalai Lama. Bolzano, 17-18 ottobre 2008 - Cinema Tibetano
All’interno di “Borderlands – Terre di Confine”, il 4° FilmFestival ospiterà a Bolzano una rassegna esclusiva di cinema tibetano, realizzata in collaborazione con ASIA Onlus, una Organizzazione Non Governativa che, da 20 anni, intende sensibilizzare la società civile sulle questioni relative allo sviluppo sostenibile, all’ambiente, lotta alla povertà, diritti umani, con particolare attenzione al popolo tibetano.
L’evento cinematografico sarà accompagnato da seminari e momenti di incontro con alcuni dei registi e degli interpreti dei film, spesso attori non professionisti, che sullo schermo interpretano se stessi e i loro problemi.
Le tematiche trattate spaziano dalla questione tibetana nella cornice della diaspora in India e in Nepal, dove i giovani tibetani sono costretti a confrontarsi con fenomeni di ibridazione culturale e crisi di identità etnica, al dramma dell’assimilazione linguistica e ideologica nel Tibet occupato dai cinesi, dove le tradizioni reali vanno via via perdendosi di fronte alle leggi di mercato che trasformano usi e costumi del popolo tibetano in stranezze esotiche ad uso e consumo di un turismo spesso alla ricerca di facili esperienze misticheggianti.
Roma, 08 ottobre 2008 - Tibet Day, da Roma al Tibet attraverso il cinema.
L'8 ottobre sarà una giornata interamente dedicata alla scoperta del Tibet attraverso il suo cinema alla presenza del Dalai Lama e di Bernardo Bertolucci
Il Dalai Lama parteciperà a un evento che precede la terza edizione della Festa del Cinema di Roma: una giornata dedicata interamente al Tibet in cui, oltre a lavori inediti di registi tibetani, verrà proiettato anche l'importante docudrama Windhorse.
Il Tibet Day romano, che avrà luogo l'8 ottobre, è stato organizzato dall'ex direttore della Festa del Cinema Goffredo Bettini, il quale ha dichiarato che il tributo alla regione, scossa dalle proteste contro il governo cinese, rappresenterà un momento importante per conoscere la cultura tibetana attraverso il suo cinema nonché un sostegno alla lotta del Tibet per ottenere l'indipendenza.
All'interno dell'evento potrebbe anche essere conferita al Dalai Lama la cittadinanza onoraria della città di Roma. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha, infatti, annunciato di essere favorevole a questa onorificenza visto che "il leader spirituale tibetano, per la profondità del suo pensiero e il coraggio delle sue azioni, rappresenta un fulgido esempio di impegno sociale contro la violenza e la sopraffazione, ed è un modello di saggezza per tutto il mondo".
L'annuncio del tributo romano al Tibet arriva il giorno successivo alla decisione del presidente francese Nicolas Sarkozy di partecipare dalla cerimonia d'apertura dei Giochi Olimpici, nonostante le proteste delle associazioni europee che si occupano della difesa dei diritti umani che hanno sottolineato come questa scelta indebolisca la pressione europea sulla Cina per il rispetto dei diritti umani. Probabilmente anche il premier Silvio Berlusconi parteciperà alla cerimonia cinese, mentre il primo ministro inglese Gordon Brown sarà assente all'apertura, ma parteciperà solo alla cerimonia di chiusura dei giochi mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel non si recherà in Cina.
Oltre a Windhorse, girato nel 1998 dal regista americano Paul Wagner e dedicato al movimento di resistenza tibetano, che ha scatenato le proteste della Cina, il Tibet Day includerà la proiezione del film Piccolo Buddha, diretto da Bernardo Bertolucci nel 1993 e interpretato da Keanu Reeves, seguito da un incontro tra Bertolucci e il Dalai Lama. Il Tibet Day rappresenterà il preludio della Festa del Cinema di Roma che avrà luogo dal 22 al 31 ottobre.
Assisi, 08 agosto 2008 - inziative dedicate al Tibet
Assisi ospiterà, proprio in concomitanza dell'avvio ufficiale dei giochi olimpici, una serie di iniziative, tutte in mattinata, dedicate al Tibet e ai diritti umani in Cina.
Questo il programma: nella Sala della Conciliazione, un seminario sui diritti civili in Tibet e, più in generale, in Cina, con spiccato riferimento alla libertà religiosa. Al termine dell'incontro suoneranno le campane delle laudi e sarà issata la bandiera del Tibet libero. Seguirà nella piazza antistante il Municipio una manifestazione cui parteciperanno esponenti politici e rappresentanti della comunità tibetana in esilio. Nel corso dell'iniziativa un gruppo di monaci tibetani darà vita a uno spettacolo con musiche e danze cham.
Monte Bianco, 08 agosto 2008 - Una marcia a sostegno dei tibetani durante i Giochi Olimpici: la Kora Intorno al Monte Bianco
Dall'8 al 24 agosto molte associazioni europee che sostengono la popolazione tibetana hanno deciso di unirsi in un progetto comune: compiranno a piedi il giro completo attorno al Monte Bianco. Si tratta di un progetto transfrontaliero che vede uniti tutti i comuni intorno al Monte Bianco. I marciatori saranno accolti dai vari comuni. Ogni serata sarà animata da eventi diversi.
Le serate di maggior risonanza avranno luogo a Courmayeur e a Les Houches. Il giro del Monte Bianco partirà da Les Houches alle ore 14 dell'8 agosto, ora corrispondente alle 8 del mattino di Pechino, orario previsto per l'inizio ufficiale dei giochi olimpici. Attualmente ci sono già 200 persone iscritte alla marcia, tra questi molti monaci ed exprigionieri tibetani. Courmayeur aprirà la giornate a favore del Tibet il 13 agosto con una tavola rotonda promossa dalla Fondazione Courmayeur a cui seguiranno il 16 agosto l'inaugurazione di una mostra di antiche tangka e uno spettacolo teatrale. La serata del 17 agosto vedrà la partecipazione del giornalista Piero Verni che presenterà in anteprima il film "In marcia verso il Tibet", girato negli ultimi mesi durante la marcia che i tibetani stanno compiendo da Dharamsala (India) verso il Tibet. Alla serata sarà presente anche un rappresentante del governo tibetano, la giornalista francese Claude Levenson, e i rappresentanti delle associazioni promotrici della marcia. Si può aderire alla marcia anche un solo giorno, mettendosi in contatto con l'organizzazione ai seguenti indirizzi:
Ulteriori notizie su: http:olympe.everest.over-blog.com
Col dell'Assietta, 12-13 luglio 2008 - 10.000 passi per i profughi tibetani
Una marcia-raduno pacifica, lungo la strada che da Pian dlel'Alpe porta al Sestriere, lungo la strada militare più alta d'Europa. In conclusione della seconda giornata, salita al "Colle delle Finestre" e festa con bandiere del Tibet.
Roma, 10, 15 e 17 luglio 2008 - Mostra "Contrasti. Luci ed ombre del Tibet contemporaneo"
L'Associazione ASIA organizza un evento a sostegno del Tibet che si articola in tre giornate:
10 luglio - inaugurazione
15 luglio - conferenza "Tibet 2008: le ragioni della rivolta" (Giacomella Orofino) e "Tutela del patrimonio culturale e svilupppo sostenibile: esperienze di cooperazione in Tibet" (ASIA)
Una manifestazione per esprimere la propria solidarietà nei confronti del popolo tibetano, che ancora oggi non vede riconosciuti i propri diritti, è organizzata ad un mese esatto dall’inizio dei Giochi Olimpici di Pechino 2008 da diverse entità: l’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, l’Associazione Italia-Tibet, l’Associazione Interdependence ed Amnesty International Circoscrizione Piemonte e la Valle d’Aosta organizzano in Piazza Carlo Alberto a Torino (fronte Biblioteca Nazionale).
La situazione nella regione del Tibet non risulta essere migliorata nonostante gli impegni ed i proclami ufficiali da parte delle autorità pubbliche cinesi, ma si continua ad assistere ad una ferrea censura ed all’arresto di manifestanti per il solo fatto di aver espresso in modo pacifico le proprie opinioni. Queste condizioni perdurano in Tibet da molto tempo e si sono intensificate dopo le proteste nel mese di marzo, che hanno visto una grande partecipazione di monaci e gente comune, a cui sono seguiti arresti arbitrari e detenzioni senza regolari processi.
Presenzieranno all’iniziativa: Mariacristina Spinosa e Giampiero Leo - Coordinatori nazionali dell’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet Bruno Mellano - Associazione Radicale A. Aglietta Luciano Michelozzi - Associazione Italia-Tibet Claudio Torrero - Associazione Interdependence Javier Gonzalez Dìez - Responsabile Amnesty International per il Piemonte e la Valle d’Aosta.
Durante la manifestazione sarà possibile firmare gli appelli per la liberazione dei difensori dei Diritti Umani detenuti o minacciati nella loro azione in favore di migliori condizioni di vita in Cina e fino alle 23.00 si potrà partecipare ad un percorso interattivo sulle violazioni dei Diritti Umani in Cina e Tibet in vista dell’inizio dei Giochi Olimpici, a cura di Amnesty International. Roma, 07 luglio 2008 - Omaggio al Tibet: voci, colori e musica per non dimenticare le vittime della repressione cinese
L'evento si è svolto nella prestigiosa Sala intitolata a Mon. Luigi Di Liegro nella sede della Provincia a palazzo Valentini. Hanno partecipato alla sua organizzazione e realizzazione: Ass. Adelaide Aglietta, Ass. Amici del Tibet, Ass. di Comuni, Province e regioni per il Tibet, Ass. Donne Tibetane in Italia, Comunità Tibetana in Italia, Ass. Aref Onlus, Istituto Samantabhadra, centro Studi di Buddhismo Tibetano.
"chorten" di Maria Rita Varriale (logo dell'evento)
Sono stati previsti gli interventi di: Nicola Zingaretti (Presidente della provincia di Roma), Marialaura Di Mattia (Università la Sapienza), Geshe Thupten Dargye (Lama residente dell'iIstituto Samtabhadra), Paolo Masini (Consigliere Comunale), Matteo Mecacci (Intergruppo per il Tibet al Parlamento Italiano), Bruno Mellano (Presidente Radicali Italiani), Ugo Papi (giornalista), Dechen Dolkar (Ass. Donne Tibetane in Italia), Massimiliano Iervolino (Delegato per i diritti Umani della Provincia di Roma).
L'evento è stato promosso con la finalità di esporre la mostra figurativa dell'architetto romano Maria Rita Varriale, il cui intento è stato quello di devolvere l'intero ricavato a sostegno della causa del Tibet. Le immagini, di grande impatto estetico ed emotivo - nate dallo sviluppo di "appunti presi durante un intenso soggiorno nel paese" - erano volutamente prive di titolo "a simboleggiare un Tibet privato della sua identità culturale".
la pittrice Maria Rita Varriale
uno scorcio della mostra, in fase di allestimento
Ha fatto da cornice all'evento la mostra fotografica "Bambini dal Tibet" a cura dell'Associazione Aref, ricca di toccanti immagini dell'infanzia in esilio. Infanzia ritratta non solo nei momenti della vita quotidiana, ma anche in quelli della partecipazione - commovente e precoce - alla "lotta" pacifica a sostegno dei diritti negati a un popolo intero.
alternanza di opere figurative e immagini fotografiche
foto numero 25
foto numero 6
foto numero 8 ...
... dai "vecchi" saggi alle "giovani" speranze di un pensiero "libero": l'immagine simbolo della mostra fotografica
Per quanto riguarda i relatori, sono intervenuti, in ordine di tempo, con il coordinamento di Massimiliano Iervolino: Marialaura De Mattia, Geshe lonsang Sherab (maestro spirituale Istituto Samantabhadra), Matteo Mecacci, Bruno Mellano, Paolo Masini, Dechen Dolkar. Ha portato, inoltre, il suo contributo anche Tsering Dolma Gyaltong (Fondatrice del Tibetan Woman Foundation), eccezionalmente presente a Roma.
Marialaura Di Mattia e Dechen Dolkar
Matteo Mecacci
Bruno Mellano
Paolo Masini
La serata si è conclusa con una toccante performance musicale di Pasquale Sabatelli, Eliseo Smordoni e Fabio Morbidelli. E' stata eseguita "Lhasa, 03-08" per tre fagotti, ispirata al compositore Pasquale Sabatelli (già componente dell'Orchestra del teatro dell'opera di Roma) dal bisogno di "fare, stare idealmente vicino al popolo tibetano". Il brano, delicatissimo, intenso e ricco di una profonda simbologia, è terminato con tre soffi, perchè "anche il suono cessa di esistere laddove la libertà viene a mancare".
In chiusura della serata ...
una katha divisa per tre ...: Bruno Mellano, Marilia Bellaterra, Massimiliano Iervolino e un abbraccio con-diviso con Tsering Dolma Gyaltong, Dechen Dolkar e Rosanna
Bruno Mellano, Marilia Bellaterra e Tsering Dolma Gyaltong
Bruno Mellano, Dechen Dolkar e Tsering Dolma Gyaltong
Pennabilli, 05-27 luglio 2008 - Pennabilli-Tibet 2008
nel mese di luglio, nella pittoresca località di Pennabilli, si sta svolgendo una serie di manifestazioni organizzate dall'Associazione Italia Tibet. In particolare:
5-27 luglio: esposizione di antiche Tangka tibetane "fuggite" dal Monastero di Gaden "Alberi di santità".
11-14 luglio: il mandala di sabbie colorate realizzato, nella Chiesa della Misericordi, dai monaci del Monastero di Gaden.
10 luglio: presentazione del libro di Carlo Buldrini "Lontano dal Tibet" (Anfiteatro di piazza Garibaldi).
Claudio Cardelli, Carlo Buldrini, Elio Marini e i monaci del monastero di Gaden
11 luglio: meditazione condivisa.
13 luglio: presentazione, da parte di Edoardo Fazioli, dei discorsi più importanti di S.S. il XIV Dalai Lama sul problema tibetano (Anfiteatro di piazza Garibaldi). A seguire un documentario di Stefano Dallari sulla marcia di "ritorno" degli esuli tibetani.
14 luglio: tangka tibetane e missionari cappuccini. Interventi di religiosi e di studiosi (Anfiteatro di piazza Garibaldi).
Notizie Virgilio E' dedicata allo stato del Tibet la rassegna collaterale della 38.ma edizione della Mostra Mercato Nazionale d'Antiquariato in programma a Pennabilli (Pesaro-Urbino), in programma dal 5 al 27 luglio. Nel corso della manifestazione sarà allestita la mostra 'Alberi di santità', esposizione di antichi Tanka tibetani 'fuggiti' del monastero di Ganden nel 1959. I thangka sono dipinti di soggetto religioso fissati su broccato e arrotolati fra due bastoni.
Per l'occasione, i monaci del monastero di Gaden Jngtse saranno ospitati a Pennabilli e realizzeranno un grande mandala di sabbie colorate, dentro la Chiesa della Misericordia dall'11 al 14 luglio: i visitatori potranno entrare e osservare i monaci al lavoro. La mostra testimonia lo stretto rapporto che lega Pennabilli al Tibet: fu infatti un frate marchigiano, Fra Orazio da Pennabilli, il principale evangelizzatore di quelle terre, dove giunse nel 1716 dopo un viaggio durissimo. Tra il frate e il Dalai Lama del tempo nacque un rapporto di reciproca stima: il frate fu autorizzato a costruire un convento a Lhasa e a predicare il cristianesimo, e nel periodi di soggiorno in Tibet compilò il primo vocabolario tibetano-italiano.
La Sala di Palazzo Olivieri sarà invecedestinata all'esposizione di due dipinti di Guido Cagnacci (San Rocco e San Sebastiano), da tempo nella collezione permanente del Museo Diocesano 'Antonio Bergamaschi' di Pennabilli.
Cologno Monzese, 06 luglio 2008 - World Tibet Day: Giornata mondiale per il Tibet
Domenica 6 luglio alle ore 20.30 presso la Sala Pertini - Villa Casati, via Mazzini, 9 Cologno Monzese (MI), la Tibet Culture House e il Comune di Cologno Monzese invitano a partecipare alla Giornata mondiale per il Tibet, iniziativa dedicata alla causa tibetana nel giorno del compleanno di Sua Santità il Dalai Lama.
Interverranno alla serata: Mario Soldano, Sindaco di Cologno Monzese Giovanni Cocciro, Assessore alla Pace di Cologno Monzese Gunther Cologna, Associazione Italia-Tibet Claudio tecchi, Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano Choephel Tamding, Tibet Culture House.
Durante la serata sarà proiettato in anteprima nazionale il film documentario "In marcia verso il Tibet", di Karma Chukey e Piero Verni, realizzato durante la March to Tibet che i profughi tibetani, partiti da Dharamsala il 10 marzo, hanno intrapreso per ritornare nel loro paese.
Sabato 5 e martedì 15 luglio, presso i Giardini di Castel sant'Angelo a Roma si svolge lo spettacolo "Siddharta" dell'Associazione culturale Imago Mundi e del gruppo teatrale Maner Manush.
Con la regia, disegno e luci di Pietro Silvestri, le musiche dal vivo di Oscar Bonelli, le scene di Domenico canino e i costumi di Cinzia Grande.
Roma, 03 luglio, 2008 - manifestazione a favore del Tibet, di fronte alla sede del Parlamento Italiano
La manifestazione si è svolta Giovedi 3 Luglio (dalle ore 12,00 alle 14,00) davanti alla sede del Parlamento Italiano, facendo seguito all'appello inviato a Berlusconi per la difesa dei diritti umani in Tibet.
E' stata organizzata dalla Comunità Tibetana in Italia, dall’Associazione Donne Tibetane in Italia, dall’Associazione Italia-Tibet e dalla Laogai Research Foundation.
Le organizzazioni hanno chiesto, tra l'altro, che la "sedia" destinata al Governo Italiano all’inaugurazione dei Giochi Olimpici rimanga vuota e che l’assenza dei nostri rappresentanti sia da stimolo per il Governo Cinese verso una risoluzione della questione tibetana.
Scarica qui il testo completo del Comunicato, firmato dalle Associazioni promotrici.
Alla manifestazione hanno partecipato, oltre alla cittadinanza, senatori, deputati e rappresentanti politici di tutti gli schieramenti: Pietro Marcenaro (Senatore PD); Angelo Alessandri (Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Lega Nord); Matteo Mecacci (Rappresentante all'ONU del Partito Radicale Transnazionale); Domenico Gramazio (Senatore PDL); Matteo Perduca (Senatore PD-Radicali); Lucio Malan (Senatore FI); Bruno Mellano (Presidentee Radicali Italiani); Sergio Rovasio (Segretario Generale del Gruppo Parlamentare della Rosa nel Pugno alla Camera dei Deputati); il portavoce del Ministro per le Politiche Giovanili Giorgia Meloni.
Lucio Malan, Domenico Gramazio, Matteo Mecacci, Bruno Mellano
Bruno Mellano, Sergio Rovasio, Matteo Mecacci, Marilia Bellaterra, Lucio Malan,
Toni Brandi e la delegazione Tibetana
Nel video che segue gli interventi di: Pietro Marcenaro; Angelo Alessandri; Matteo Mecacci; Domenico Gramazio; Matteo Perduca; Bruno Mellano; il portavoce del Ministro Giorgia Meloni; Marilia Bellaterra (Associazione Italia Tibet).
Napoli, 01 luglio - 31 agosto 2008 - Mostra fotografica "Tibet. Natura e spiritualità" di Marco Menduni
L'evento è organizzato al fine di promuovere la conoscenza della vicenda tibetana, prima, durante e dopo i giochi olimpici.
La mostra, che raccoglie le suggestive immagini fotografiche di Marco Menduni, sarà aperta, presso la Libreria Feltrinelli dal 01 luglio al 31 agosto (lunedì-sabato: 10.00-19.00 e domenica: 10.30-14.00).
Venezia, 30 giugno 2008 - il Comune conferisce la cittadinanza onoraria al Dalai Lama Padovanews
Il Consiglio Comunale di Venezia si è riunito in seduta strordinaria oggi ed ha votato all'unanimità la delibera che prevede che, possibilmente prima delle Olimpiadi di Pechino, come auspicato da Michele Bortoluzzi che ha proposto la mozione, il Dalai Lama possa essere insignito della cittadinanza onoraria.
A chiedere a gran voce il riconoscimento al Dalai Lama il Comitato "Tibet Venezia" che nei giorni scorsi aveva promosso una raccolta di firme: la petizione poi era stata portata in Comune.
"Il Comitato Tibet Venezia - spiegano - è una aggregazione spontanea e apartitica di cittadini e associazionismo veneziani che intende esprimere solidarietà al popolo tibetano in un momento tragico della sua storia. In quest'ottica abbiamo lanciato una campagna di raccolta di firme per chiedere che venga concessa al Dalai Lama la cittadinanza onoraria, quale forma di vicinanza con la lotta dei Tibetani per la difesa dei diritti umani e civili".
Nonostene Venezia partecipera' all'Expo di Shangai, nel 2010, la citta' si appresta a consegnare al leader Tibetano la cittadinanza. Segue la registrazione audio dell'intervista a Luana Zanella, Assessore alla cultura del Comune di venezia (Verdi)
Roma, 29 giugno 2008 - Comitato Nazionale di Radicali Italiani: mozione particolare sul Tibet
Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito in Roma il 27,28 e 29 giugno 2008, approva la seguente Mozione particolare:
- rilevata la mancanza di progressi nel dialogo tra il Governo cinese e il Governo Tibetano in Esilio, volto a trovare una soluzione politica che ponga fine a un'occupazione e oppressione del popolo tibetano da parte delle autorità cinesi che dura dal 1949, e che negli ultimi mesi ha subito una recrudescenza con la repressione delle manifestazioni organizzate lo scorso marzo in Tibet;
- ricordato che il sostegno alla lotta nonviolenta del Dalai Lama e del suo popolo nonché a tutti coloro che nel vasto territorio cinese si battono per il conseguimento delle inalienabili libertà umane rientra, a pieno titolo, nel Primo Satyagraha mondiale per la pace promosso dal Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito;
- salutato con favore il formarsi di un ampio schieramento di Parlamentari appartenenti a tutti i Gruppi politici, oltre 110, che hanno aderito al ricostituendo Intergruppo Parlamentare per il Tibet, e che oltre 50 di loro hanno sottoscritto una lettera aperta tesa ad impegnare il Governo italiano a non partecipare con i propri massimi rappresentanti politici alla Cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici di Pechino;
- attesa l'importanza che il riconoscimento della cittadinanza onoraria al Dalai Lama, Premio Nobel per la Pace, uomo simbolo della battagliaper l'autonomia tibetana, può rappresentare in questo momento;
- considerato che è stata lanciata la proposta di promuovere ad Assisi, proprio per l'otto agosto, una grande manifestazione internazionale volta a rivendicare autonomia per il Tibet e rispetto dei diritti umani in Cina e nei paesi del Sudest asiatico, come la Birmania, il Vietnam, il Laos, altrettanto vessati da governi dispotici e totalitari, e che la proposta sta raccogliendo adesioni trasversali;
- considerato che tale iniziativa s'inquadra nell'ambito del primo grande satyagraha mondiale per la pace e cade a quarant'anni dalla scomparsa del filosofo Aldo Capitini, propugnatore della nonviolenza nonché ispiratore, nel 1961, della prima marcia Perugia-Assisi;
impegna gli organi dirigenti di radicali Italiani:
1) a mobilitare il partito ed a sollecitare le associazioni che compongono la galassia radicale affinché l'8 agosto, in collaborazione con la Citta' di Assisi e con tutte la Associazioni impegnate a difesa del popolo tibetano, si realizzi ad Assisi una grande manifestazione nel segno della nonviolenza, del dialogo, della democrazia "Tibet libero, Cina Libera";
2) a promuovere nel frattempo, l'8 luglio 2008, a trenta giorni dall'inizio delle Olimpiadi di Pechino, "il Tibet Day", una giornata dedicata in tutta Italia a iniziative per l'autonomia del Tibet e per la democrazia in Cina;
3) a far sì che, in coordinamento con le delegazioni radicali parlamentari, il Parlamento italiano impegni il Governo a non partecipare con i propri massimi rappresentanti politici alla Cerimonia di apertura delle Olimpiadi in assenza di progressi concreti nel rispetto dei diritti umani per il popolo tibetano e nel diaologo politico con il Governo tibetano in Esilio;
4) ad attivarsi da subito, anche con le associazioni locali e i singoli iscritti, affinchè Sindaci e Consigli Comunali delle Città Italiane Capoluogo di Provincia e Regione, e in particolare quelle che abbiano legami anche storici con l'oriente e la Cina in Particolare, possano concedere la cittadinanza onoraria al Premio Nobel per la Pace Tenzin Gyatso, nell'anno in cui si celebrano i Giochi Olimpici a Pechino quale gesto simbolico di Pace, e per la prospettiva strategica dell'apertura alla democrazie in Cina;
5) ad attivare le associazioni locali e i singoli iscritti e militanti affinché assicurino l'adesione dei propri enti locali alla campagna transnazionale "una bandiera per il Tibet" e all'associazione Comuni, Province Regioni per il Tibet presso il Consiglio Regionale del Piemonte;
Francesco Pullia Michele Bortoluzzi Bruno Mellano Matteo Mecacci 28 giugno 2008 - Mennea: "Niente politici alle Olimpiadi" Redazione RealSports.it
Secondo l'indimenticabile stella dell'atletica italiana Pietro Mennea "il Comitato olimpico internazionale ha commesso un grave errore ad assegnare le Olimpiadi a Pechino".
L'ex sprinter italiano, oro sui 200 metri ai Giochi Mosca 1980, spiega come "il problema dei diritti umani e quello del Tibet già erano presenti sul palcoscenico internazionale da diversi anni ed il CIO lo sapeva, mentre è chiaro che la Cina fa i suoi interessi per proporre una identità nuova del paese".
"Il presidente del CIO Jacques Rogge è stato eletto con i voti dell'Asia, ovviamente portati dalla Cina", analizza senza troppi giri di parole l'olimpionico di Barletta. Che invita, quindi, "i politici a boicottare la cerimonia di apertura dei Giochi: sarebbe un segnale forte nei confronti della Cina". Mennea si è invece detto contrario "al boicottaggio sportivo, che avrebbe un effetto solo se totale e perché a rimetterci sarebbero i soli atleti. Un boicottaggio funzionerebbe di più se posto sotto termini politici o economici".
Cuneo, 28 giugno 2008 - Il palazzo della Provincia esporrà la bandiera del Tibet TargatoCN
Solidarietà al Tibet è stata espressa dal Consiglio provinciale che ha approvato a maggioranza l’ordine del giorno proposto da Giuseppe Lauria (gruppo misto). Il documento, emendato nella parte introduttiva su richiesta di numerosi consiglieri durante la seduta del 23 giugno, impegna la Giunta ad esporre presso il palazzo della Provincia la bandiera tibetana, in segno di amicizia e vicinanza al popolo in esilio. Il provvedimento sarà in vigore 'fino al termine delle Olimpiadi e comunque fino al compimento di significativi passi avanti nelle trattative mirate a concordare uno status di piena autonomia per il Tibet all'interno dei confini cinesi'.
Il consigliere Ivan Di Giambattista (Rifondazione Comunista) si è dichiarato “d’accordo con l’iniziativa, associata all’esigenza laica di autodeterminazione di tutti i popoli e delle minoranza del mondo”. Elio Rostagno (Pd) ha ricordato come, per volontà dell’assemblea, la bandiera si trovi già all’ingresso della sala maggioranza della Provincia. Al dibattito hanno poi preso parte Germana Avena (Pd) e Guido Brignone (Lega Nord) che ha sollevato la questione procedurale inerente l'esposizione di bandiere di stati esteri. Unico astenuto Andrea Cane.
Arezzo, 26 giugno - 27 luglio - Il Tibet in mostra in Biblioteca Arezzo notizie
Nel periodo da giovedì 26 giugno a domenica 27 luglio, la Biblioteca Città di Arezzo ospita una mostra fotografica sul Tibet.
La mostra, organizzata dalla Provincia con il patrocinio della Regione Toscana, propone il reportage realizzato da Massimo Biondini dal titolo “Tibet: Land without People, People without Land”.
La mostra sarà inaugurata giovedì 26 giugno 2008, alle ore 17 presso il Chiostro del Petrarca della Biblioteca e resterà aperta tutti i giorni dalle ore 10,30 alle ore 19,30.
Torino, 21 giugno 2008 - intervista a Bruno Mellano all'indomani dell'Assemblea di Comuni, Province, regioni per il Tibet che si è svolta a Roma
Roma, 20 giugno 2008 - Si è conclusa l'Assemblea di Comuni, Province, regioni per il Tibet e la manifestazione davanti all'Ambasciata cinese Agenzia Radicale
Dalle ore 11,30 alle ore 14, si è svolta l'Assemblea Generale dell'Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet presso la sede della Regione Piemonte - via delle Quattro Fontane 116. L'Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet, nata nel 2002 presso il Consiglio Regionale del Piemonte, comprende ora 143 Comuni, 12 Province, 6 Regioni (Basilicata, Liguria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta) e una Comunità montana. L'Associazione è nata per sostenere l'iniziativa del Dalai Lama e del Governo tibetano in esilio nei confronti delle autorità della Repubblica popolare cinese, al fine di ottenere uno status di reale autonomia per il Tibet, all'interno dei confini della Repubblica Popolare di Cina.
Sono intervenuti: i due coordinatori dell'Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet nonché consiglieri regionali del Piemonte Mariacristina Spinosa (Italia dei Valori) e Giampiero Leo (Pdl); il Senatore Lucio Malan (Pdl) e il Deputato Matteo Mecacci (Radicali - PD), promotori della costituzione dell'Intergruppo parlamentare per il Tibet in questa nuova legislatura; i Consiglieri del Comune di Roma Ugo Cassone e Paolo Masini; il referente per i diritti umani del Presidente della Provincia di Roma, Massimiliano Iervolino; il consigliere provinciale di Lucca Barbara Mangiapane; il Consigliere del XX Municipio Andrea Antonimi; Stefano Pratesi, Vice Presidente nazionale di Amnesty International; Marilia Bellaterra, Associazione Italia-Tibet e l'on. Bruno Mellano, Associazione Radicale Adelaide Aglietta.
Al termine dell'Assemblea, registrata da Radio Radicale (www.radioradicale.it), è stata adottata una dichiarazione programmatica finale, con cui, fra l'altro, viene proposta agli enti locali aderenti l'organizzazione di un "Tibet Day" per martedì 8 luglio, ad un mese dall'inizio delle Olimpiadi di Pechino, e la partecipazione all'iniziativa che si intende organizzare ad Assisi venerdì 8 agosto, in concomitanza dell'apertura dei Giochi: una manifestazione sotto la Rocca di Assisi, nel nome della nonviolenza e del pacifismo di Aldo Capitini.
Nel pomeriggio, dalle ore 15 alle ore 16:30, si è svolta una manifestazione di solidarietà con il Tibet nei pressi dell'Ambasciata della Repubblica Popolare cinese (Largo Ecuador), con la partecipazione di amministratori degli enti locali membri dell'Associazione e di rappresentanti della Comunità tibetana in Italia. In particolare sono intervenuti: Bruno Mellano, Lucio Malan, Matteo Mecacci, Barbara Mangiapane, Marilia Bellaterra, Maria Cristina Spinosa, Giampiero Leo, Dechen Dolkar. Ai manifestanti si sono uniti anche Pietro Folena (già deputato di Rifondazione Comunista) e Augusto Sartori del XV Municipio di Roma.
Matteo Mecacci, Sergio Rovasio, Bruno Mellano, Pietro Folena, la delegazione Tibetana (con i monaci, Dechen Dolkar e Sangye), Marilia Bellaterra, Paola Gareri
L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con le seguenti associazioni: Ass. Italia-Tibet, Amnesty International, Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Ass. Interdependence, Ass. Donne Tibetane e Comunità tibetana in Italia.
“Se non ora, quando? Alla vigilia del passaggio della torcia olimpica a Lhasa e a una cinquantina di giorni dall’apertura dei Giochi olimpici, l’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet non vuole che la questione tibetana cada nell’oblio e auspica che riprenda il dialogo fra il popolo cinese e quello tibetano”.
Con questa premessa i responsabili dell’Associazione, Mariacristina Spinosa e Giampiero Leo, hanno annunciato - il 18 giugno a Palazzo Lascaris - la convocazione dell’Assemblea generale dei 162 Enti locali territoriali che fanno parte dell’Associazione, che avrà luogo venerdì 20 giugno alle 11.30 a Roma, presso la sala conferenze della Regione Piemonte di via delle Quattro Fontane 116. Un’occasione per fare il punto sull’attività svolta, sostenere l’iniziativa del Dalai Lama e del governo tibetano in esilio nei confronti delle autorità della Repubblica popolare cinese e per stilare il documento programmatico che servirà da piattaforma per la futura attività.
All’incontro - coordinato da Spinosa e Leo - prenderanno parte il senatore Lucio Malan e il deputato Matteo Mecacci, promotori della ricostituzione dell’Intergruppo parlamentare per il Tibet nell’attuale legislatura, la rappresentante dell’Associazione Donne tibetane e della Comunità tibetana in Italia Dechen Dolkar, Bruno Mellano dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, Marilia Bellaterra dell’Associazione Italia-Tibet, Claudio Torrero dell’Associazione Interdependence, un rappresentante di Amnesty International, la consigliera regionale del Lazio Antonietta Brancati, i consiglieri del Comune di Roma Ugo Cassone e Paolo Masini e il referente per i diritti umani del presidente della Provincia di Roma Massimiliano Iervolino.
Alle 15, in largo Ecuador - nei pressi dell’Ambasciata della Repubblica popolare cinese - è prevista una manifestazione di solidarietà con il Tibet cui prenderanno parte amministratori degli Enti locali, componenti dell’Associazione e rappresentanti della Comunità tibetana in Italia.
L’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet si è costituita presso il Consiglio regionale del Piemonte nel marzo 2002. L’Associazione è nata per promuovere e coordinare la campagna europea Una bandiera per uno status di piena autonomia del Tibet, sostenere presso gli Stati membri dell’Ue la risoluzione del Parlamento europeo del 6 luglio 2000, e supportare l’iniziativa del Dalai Lama e del governo tibetano nei confronti delle autorità della Repubblica popolare cinese. Sono finora 162 gli Enti che hanno aderito all’Associazione: 143 Comuni, 12 Province (di cui 5 in Piemonte), 6 Regioni (Basilicata, Liguria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta) e la Comunità montana Alta Valmarecchia (in provincia di Pesaro e Urbino).
Roma 19 giugno 2008 - Lettera a Berlusconi per la difesa dei diritti umani in Tibet Ass.Radicali Enzo Tortora
In seguito alla "Marcia per la Pace in Tibet" di domenica scorsa, quando oltre duemila persone hanno marciato al grido di "Tibet libero", ed in vista dell'arrivo della fiaccola Olimpica a Lhasa, la Comunità Tibetana in Italia, l'Associazione delle Donne Tibetane, l'Associazione Italia-Tibet e la Laogai Research Foundation Italia hanno chiesto al Governo Italiano di non partecipare all'inaugurazione delle Olimpiadi il prossimo 8 agosto a Pechino.
Con questo accorato appello, una lettera firmata dai quattro presidenti delle suddette associazioni è stata inviata al Primo Ministro, On. Silvio Berlusconi, oggi giovedì 19 Giugno. Nel testo della lettera i firmatari ricordano che "Il Comitato Olimpico cinese aveva promesso che, se Pechino fosse stata designata come sede dei Giochi Olimpici 2008, la Cina avrebbe apportato un miglioramento al proprio standard di rispetto dei diritti umani. La promessa non è stata mantenuta e la brutale repressione in corso, in Tibet, lo dimostra". Infatti, la repressione in Tibet continua con arresti, torture e morti. Pechino rifiuta l'ingresso dei giornalisti stranieri e il Governo Tibetano in esilio ha identificato almeno 200 morti a causa di armi da fuoco o torture. Migliaia di monaci e laici tibetani sono ora internati e costretti al lavoro forzato nei Laoga i, i campi di concentramento cinesi.
Quando, recentemente, gli Stati Uniti e l'UE hanno chiesto insieme l'apertura di una concertazione sincera sul Tibet, le autorità cinesi hanno respinto l'appello, considerandolo un'ingerenza negli affari interni del Paese. La minaccia della politica della "sedia vuota" per il prossimo 8 agosto nello stadio olimpico di Pechino è forse l'unico modo di ottenere dei gesti concreti in favore dei diritti umani dalle autorità cinesi.
Tenzin Thupten, presidente della Comunità Tibetana in Italia sottolinea che "nonostante le relazioni commerciali del suo paese con la Cina , il presidente francese Nicolas Sarkozy ha espresso seri dubbi sulla sua presenza alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino. Analoghi dubbi sono stati espressi anche dall'attuale presidente del Parlamento Europeo Hans Gert Poettering. Lo stesso Parlamento ha approvato una risoluzione comune sul Tibet in Aprile. In Europa, altri importanti capi di stato, come Angela Merkel e Gordon Brown, hanno deciso di non presenziare alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici 2008 ".
Secondo i sondaggi l'idea del boicottaggio della cerimonia di apertura è sostenuta anche dall'opinione pubblica europea.
I firmatari chiedono al Governo Italiano di seguire l'esempio di altri coraggiosi leaders europei "per dimostrare concretamente la forte sensibilità del popolo italiano e di tutto il paese nei confronti del rispetto dei Diritti Umani e della Pace in Tibet, in Cina e nel mondo".
Tenzin Thupten, presidente Comunità Tibetana in Italia Dechen Dolkar, presidente Associazione Donne Tibetane in Italia Guenther Cologna, presidente Associazione Italia Tibet Toni Brandi, presidente Laogai Research Foundation Italia Onlus
Roma, 18 giugno 2008 - Lettera Aperta al Presidente del Consiglio sulla partecipazione dell'Italia alla Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi, su iniziativa di Matteo Mecacci (Radicali-PD) Partito Radicale Transnazionale
Alla cortese attenzione del Presidente Silvio Berlusconi e p.c. al Ministro Franco Frattini, Ambasciatore Giulio Terzi
Onorevole Presidente del Consiglio,
Le scriviamo oggi in vista di un’importante decisione che - per iniziativa del Presidente Francese Sarkozy - i Presidenti e i Primi Ministri dei Paesi membri dell’UE si troveranno a discutere in occasione del Consiglio Europeo che si svolgerà a Bruxelles dal 19 al 20 giugno. Si tratta della definizione di una posizione comune da parte dei Paesi Membri UE riguardo alla loro partecipazione alla Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici a Pechino, il prossimo 8 agosto.
A più riprese, sia il Parlamento Europeo, con una risoluzione approvata lo scorso aprile, che il Ministro D’Alema nel mese di marzo che, più di recente, il Ministro Frattini, ed altri esponenti politici europei, hanno auspicato la definizione di una posizione comune su questo tema.
Nel frattempo, dallo scorso marzo, le autorità politiche di Pechino continuano a rifiutare di aprire la regione del Tibet agli osservatori internazionali indipendenti, a partire dall’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani. Per quanto riguarda i rapporti tra il Governo cinese e il Governo Tibetano in Esilio non vi è stato nessun progresso verso la definizione di una soluzione politica che garantisca l’autonomia e non l’indipendenza alla regione del Tibet, posizione chiaramente dichiarata e ribadita dal Dalai Lama e dal Governo Tibetano in Esilio. Inoltre, dobbiamo purtroppo constatare che nel corso della recente visita in Italia del suo Ministro degli Esteri Jechi, il Governo Cinese, ha nuovamente accusato senza alcun fondamento il Dalai Lama di sostenere posizioni secessioniste e di fomentare la violenza nella regione del Tibet.
Per questi motivi, ci rivolgiamo a Lei affinché, in occasione del Consiglio Europeo di domani e venerdì, si esprima fin d’ora in senso contrario alla partecipazione dei massimi rappresentanti politici dei Paesi Membri dell’UE alla Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi; riteniamo che tale decisione possa essere rivista solo in presenza di progressi effettivi e verificabili del rispetto dei diritti umani in Cina e nella regione del Tibet, e di fronte a concreti passi in avanti nella definizione di una soluzione politica tra il Governo Cinese e il Governo Tibetano in Esilio.
Come Lei, anche noi siamo contrari al boicottaggio delle manifestazioni sportive che si svolgeranno durante le Olimpiadi e consideriamo questo appuntamento un’occasione importante per l’avvicinamento e l’amicizia tra i popoli. Crediamo però che sarebbe profondamente sbagliato onorare della presenza dei nostri vertici politici un Governo che finora non ha fatto nulla per far vivere concretamente quello spirito di fratellanza e di pace che fin dall’antichità ha caratterizzato i Giochi Olimpici.
Con i nostri migliori saluti,
Mario Barbi, PD; Marco Beltrandi, Radicali-PD; Rita Bernardini, Radicali-PD; Gino Bucchino, PD; Annamaria Carloni, PD; Lucia Codurelli, PD; Furio Colombo, PD; Anna Paola Concia, PD; Paolo Corsini, PD; Maria Antonietta Coscioni, Radicali-PD; Olga D’Antona, PD; Sabrina De Camillis, PDL; Benedetto Della Vedova, PDL; Marco Fedi, PD; Emanuele Fiano, PD; Roberto Giachetti, PD; Giuseppe Giulietti, IDV; Francesco Laratta, PD; Lucio Malan, PDL; Gennaro Malgieri, PDL; Marco Marsilio, PDL; Alessandro Maran, PD; Matteo Mecacci, Radicali - PD; Giovanna Melandri, PD; Riccardo Migliori, PDL; Carmen Motta, PD; Franco Narducci, PD; Leoluca Orlando, IDV; Marco Perduca, Radicali-PD; Oskar Peterlini, UDC-SVP- Aut; Lapo Pistelli, PD
Roma, 17-18 giugno 2008 - Il Tibet visto dal cinema italiano Cinecittà news
Il 17 e 18 giugno la Sala Trevi di Roma ospita una rassegna dedicata al Tibet "Così lontano, così vicino. Il cinema italiano guarda a Oriente" che si concluderà con un incontro alle 20.45 del 18, moderato da Italo Moscati, con Paolo Brunatto, Liliana Cavani, Fausto De Stefani, Davide Mancori, Rollo Martins, Giacomella Orofino, Carlo Alberto Pinelli, Sergio Scapagnini.
Tra i film proposti Milarepa di Liliana Cavani e Il piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci, oltre a vari documentari anche piuttosto rari come il road movie Mio Mao di Nicolò Ferrari (1970).
Roma, 15 giugno 2008 - Marcia per la pace in Tibet
L'evento è organizzato per solidarietà al Tibet contro la repressione e la chiusura forzata del paese delle nevi, dalla Comunità Tibetana in Italia e dall'assoicazione delle donne tibetane in Italia.
Il precedente programma (20 giugno) è stato anticipato per il cambiamento della data del passaggio della fiaccola a Lhasa.
La partenza è alle ore 17.00 da Piazza del Colosseo (fronte ingresso metro) e la marcia si concluderà a piazza della Madonna di Loreto.
La manifestazione sarà apolitica e trasversale quindi non saranno permessi simboli politici e/o di organizzazioni o partiti o sindacati ma solamente bandiere tibetane e italiane.
Roma, 14 giugno 2008 - Tibet. Diritti umani violati
L'evento si è svolto nella suggestiva cornice del Casale Garibaldi di San Paolo affidato dal Municipio XI al Servizio Civile Internazionale nell'ambito del progetto "La Città dell’Utopia", Laboratorio sociale e culturale che affronta i principali temi legati ad un nuovo modello di sviluppo locale e globale che sia equilibrato, sostenibile, giusto.
L'iniziativa è stata realizzata dagli attivisti del Servizio, e dall’Associazione delle Donne Tibetane in Italia. E ha consentito ai partercipanti di essere aggiornati sulle iniziative, nazionali e internazionali, di sostegno alla questione tibetana (solo per fare alcuni esempi: la Marcia verso il Tibet, la Tibetan freedom torch, le marce nazionali e internazionali a sostegno, il progetto dell'affissione della bandiera nazionale del Tibet in sedi istituzionali, ecc.) Oltre che sul loro significato e possibile sviluppo futuro.
Il moderatore Umberto Rondi ha condotto gli interventi favorendo al massimo l'interazione e rendendo l'incontro un reale scambio di esperienze, anche personali, oltre che informative e contestuali. Anche nei termini di quanto già realizzato dalle singole Associazioni e di quanto in corso.
Sia da parte di Stefano Cera che di Maria Vittoria Cattania è arrivato un importante contributo, capace di ampliare il contesto, sia in termini storici, economici e culturali, che di metodologia nella gestione del conflitto, in particolare per quanto concerne i negoziati in corso con il Governo di Pechino.
Marilia Bellaterra - in veste di consigliere e referente per la città di Roma dell'Associazione Italia Tibet, oltre che di presidente dell'Associazione Aref - ha comunicato sia le azioni realizzate da queste Associazioni sia i progetti futuri, a breve e a lungo termine. Il tutto nell'ambito dello scenario internazionale dei fatti - istituzionali, governativi, mediatici, antecendenti alle Olimpiadi e successivi ad esse - a sostegno della questione tibetana. Sollecitando i presenti a mantenere un impegno attivo e costante, anche nel promuovere e diffondere ogni informazione e ogni evento connesso: dall'approfondimento dei temi alla firma delle petizioni più urgenti.
Dechen Dolkar e Topgyal, dopo aver riferito il loro vissuto, sia come rifugiati che come attivisti nello scenario degli eventi, hanno guidato una preghiera, in lingua tibetana e recitato, insieme al pubblico, il mantra di Cenresig, il Buddha della Compasione.
La serata - arricchita anche dalla degustazione di cibi tibetani e da 15 foto di Paola Gareri su "la gente di Dharamsala" - si è conclusa con la proietzione di un coinvolgente filmato, messo a disposizione dall'Associazione Italia Tibet; realizato da Claudio Cardelli (Vicepresidente dell'Associazione stessa): "Tibet. La conquista del west".
13 giugno 2008 - Richard Gere guiderà da Hollywood al Tibet Libero Reporter news
Lancia sostituisce il classico spot con una pellicola che parla di pace e di valori umani. Richard Gere sarà l’affascinante protagonista del film di 30 secondi, e guiderà da Hollywood fino al Tibet per lasciare lo stesso segno che ha impresso nella Walk of Fame, ma questa volta il percorso sarà un camminamento di pace tra i popoli.
Gere sostiene da sempre la causa del popolo tibetano, addirittura ha creato una fondazione la “Gere Foundation”, alla quale ha deciso di devolvere i proventi dello spot. Certo, Richard Gere non solo ha una grande professionalità che lo ha reso tra gli uomini più famosi del mondo, ma è dotato di grande umanità e sensibilità. Diciamola tutta, la Lancia ha fatto un’ottima e oculata scelta.
Brendola (Vicenza), Villa Orna, Museo Obrietan, 13 giugno 2008 - completato il primo mese della costruzione di un Mandala di pace per il Tibet Libero reporter news
La costruzione del mandala è inziata il 10 maggio e terminerà il 26 luglio 2008.
Presso il Museo d'Arte Orientale Obrietan, un gruppo di monaci tibetani sta realizzando un Mandala Yamantaka, un dipinto sacro fatto di fini sabbie colorate. Una volta terminato, il mandala misurerà 4 metri per 4 e sarà il più grande mai realizzato in Europa.
L'opera è realizzata da un gruppo di monaci esuli dal Tibet, che con questo gesto intendono lanciare un messaggio alternativo alle dure proteste della comunità internazionale, in riferimento ai recenti fatti tibetani. Un messaggio di pace e di speranza per una futura convivenza pacifica tra il Tibet e la Cina, nel reciproco rispetto di culture e tradizioni.
I lavori termineranno il prossimo 26 luglio, a sole tre settimane dall'inaugurazione dei Giochi Olimpici, e non appena i monaci avranno ultimato il dipinto, come da tradizione lo distruggeranno, e disperderanno le sue sabbie sacre donandole ai presenti alla cerimonia, in segno di buon auspicio.
I lavori di costruzione del mandala potranno essere seguiti 24 ore su 24 tramite la webcam del Museo. I lavori potranno essere seguiti di persona.
Milano, 5-12 Giugno 2008 - mostra d’arte “Politica per l’anima. Tibet” di Angelo Cruciani
L'evento si svolge a Milano, Famiglia Margini in Via Sciesa 9. A partire dal 6 giugno sarà visibile anche su Youtube per la regia di Maria Palma Nozzi. La mostra è curata da Grace Zanotto e Paola Florido in collaborazione con Cristian Gancitano e ha ricevuto il patrocinio e il sostegno dalla Comunità Tibetana in Italia, da Giotibet.com e da altre associazioni. Il vernissage è previsto giorno 5 alle ore 18,00 e sarà presente Lama Rev. Dr. Sumana Siri.
Milano, 09 giugno 2008 - prima giornata del ciclo di incontri “Leggere le culture altre: Cina e Tibet alla vigilia delle Olimpiadi”
Presso l’Aula Magna dell’Università Bocconi con la proiezione del video documentario “In Marcia verso il Tibet” di Karma Chukey e di Piero Verni che parteciperà alla serata con Alessandra Lavagnino ordinario di Lingua e Cultura cinese presso l’Università di Milano e con Livio Sposito giornalista de Il Sole 24 Ore.
09 giugno 2008 - La storia del Tibet raccontata dal Dalai Lama O55news
La Cina ha una visione molto chiara del problema tibetano. Considera il Dalai Lama come un tiranno spodestato. Dal 1950 l'occupazione rappresenta un dato irrinunciabile che non può essere negoziato. L'unità di tutta la madrepatria è intangibile. Eppure la realtà appare ben diversa dalle scelte operate dal governo cinese. La storia e le tradizioni del popolo tibetano non possono essere cancellate con la dominazione militare capace soltanto di schiacciare la libertà.
Negare la cultura tibetana è impossibile. Ne è convinto il Dalai Lama il quale, nelle lunghe conversazioni con il giornalista americano Thomas Laird, propone una verità diversa. Una verità piu' profonda e giusta fondata sull'analisi storica. Nel volume di Thomas Laird "Il mio Tibet. Conversazioni con il Dalai Lama", pubblicato dalla Mondadori, la massima autorità del Tibet descrive il cammino millenario della sua gente. Un cammino che coincide con la lenta ma inarrestabile evoluzione del Tibet, una regione apprezzata e conosciuta in tutto l'Occidente.
Il libro, come ricorda l'autore è il frutto "di alcuni decenni di importanti ricerche e di diciotto incontri personali con Sua Santità il Dalai Lama tra il novembre 1997 e il luglio 2000 a Dharamsala, in India". Incontri che, mano a mano, ha disegnato i confini di una cultura le cui radici affondano nella notte dei tempi. Il racconto del Dalai Lama e' impreziosito da eventi, passaggi fondamentali, episodi significativi di una storia ricca e varia.
Si inizia interpretando i miti più antichi che definiscono le caratteristiche dei primi tibetani. Il loro primo imperatore governò tra il 600 e il 650 dopo Cristo. E' questo, insomma, uno dei grandi avvenimenti che hanno scandito la storia tibetana. Non solo. Il Dalai Lama ricorda anche le origini del suo popolo che visse, innanzi tutto, sull'altopiano himalaiano. Da qui, spiega l'arrivo del buddismo dall'India mettendo in evidenza come è stata istituita la 'carica' del Dalai Lama. La nascita dei numerosi monasteri in cui si e' manifestata la spiritualita' tibetana costituisce un evento imprescindibile del suo consolidamento. Ampio spazio, poi, viene dedicato alla dominazione mongola e mancese e all'invasione cinese del 1950. "Il Tibet - afferma il Dalai Lama - e' un paese unico, perchè ha un legame con un livello misterioso della realtà. E' un legame molto intenso, a volte più felice, a volte più dolente. Ma lo spirito tibetano è ancora forte e la nazione tibetana assai tenace".
08 giugno 2008 - “La Cina e le Olimpiadi”: cosa si cela dietro lo sfarzo del regime Il Sussidiario.net, by Carlo Meroni
Nei giorni scorsi, è stato presentato il nuovo libro di Padre Bernardo Cervellera, missionario del Pontificio istituto Missioni Estere (PIME) nonché direttore del sito www.asianews.it. Il volume si intitola “la Cina e le Olimpiadi: l’altra faccia delle medaglie”, ed ha chiaramente l’intento di far conoscere ad un pubblico più vasto possibile quali siano i reali scenari che si celano dietro le luccicanti scenografie messe in scena dal regime comunista cinese a due mesi dall’inizio della ventinovesima edizione dei giochi olimpici della storia moderna.
È necessario portare alla luce due differenti aspetti, entrambi legati all’invadenza assoluta dello stato cinese nelle vite personali dei privati cittadini: uno riguarda cosa ha comportato l’organizzazione delle Olimpiadi per milioni di cinesi; mentre l’altro è connesso alla sempre doverosa sollecitazione nei confronti di noi “comodi” occidentali su come vengano quotidianamente calpestati (e non solo in Tibet) i diritti civili nella nazione più popolosa del mondo. Relativamente al primo punto, Padre Cervellera ci racconta di come i grandi cantieri allestiti per i giochi e per le costruzioni ad essi correlate (come infrastrutture o ricettività turistica), abbiano significato una moltitudine di case demolite per molte migliaia di pechinesi che, ovviamente, non hanno potuto fare altro che accettare i “rimborsi” che lo stato ha assegnato loro. Rimborsi che però non sono sufficienti per comprare una nuova casa, nemmeno a decine di chilometri da Pechino. Per chi non lo sapesse, va ricordato che in Cina la proprietà della terra è solo dello Stato. E lo stato, ovviamente, ne può disporre a proprio piacimento. In Cina si può comprare un palazzo, ma non la terra su cui è costruito: quella resta allo Stato che incassa un affitto. In Cina si può costruire una Chiesa, ma dentro quella chiesa non si potrà mai propagandare liberamente alcuna religione, perché tutte le religioni sono sottoposte ad un rigido controllo statale. Per questo, capitalismo e libertà religiosa in Cina restano mere finzioni.
Il Direttore di Asia News ha denunciato che «chi cerca di opporsi agli espropri difendendo i contadini o le persone meno abbienti, sostenendone le cause legali per ottenere giusti risarcimenti, o chi si oppone agli aborti forzati, o chi difende gli operai sfruttati viene arrestato e punito con anni di prigione, come succede a diversi Vescovi cattolici». Perciò il regime ha voluto dare il più ampio e visibile spazio ai giochi, cercando tramite questi di mostrare al mondo soltanto la “faccia pulita” della Cina: ma allo scopo sono stati demoliti interi quartieri storici della capitale, causando un vero dissesto urbanistico.
Inoltre, alti e lunghissimi muri bianchi sono stati appositamente costruiti per impedire agli occhi dei visitatori esteri la visione dei rimanenti sobborghi, dove la speculazione edilizia non è ancora arrivata e regnano ancora miseria ed abbandono. E la situazione delle grandi città come Pechino è destinata a peggiorare, in quanto milioni di migranti stanno fuggendo dalle campagne dell’interno per cercare fortuna sia nella capitale che nei ricchi agglomerati industriali della costa. La richiesta di manodopera non manca: i cantieri edili lavorano 24 ore su 24, ma i contadini riciclatisi in fretta come muratori ricevono compensi da fame a fronte di orari di lavoro massacranti, niente assistenza sanitaria, previdenziale o infortunistica. La maggior parte non ha nemmeno un tetto sotto il quale dormire, e perciò vengono ammassati a decine dai costruttori edili in fatiscenti baracche.
Va ricordato che la Cina è il Paese dove ogni anno si contano 130.000 morti sul lavoro. Considerando che queste sono cifre ufficiali fornite dal governo centrale, si può presumere che il numero sia da aumentare di almeno cinque o sei volte. Tutto ciò provoca una gravissima sperequazione sociale: ricchi sempre più ricchi (oltre 200 milioni di cinesi sono ormai assestati su livelli di reddito parificabili a quelli di magnati occidentali) e poveri sempre più poveri (oltre 350 milioni sono al di sotto del basico livello di sussistenza). Dice Padre Cervellera: «Ai nuovi ricchi nulla interessa delle fasce sociali più deboli. La cultura derivata dal confucianesimo prima, dal marxismo e dal capitalismo poi hanno prodotto nella società cinese un'aridità spirituale in cui l’individuo non conta. Si vale semplicemente per il ruolo che si ha, la persona non ha rilevanza; importante è l’appartenenza o la protezione di clan o di partito, e lo Stato con la sua struttura verticistica a cui si deve sempre e comunque rispondere». Ed è più che noto il fatto che la struttura verticistica statale cinese sia un agglomerato di corruzione che può vantare eguali in pochi altri stati del mondo. Il più recente esempio si è avuto in seguito al grave terremoto che ha colpito la regione del Sichuan: quasi settemila scuole, costruite da pochissimi anni, si sono sbriciolate sollevando parecchi dubbi sui criteri edili coi quali avrebbero dovuto essere costruite e sulla corruzione dei funzionari statali da parte dei costruttori che ha portato alla violazione di tali criteri.
Padre Cervellera ci segnala poi che nemmeno le Olimpiadi sono riuscite nell’intento di far riflettere la Cina sulle sue sistematiche violazioni delle più elementari libertà e diritti umani; ed anzi, alla stampa locale è stato distribuito un decalogo di tematiche che non dovranno essere in alcun modo trattate durante i giochi, mentre non tutto il Paese sarà aperto alla libera circolazione di atleti, giornalisti e turisti esteri. Il Bocog (Comitato organizzatore dei giochi) in questo “vademecum” ha inserito delle imposizioni (a loro modo di vedere, “raccomandazioni”) anche per coloro che visiteranno la Cina durante le Olimpiadi. A prima vista possono quasi sembrare assurdità, ma se lette nel contesto di uno stato che da decenni vessa la sua popolazione lasciandola isolata dal resto del mondo, debbono farci riflettere sul serio con chi abbiamo a che fare (e commerciare) quotidianamente. Queste sono alcune “perle”, facilmente estrapolabili dal sito internet del Bocog: - E’ vietato portare qualunque oggetto o documento che possa danneggiare la politica, l’economia, la cultura e le basi morali della Cina (questo include materiale stampato, negativi di fotografie, fotografie, dischi, film, registrazioni su cassetta, videocassette e dvd). - Tutte le dimostrazioni pubbliche, le marce e le proteste che siano nei siti olimpici o altrove sono del tutto vietati durante i Giochi a meno di essere approvate in precedenza dalla Polizia. - Non sarà possibile portare materiale di tipo religioso che possa disturbare l’ordine pubblico negli impianti olimpici. - Divieto di dormire all’aria aperta. - Le persone con “gravi problemi mentali” o malattie contagiose non saranno ammesse nel Paese. - Alcune regioni del Paese, tra cui il Tibet, sono chiuse ai visitatori. -Verranno banditi i trafficanti di droga, coloro che si dedicano alla sovversione, che hanno malattie mentali o veneree o che sono dediti alla prostituzione.
Il Comitato ricorda che gli stranieri devono sempre portare con sé il passaporto e registrarsi tassativamente alla polizia entro 24-72 ore dall'arrivo. Inoltre, è doveroso ricordare che nemmeno durante le Olimpiadi verrà allentato il blocco che le autorità cinesi da anni impongono a Internet. Malgrado il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici avesse assicurato assoluta libertà ai media durante l'evento sportivo, il ministro della tecnologia, Wan Gan, ha dichiarato che l'accesso ad Internet resterà limitato «per salvaguardare i giovani, come succede in tutti i Paesi».
Del resto stiamo parlando dello stesso governo che, in seguito alle feroci repressioni attuate contro i monaci tibetani manifestanti per la loro indipendenza (almeno religiosa, come chiede il Dalai Lama), ha dato il via ad una guerra mediatica senza quartiere per contrastare la cattiva pubblicità che riceveva dalle manifestazioni anti-Cina susseguitesi lungo il percorso della torcia olimpica. Il Dipartimento della propaganda ha inviato una circolare a editori di giornali e televisioni di Stato per spingerli a mettere in atto una «feroce guerra mediatica contro la manipolata stampa occidentale».
Così ci è toccato leggere dei tibetani che «umiliano lo spirito olimpico», e coloro che cercano di ostacolare la corsa della torcia erano definite «persone blasfeme, che si oppongono ai popoli del mondo amanti della pace». Per i giornali cinesi i responsabili di tutte le manifestazioni non erano altro che «una manciata di tibetani, che contro tutto e contro tutti cercano di pubblicizzare l’idea dell’indipendenza del Tibet, facendo uno sforzo inutile, stupido, e che produrrà il contrario di ciò che desiderano». Ed appaiate ad articoli sulle cose positive prodotte dalla Cina in Tibet (sviluppo economico, piena libertà religiosa, progresso…) erano collocate delle serie di fotografie con didascalie entusiastiche di tibetani felici e contenti. Guardacaso, però, la Cina ad oggi non permette visite indipendenti di giornalisti, diplomatici, organizzazioni internazionali in Tibet e nelle regioni dove sono scoppiate le rivolte nei mesi scorsi.
Così nessuno (o pochi) potrà sapere che in Tibet sono attivi almeno 24 campi Laogai dove i Tibetani vengono detenuti, costretti al lavoro forzato e spesso uccisi. Il termine Laogai è l’acronimo cinese di Laodong Gaizao Dui, che significa letteralmente «riforma attraverso il lavoro». Questi campi di concentramento, spesso mascherati come fabbriche o impresa commerciale, furono istituiti nel 1950 da Mao Zedong, il quale sosteneva che era necessario rinchiudere gli oppositori al fine di lavare loro il cervello e trovare forza lavoro a costo zero. Ufficialmente oggi vi sono in tutto il territorio della Repubblica Popolare Cinese oltre mille Laogai.
In Europa fingiamo di non saperlo, ma un terzo del tè cinese, la gran parte delle suole di gomma, delle luminarie di Natale ed altri milioni di manufatti vengono prodotti da migliaia di schiavi di Stato. E noi paghiamo la loro schiavitù. E come non accennare alla vergognosa tratta degli organi che vengono estirpati dai corpi dei condannati a morte nei campi di lavoro? Si tratta di un orrendo mercato, legale secondo le leggi cinesi, che di anno in anno vede aumentare le condanne a morte in base all’aumento delle richieste di organi da trapiantare che provengono non solo da chi in Cina può permettersi l’operazione di trapianto, ma anche dall’estero. Ad oggi si stima che il numero dei condannati a morte si aggiri tra gli 8.000 e i 10.000 all’anno, ed il business correlato al mercato degli organi viene valutato intorno ai 770 milioni di Euro. Il mercato degli organi è talmente florido che i dirigenti cinesi stanno cambiando anche le modalità di esecuzione capitale: mediante una particolare iniezione letale, si evita di compromettere alcun organo. Nel 2006 le stesse autorità cinesi hanno riconosciuto che il 95 per cento degli organi utilizzati per i 13mila trapianti di quell’anno arrivavano dalle esecuzioni capitali.
Ma la Cina è molto altro: un Paese dove l’inquinamento nelle città è a livelli decine di volte superiori alla media occidentale, tanto è vero che qualche atleta ha chiesto di spostare persino alcune competizioni dei giochi olimpici lontano da Pechino. La Cina è il Paese che lo scorso anno ha aumentato le spese militari del 20% senza che nessun governo occidentale abbia minacciato un embargo o una qualche misura di protesta.
La Cina è il paese della legge sul controllo delle nascite. Una legge che è il simbolo dell’aberrazione perché toglie a donne e famiglie il diritto naturale alla procreazione. In Cina per mettere al mondo un bimbo bisogna ottenere il permesso dello Stato, e quel diritto si esaurisce dopo il primo figlio. Per imporre questo sistema, lo Stato spinge all’aborto milioni di donne, ne condanna altrettante alla sterilizzazione e nega il diritto alla vita a milioni di bambini. Non credo esista nulla di simile sulla faccia della terra. Però, alle coppie che hanno perso un figlio nella regione del Sichuan gravemente colpita dal terremoto, il Governo ha permesso una deroga alla legge del figlio unico: che esempio di lodevole umanità!
Concludendo, credo sia inutile parlare ora di “boicottaggio” delle Olimpiadi. I Giochi Olimpici, da sempre simbolo di pace e solidarietà fra gli uomini, semplicemente non avrebbero dovuto essere assegnati alla Cina. Ora è troppo tardi per recriminare. Sono stati gli interessi finanziari delle multinazionali e del regime comunista cinese a permettere questo paradosso. Il regime cinese non ha mantenuto nessuna delle promesse fatte a riguardo del miglioramento dei diritti umani nel Paese: i Laogai, le migliaia di esecuzioni capitali con relative vendite degli organi umani, le centinaia di migliaia di aborti forzati e sterilizzazioni, la persecuzione di tutte le chiese e dei dissidenti sono alcune delle violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime comunista cinese e di cui i mass media parlano ancora troppo poco, forse per non disturbare i tanti interessi commerciali che legano la Cina con l’occidente.
Purtroppo, e non è una novità, viviamo in un mondo dove gli interessi finanziari ed economici sono predominanti sul valore della vita umana. Spero soltanto che gli atleti mettano in atto una silenziosa forma di protesta, che mi auguro sia utile affinché non cali il silenzio sulle atrocità che quotidianamente affliggono il popolo cinese: chi vince una medaglia, sul podio si rifiuti di mettersela al collo.
Mestre, 8 giugno 2008 - TIBET: in marcia verso la libertà – cinquanta anni di occupazione cinese
A Palazzo Candiani in piazza Candiani, il Comitato Venezia per il Tibet, l'Associazione Italia Tibet e il Centro Studi Maitreya, presentano: TIBET: in marcia verso la libertà – cinquanta anni di occupazione cinese
Programma: ore 9.30: Benvenuto - Luigi Barbieri – Centro Pace del Comune di Venezia….. ore 9.45: Luana Zanella – Assessora alla Cultura Comune di Venezia ore 10.00: Tenzin Sangpo (Segr.Comunità Tibetana in Italia) - una testimonianza ore 10.30: Manfredi Manera (giornalista) - marzo 2008 la marcia verso il Tibet ore 11.00: Proiezione del film Il mio Tibet di Pietro Verni ore 11.30: Gunther Cologna (Presidente Ass.ne Italia Tibet) ore 12.00: Centro Studi Maitreya ore 12.30/ 13.00: Dibattito e discussione
Saranno raccolte firme di adesione alla richiesta al Sindaco di Venezia per il conferimento della cittadinanza onoraria al Dalai Lama
Bologna, 07 Giugno 2008 - programma “D’estate i sogni festival 2008”
al Teatro del Navile in Via Marescalchi 2/b, alle ore 21,00 apertura ufficiale della quinta edizione del programma con l’anteprima assoluta del film documentario di Karma Chukey e Piero Verni “In Marcia verso il Tibet”. Saranno presenti Piero Verni giornalista e scrittore oltre che coautore del film, Alfredo Caruso Belli che leggerà un breve testo poetico del Dalai Lama, Giovanni Vuono organizzatore della serata per conto di giotibet.com e un rappresentante della Comunità Tibetana in Italia.
Campo San Tomà (Scoletta dei Calegheri), 7 giugno 2008 - TIBET: in marcia verso la libertà – cinquanta anni di occupazione cinese
il Comitato Venezia per il Tibet, l'Associazione Italia Tibet e il Centro Studi Maitreya, presentano: TIBET: in marcia verso la libertà – cinquanta anni di occupazione cinese
Programma: ore 10.00: Benvenuto ore 10.15: Manfredi Manera (giornalista) - Marzo 2008: la marcia verso il Tibet ore 10.45:Tenzin Sangpo (Segretario Comunità Tibetana in Italia) ore 11.00: Proiezione di un filmato documentario sul Tibet e sulla marcia di ritorno in Tibet ore 11.40/12.30: Discussione ore 15.00: Centro Studi Maitreya . ore 15.45: On. Sen. Marco Perduca ore 16.30: Proiezione del film "Il mio Tibet" di Pietro Verni ore 17.00: Gunther Cologna - Presidente Ass.ne Italia Tibet ore 17.30:Proiezione di "Tibet undercover" ore 18.00/18.30: Dibattito
Saranno raccolte firme di adesione alla richiesta al Sindaco di Venezia per il conferimento della cittadinanza onoraria di Venezia al Dalai Lama
Roma, 7 giugno 2008 - Dibattito sulla mostra fotografica di Paola Gareri "Gente di Dharamsala"
Interventi di Geshe Gedun Tharchin, Dechen Dolkar, Stefano Pratesi, Marialaura Polichetti, Maria Vittoria Cattania
Roma, 06 giugno 2008 - I murales dei ragazzi della Scuola media Manin La Repubblica
Macchine volanti, figure alla Matisse, monaci tibetani in protesta. Ecco i dipinti sui muri nell'istituto Daniele Manin, all'Esquilino. Autori gli alunni, che hanno partecipato al progetto "Roma Magistra Artis", promosso dall'ufficio del Decoro urbano del Comune
Bologna, 04 giugno/09 luglio - D'estate i Sogni Festival inizia dal Tibet Teatro.org
Dal 4 giugno al 9 luglio continua la programmazione del Teatro del Navile di Bologna con D’estate i Sogni Festival, un rinnovato appuntamento con la cultura, il teatro, la poesia e la musica.
Ad aprire ufficialmente il Festival una anteprima assoluta di grande rilievo e attualità, la proiezione del film documentario “In marcia verso il Tibet” di Karma Chukey e Piero Verni, una eccezionale documentazione con interviste sulla marcia iniziata il 10 marzo in India.
Si tratta di un evento straordinario organizzato in accordo con gli autori. Saranno presenti Piero Verni, Giovanni Vuono, Alfredo Caruso, e un dirigente della comunità tibetana in italia, personalità del mondo della cultura. Organizzazione e promozione Giovanni Vuono.
D’estate i sogni, il festival estivo del Teatro del Navile, giunto alla quinta edizione, propone undici eventi pensati per l’estate bolognese e proposti per animare il centro storico, e in particolare per vivere e frequentare un caratteristico angolo di Bologna situato a pochi passi da Piazza Maggiore, nella zona pedonale tra via D’Azeglio e Piazza Galileo ... (omissis) Roma, 05 giugno/13 luglio 2008 - Mostra Fotografica "Gente di Dharamsala", di Paola Gareri
le foto di Paola Gareri esposte alla libreria Feltrinelli
Venezia, 31 maggio 2008 - richiesta trasversale di cittadinanza al Dalai Lama AGI
Da AN ai No-Global, varie associazioni culturali come Italia-Tibet, Sale-Docks, Venetian Multiversal Academy e il Centro studi Maytreya, ma anche il Centro Pace del Comune di Venezia: una compagine veramente insolita e trasversale per chiedere al sindaco Massimo Cacciari il conferimento della cittadinanza onoraria al Dalai Lama.
"Dopo Gandhi, nessuno più del Dalai Lama incarna gli ideali di pace e di azione politica non-violenta, afferma il giornalista Manfredi Manera, che in marzo ha realizzato reportage per l'Unità e "Diario" sugli ultimi eventi tibetani. Nei prossimi dieci giorni Venezia e Mestre saranno sede di una serie di eventi che culmineranno il 9 giugno con la visita del presidente del parlamento tibetano in esilio, Karma Choepel".
Manera, affiancato dal leader No-Global Tommaso Cacciari (nipote del sindaco, ndr) inaugurerà domani alle 18 ai Magazzini del Sale alle Zattere la mostra fotografica 'Marcia per il Tibet 2008'.
Sarà anche presentata l'Alleanza Venezia-Tibet denominata "Il Leone del mare incontra il Leone delle nevi" e verranno raccolte adesioni di volontari per partecipare all'ultima parte della marcia di ritorno dei tibetani in esilio verso il Tibet.
"Venezia, porta dell'Oriente, ha anche dei legami storici antichi con il Tibet: una delle poche testimonianze della presenza di Marco Polo alla corte dell'imperatore mongolo è infatti del grande Lama tibetano Phagpa, consigliere spirituale di Kublai Khan", sottolinenea lo storico Pietro Bortoluzzi, esponente veneziano di AN. "La terribile situazione che stanno vivendo oggi i tibetani merita la massima attenzione e un gesto simbolico come la concessione al Dalai Lama della cittadinanza onoraria veneziana potrebbe rivelarsi molto importante, anche alla luce dei frequenti rapporti intercorsi recentemente fra l'amministrazione comunale veneziana e la Cina".
Roma, 28 maggio 2008 - Aref partecipa a INTERMUNDIA con tre eventi per il Tibet
Le attività in programma sono state realizzate nell'ambito dell'iniziativa del Comune di Roma Intermundia, che si è tenuta, come tutti gli anni a piazza Vittorio.
La partecipazione dell'Aref, a favore del Tibet, è stata articolata in tre interventi:
Per il Tibet: "coloriamo un sogno" Mostra fotografica: "bambini lontani dal Tibet" Performance musicale di Oscar Bonelli L'Aref ha partecipato all'iniziativa nell'ambito del Tavolo di Lavoro 3 (Intercultura, Formazione, Educazione allo Sviluppo) del Comitato Cittadino per la Cooperazione decentrata del Comune di Roma. Il Comitato è un Organismo istituito dal Comune di Roma, con una triplice funzione: informativa e di coordinamento, consultiva, propositiva. E' organizzato in sessioni tematiche denominate “Tavoli di Lavoro”.
Il Comitato rappresenta una sede di confronto e consultazione tra l’Amministrazione comunale e i partner sociali attivi nel settore della solidarietà internazionale e cooperazione allo sviluppo al fine di promuovere, coordinare, valutare e programmare le iniziative in ambito cittadino nel suddetto settore. Le sue risoluzioni hanno valore di raccomandazione per l’Amministrazione Comunale.
Il Tavolo di Lavoro 3 è uno spazio permanente di elaborazione e confronto sugli aspetti che riguardano l’educazione, la sensibilizzazione e la formazione continua. Ad esso aderiscono 26 Associazioni, tra cui l'AREF.
Come noto Intermundiaè il programma diinterventi ed iniziativeche mettono in atto politiche per l'educazione interculturale insieme alle scuole, ad altre istituzioni, alle Università, alle tante Associazioni e ONG che si occupano dei temi suddetti.
L'Aref, nell'ambito delle iniziative promosse dal Tavolo di Lavoro 3, ha partecipato all'evento Intermundia, in particolare nella giornata del 28 maggio 2008, presentando le proprie attività e iniziative volte principalmente alla conoscenza, al dialogo e all’integrazione fra culture diverse nel riconoscimento e rispetto delle differenze, con particolare riferimento alla cultura del Tibet. Per favorire e sottolineare l'esigenza e la legittimità di una cultura di pace.
lo stand assegnato al tavolo di lavoro 3 (foto by V.Manolio)
Gli eventi della giornata si sono articiolati in tre momenti interconnessi e successivi:
Per il Tibet: "coloriamo un sogno"
I bambini delle scuole romane presenti nella matinata hanno realizzato, all'aperto di fronte allo stand, con colori e pennelli, una grande bandiera del Tibet, come segno di partecipazione e di solidarietà per gli abitanti del paese delle nevi.
Roma, 28 maggio 2008 - Aref partecipa a INTERMUNDIA con tre eventi per il Tibet
Le attività in programma sono state realizzate nell'ambito dell'iniziativa del Comune di Roma Intermundia, che si è tenuta, come tutti gli anni a piazza Vittorio.
La partecipazione dell'Aref, a favore del Tibet, è stata articolata in tre interventi:
Per il Tibet: "coloriamo un sogno" Mostra fotografica: "bambini lontani dal Tibet" Performance musicale di Oscar Bonelli L'Aref ha partecipato all'iniziativa nell'ambito del Tavolo di Lavoro 3 (Intercultura, Formazione, Educazione allo Sviluppo) del Comitato Cittadino per la Cooperazione decentrata del Comune di Roma. Il Comitato è un Organismo istituito dal Comune di Roma, con una triplice funzione: informativa e di coordinamento, consultiva, propositiva. E' organizzato in sessioni tematiche denominate “Tavoli di Lavoro”.
Il Comitato rappresenta una sede di confronto e consultazione tra l’Amministrazione comunale e i partner sociali attivi nel settore della solidarietà internazionale e cooperazione allo sviluppo al fine di promuovere, coordinare, valutare e programmare le iniziative in ambito cittadino nel suddetto settore. Le sue risoluzioni hanno valore di raccomandazione per l’Amministrazione Comunale.
Il Tavolo di Lavoro 3 è uno spazio permanente di elaborazione e confronto sugli aspetti che riguardano l’educazione, la sensibilizzazione e la formazione continua. Ad esso aderiscono 26 Associazioni, tra cui l'AREF.
Come noto Intermundiaè il programma diinterventi ed iniziativeche mettono in atto politiche per l'educazione interculturale insieme alle scuole, ad altre istituzioni, alle Università, alle tante Associazioni e ONG che si occupano dei temi suddetti.
L'Aref, nell'ambito delle iniziative promosse dal Tavolo di Lavoro 3, ha partecipato all'evento Intermundia, in particolare nella giornata del 28 maggio 2008, presentando le proprie attività e iniziative volte principalmente alla conoscenza, al dialogo e all’integrazione fra culture diverse nel riconoscimento e rispetto delle differenze, con particolare riferimento alla cultura del Tibet. Per favorire e sottolineare l'esigenza e la legittimità di una cultura di pace.
lo stand assegnato al tavolo di lavoro 3 (foto by V.Manolio)
Gli eventi della giornata si sono articiolati in tre momenti interconnessi e successivi:
Per il Tibet: "coloriamo un sogno"
I bambini delle scuole romane presenti nella matinata hanno realizzato, all'aperto di fronte allo stand, con colori e pennelli, una grande bandiera del Tibet, come segno di partecipazione e di solidarietà per gli abitanti del paese delle nevi.
bambini della prima classe all'inizio del lavoro (foto by S.Mosticoni)
I bambini sono stati aiutati nel loro impegno, dagli animatori e dai volontari dell'Aref, sia nel realizzare i dettagli più complessi, sia nel comprendere il significato dell'evento, oltre che la simbologia delle immagini della bandiera.
la spiegazione deel significato e dei simboli della bandiera (foto by S.Mosticoni)
All'opera hanno partecipato anche molti visitatori adulti e componenti di diverse Associazioni e culture, i quali hanno voluto - simbolicamente - lasciare la loro "traccia colorata", come segno di solidarietà al significato etico del progetto.
adulti al lavoro (foto by S.Mosticoni)
Tra gli adulti, molte persone curiose, molti stranieri e anche alcuni giovani, residenti nel quartiere Esquilino ... I quali, con la loro presenza, ci hanno aiutato a diffondere il nostro principale messaggio: che si apprende solo dalle differenze, che la diversità - se non ci spaventa - arricchisce la nostra mente. E che è sempre il tempo opportuno per diffondere una cultura della solidarietà e della pace.
anche "noi" di Aref, simbolicamente, abbiamo voluto lasciare un segno ... (foto by S.Mosticoni)
un gruppo di bambini al lavoro, di fronte al modello della bandiera del Tibet (foto by V.Manolio)
dettagli del lavoro (foto by V.Manolio)
dettagli del lavoro (foto by V.Manolio)
dettagli del lavoro (foto by V.Manolio)
un gruppo di bambini al lavoro (foto by V.Manolio)
la bandiera completata, fedele al modello originale ... (foto by V.Manolio)
Mostra fotografica: "bambini lontani dal Tibet"
E' stata allestita, contemporaneamente, una mostra fotografica e multimediale, ricca di immagini di bambini che vivono in terra d'esilio, lontani dal proprio paese ... Nei loro sorrisi - commoventi come quelli di tutti i bambini del mondo - una sfumata tristezza. Come se non fosse possibile sanare mai, fino in fondo, la perdita delle radici. Il che deve tenere sveglia, senza alcuna esitazione, la nostra coscienza e la tenacia del nostro impegno. Non solo perché si trovi - presto - una soluzione agli esiti iniqui del passato, ma soprattutto perché si impedisca al passato di dettare il loro - e il nostro - futuro.
la mostra è stata molto apprezzata dai numerosi visitatori i cui commenti sono stati la migliore testimonianza della condivisione di questo importante messaggio.
Vittoria Manolio, Rossella Celmi e Marilia Bellaterra nello stand della mostra (foto by V.Manolio)
la mostra è stata visitata da adulti ... (foto by V.Manolio)
... ma anche da bambini (foto by V.Manolio)
... coinvolti nell'idea di un Tibet dove i diritti umani possano trovare la loro realizzazione (foto by V.Manolio)
Performance musicale di Oscar Bonelli
La giornata si è conclusa con una performance musicale - molto coinvolgente - di Oscar Bonelli, che si è tenuta - di fronte alla bandiera del Tibet disegnata in precedenza da parte dei bambini - in uno spazio all'aperto, appositamente allestito per ricreare, oltre ai suoni, i colori e l'atmosfera del paese delle nevi.
Gli spettatori, adulti e bambini, hanno partecipato numerosi all'evento che si è protratto molto più a lungo di quanto previsto in programma. Oscar Bonelli, bravissimo come sua consuetudine, è riuscito a rendere "riservato" anche uno spazio rumoroso e pubblico, costruendo - con la sua voce, con i fiati e con le percussioni - un'atmosfera magica e assorbente.
Oscar Bonelli all'inizio della sua performance (foto by V.Manolio)
due bambini in ascolto, assorti, accanto alla "loro" bandiera e all'immagine di un piccolo amico lontano (foto by V.Manolio)
Oscar Bonelli nel corso della sua performance (foto by V.Manolio)
Oscar Bonelli, Vittoria Manolio, Marilia Bellaterra, Francesco Codispoti (foto by V.Manolio)
Il nostro ringraziamento va a tutte le persone che hanno partecipato a questo importante evento, con curiosità, entusiasmo e rispetto.
Innanzi tutto un grazie ai bambini e alla cittadinanza. Che ci hanno dato una motivazione aggiuntiva a continuare nella direzione del nostro impegno.
Poi un grazie a tutti coloro che - a titolo personale o istituzionale - hanno reso possibile la preparazione e la realizzazione dell'evento, nelle inevitabili difficoltà "contestuali" che si sono incontrate. ll loro contributo è stato determinante, sia prima, che durante, che al termine dell'evento stesso. Sarebbe impossibile fare una graduatoria di importanza delle risorse profuse, da quelle operative e pratiche, a quelle organizzative, progettuali o di concetto. Ciascuna azione è stata determinante perchè senza l'impegno, davvero generoso, di tutti, questo evento non si sarebbe potuto realizzare. E avere il successo che ha avuto.
Ecco dunque, solo in ordine alfabetico, i nomi di queste persone, solidali e appassionate a cui va - a nome del popolo del Tibet - il nostro grazie di cuore:
Rossella Celmi, Francesco Codispoti, Sergio Falcone, Ambra Fedri, Martina Leonardi, Vittoria Manolio, Maddalena Miliano, Stefano Mosticoni, Mirella Onorato, Federica Ottaviani, Natalia Piccon, Giuseppe Silveri, Giovanni Vuono.
Un grazie, infine, alle istituzioni: La Gabbianella, in particolare nella persona di Lia Mele, Laura Marini e Mariella Bucalossi, presenti all'evento; il Comitato Cittadino; il Tavolo 3, in particolare nella persona di Oga Iazzarelli che ha guidato il progetto, oltre a sostenere lo sforzo di coordinare la partecipazione delle Associazioni, afferenti al tavolo, nel loro alternarsi all'interno dello stand.
Un solo - grande - rammarico.
Intermundia è, come noto, per la città di Roma un'occasione davvero speciale perchè possa esserci uno spazio di condivisione e confronto in cui le differenze - tra le razze, le culture, i popoli e le tradizioni - possano essere occasione di incontro e non di esculsione. Per i bambini, come investimento per il loro futuro e per gli adulti, come occasione di riflessione e di impegno attivo.
Quest'anno, come è noto, i tempi "assegnati" all'intero evento sono stati drasticamente ridotti. Lasciando un po' tutti senza fiato, con l'onere per gli stessi organizzatori di cambiamenti dell'ultimo istante. E, legittimamente ci domandiamo se il prossimo anno Intermundia potrà esserci ancora ...
Riteniamo che si sia trattato di una scelta politica molto grave. Una scelta, subita per forza, che lascia quesiti aperti e che suscita, da parte nostra, un fermo dissenso. Soprattutto in vista di eventi quotidiani che ci obbligano a ragionare in termini di tolleranza e di apertura. Sempre che non si vogliano condividere pregiudizi, emarginazione e pensieri razziali. E sempre che non si voglia sposare una logica antica, di triste memoria, dove i più forti (o i più numerosi) si ergono a giudici/giustizieri di chi ha meno consistenza o meno potere.
Guarda il VIDEO dell'evento
8 maggio 2008 - "Grazie Cuneo per l'aiuto al Tibet" La Stampa di Cuneo, by Amedea Franco (per cortese segnalazione dell'On. Sergio Rovasio, segretario Generale del Gruppo Parlamentare della Rosa nel Pugno alla Camera dei Deputati)
All'incontro fra i vari ospiti c'erano il vicesindaco di Cuneo, Giancarlo Boselli e il presidente della Provincia Raffaele Costa. «La città abbraccia Jetsun Pema e il suo popolo. La storia di Cuneo è radicata nella democrazia e nella libertà» ha detto Boselli. Costa: «Un'iniziativa utile per l'autonomia, l'indipendenza, l'affermazione dei diritti umani». A loro Tempa Tsering a fine incontro ha donato la khata, sciarpa di seta bianca simbolo del cerimoniale del buddismo tibetano. "E'una grande gioia essere qui. Grazie per la vostra sintonia al problema Tibet». Così ieri Jetsun Pema, sorella del Dalai Lama, all'incontro «Tibet: se non ora, quando?» organizzato dall'Associazione Adelaide Aglietta nella sala Giolitti della Provincia, rivelatasi troppo piccola per ospitare il numeroso pubblico. Adagiata sul tavolo ovale, la bandiera tibetana. Jetsun Pema che è responsabile del sistema educativo che i tibetani hanno organizzato nella diaspora nonché presidente del Tibetan Children's Village, era accompagnata dal marito Tempa Tsering, parlamentare tibetano in esilio.
«Oggi abbiamo l'onore di ascoltare i testimoni di un popolo che ha deciso di rispondere a Pechino e ha reagito con la non violenza - ha esordito Bruno Mellano, ex parlamentare, da sempre impegnato in iniziative a favore dei diritti umani dei popoli oppressi, e soprattutto per la libertà di quello tibetano -. Il Tibet muore perché non siamo in grado di far rispettare i diritti umani. Il titolo scelto per questo incontro è significativo. Mancano 90 giorni alle Olimpiadi di Pechino, questa è l'occasione per aprire un dialogo e convincere i cinesi a sedersi attorno a un tavolo per trovare un percorso e vivere con "compassione", come dice lo stesso Dalai Lama, le sfide di oggi. Non sono riuscito in passato a convincere Romano Prodi a ricevere il Dalai Lama e ora ho saputo che anche il neo ministro agli esteri Franco Frattini ha detto "no"».
«Condivido lo slogan "Se non ora, quando?", mi piace molto - ha detto Jetsun Pema -. La popolazione tibetana vive un periodo triste, difficile, ma è incoraggiante che quanto accaduto in marzo il mondo l'abbia potuto seguire in tv. Dopo 49 anni si conosce finalmente la nostra situazione. I cinesi non sono venuti a liberarci, come sostengono, altrimenti non ci sarebbero state le proteste. Abbiamo bisogno che l'attenzione sia mantenuta alta prima che accada il peggio. Il nostro problema è anche quello di altre minoranze in Cina, oppresse come noi». E a chi le chiede perché l'Italia «appoggi la causa del Tibet e poi faccia guerra agli extracomunitari e ai nomadi» e perché «l'Italia predichi la pace e poi venda armi», Jetsun Pema risponde: «Io non conosco la situazione politica italiana. Mi occupo di bambini».
«Quando la Cina ha invaso il Tibet, la convivenza è stata impossibile - ha spiegato Tempa Tsering -. Nel '59 il Dalai Lama è fuggito in India. Nel '79 sembrava aprirsi uno spiraglio con il cambiamento di governo: i tibetani non chiedevano indipendenza, ma autonomia dalla Cina che però non ha rispettato la proposta. Dal 2006 la situazione è peggiorata. Ci preoccupiamo per la sparizione di animali e piante: e del Tibet che scompare? I cinesi sono arrivati a pretendere che i tibetani riconoscano nel Dalai Lama la causa di tutto quello che sta accadendo. I monaci si sono rifiutati. Alcuni sono stati arrestati. Quando sono tornati liberi avevano braccia e gambe spezzate. E ancora. Una ragazzina che protestava davanti al Municipio è stata arrestata. Torturata per due settimane. Quando l'hanno liberata nessun ospedale l'ha voluta curare. E' morta. Per lei negato anche il funerale. Il Dalai Lama sostiene che l'unica soluzione è il dialogo. Dobbiamo dunque cercare il dialogo».
Una ragazza tra il pubblico domanda a Jetsun Pema: «Come possiamo aiutarvi?»: «Siate i portavoce della causa tibetana presso le vostre istituzioni. Scrivete lettere all'Ambasciata cinese in Italia, scrivete al governo cinese. Grazie».
Cuneo, 17 maggio 2008 - Grande folla accoglie la sorella del dalai Lama Radicali.it
Una grande folla ha accolto questo pomeriggio a Cuneo Jetsun Pema (sorella del Dalai Lama – Tibetan Children’s Villages) e Tempa Tsering (rappresentante del governo tibetano in esilio).
I due esponenti tibetani erano accompagnati da Bruno Mellano (esponente del Partito Radicale transnazionale, già coordinatore dell’Integruppo parlamentare Tibet) e da Rosanna Degiovanni (giunta segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta).
Al dibattito, tenutosi nella sede della Provincia di Cuneo, hanno presenziato anche Raffaele Costa (presidente Provincia di Cuneo), Elio Rostagno (consigliere regionale PD) e il vicesindaco di Cuneo Boselli.
Nel suo intervento, Tempa Tsering ha rivolto un accorato appello ai cittadini affinché utilizzino subito tutti gli strumenti nonviolenti in loro possesso per non lasciare solo il Dalai Lama nella sua richiesta, ormai trentennale, di uno status di autonomia per il Tibet all’interno dei confini cinesi.
Tali strumenti – ha precisato il ministro tibetano – sono le petizioni, sono le bandiere tibetane appese alle finestre e ai balconi, ma sono pure gli appelli al nuovo governo italiano, affinché non receda dal richiedere al regime cinese di migliorare la situazione dei diritti umani (un arretramento, quello di Palazzo Chigi, insito nelle prime dichiarazioni del ministro degli Esteri, Franco Frattini).
Terni, 17 maggio 2008 - Radicali: si convochi una marcia straordinaria Perugia-Assisi per l'autonomia del Tibet e la democrazia in Cina in apertura delle Olimpiadi Radicali.it "Una marcia straordinaria Perugia - Assisi per l'autonomia del Tibet e la democrazia in Cina in concomitanza con l'inaugurazione dei Giochi Olimpici di Pechino con la partecipazione dei Permi Nobel per la Pace, del Dalai Lama ed esponenti del Governo Tibetano in esilio, organizzazioni non governative e religiose".
E' la proposta che da due mesi radicali hanno rivolto agli enti locali umbri, alle istituzioni civili e religiose della Regione, ai partiti di entrambi gli schieramenti, ai sindacati, alle associazioni.
Finora c'e' stato solo silenzio. Per rilanciare questa proposta, che ha gia' riscosso consensi e adesioni a livello nazionale, I radicali hanno tenuto una conferenza stampa all'hotel Michelangelo di Terni dove sono intervenuti Matteo Mecacci, Deputato Radicale eletto nelle liste del Partito Democratico, Francesco Pullia della Direzione di Radicali Italiani, Tommaso Ciacca, del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e della direzione dell'associazione Luca Coscioni.
In quest'occasione Matteo Mecacci, Deputato Radicale, ha dichiarato:" Chiediamo pubblicamente agli organizzatori della Marcia Perugia-Assisi di rendersi disponibili ad organizzare con noi un appuntamento straordinario in occasione dell'apertura dei Giochi Olimpici a Pechino il prossimo 8 agosto.
Mentre a Pechino ci sara' la Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici in presenza di Capi di Governo e dignitari da tutto il mondo, occorre convocare ad Assisi un appuntamento straordinario internazionale per non dimenticare il popolo tibetano e per la democrazia in Cina. L'assenza del movimento per la pace sulla questione tibetana richia di essere il retaggio di un'impostazione ideologica di vecchio stampo che va superata. Da nonviolenti continueremo a chiedere una risposta a questa proposta, ma anche per aprire un confronto, nell'ambito del Satyagraha Mondiale per la Pace avviato da Marco Pannella, con tutte le forze organizzate del pacifismo italiano ed internazionale su come la nonviolenza puo' concretamente promuovere la pace e la liberta' in Cina".
Torino, 12 maggio 2008 - sul Tibet è sceso un po' il silenzio ... AGI “Dopo marzo, quando del Tibet si e’ parlato moltissimo, sembra essere sceso un po’ il silenzio sulle vicende di quel Paese.
Il fatto che il Dalai Lama non sarà ricevuto in Germania ne’ dal cancelliere Angela Merkel, ne’ dal presidente Koehler è un brutto segno”. A sostenerlo, oggi, a Torino, nel corso di una conferenza stampa gli esponenti dell’Associazione di Comuni, Province e regioni per il Tibet, alla quale hanno aderito oltre 150 enti locali italiani.
Nell’incontro Maria Cristina Spinosa e Giampiero Leo, referenti dell’Associazione, hanno presentato il convegno, in programma il prossimo 16 maggio, a Torino, “Pechino 2008: Olimpiadi e diritti umani” a cui interverranno Jetsun Pema, sorella del Dalai Lama e Tempa Tsering, rappresentante del governo tibetano in esilio. “Sara’ l’occasione - ha detto Mariacristina Spinosa - per riportare l’attenzione sul Tibet. Il nostro obiettivo è continuare a parlare di Tibet come Paese emblema dei diritti negati”.
Spinosa e Leo hanno, inoltre, annunciato un convegno organizzato dall’Associazione il prossimo 20 giugno a Roma, “una data simbolo - hanno spiegato - perchè proprio quel giorno la Torcia Olimpica passerà a Lhasa”. Nel corso del convegno sarà presentata una “Petizione per il Tibet”, indirizzata al Governo Italiano, alla Ue, all’Onu, al Governo della Repubblica Popolare Cinese ed al Cio, nella quale si chiede che “il Governo italiano si faccia portavoce presso le Nazioni Unite e presso la comunità internazionale delle richieste del Comitato di Solidarietà Tibetana” e che “il Governo italiano diserti la cerimonia di inaugurazione dei prossimi Giochi Olimpici qualora le autorità cinesi non riprendano prontamente il dialogo con il Dalai Lama, in linea con la risoluzione comune sul Tibet approvata a larga maggioranza dal Parlamento europeo lo scorso 10 aprile”. Firenze, 12 Maggio - programma "La solitudine del Tibet"
A Firenze presso la Sala Affreschi del Consiglio Regionale della Toscana in Via Cavour 4, si svolgerà il programma “La solitudine del Tibet - Il travaglio di un popolo e la responsabilità della Comunità Internazionale”. Interventi di R. Nencini, presidente del Consiglio Regione Toscana, C. Cardelli vice presidente Italia-Tibet, P. De Pirro di Amnesty International Italia, Tenzin Thupten, presidente della Comunità Tibetana in Italia, Santu Lama Jimpa, consulente gruppo Interparlamentare per il Tibet. Introdurrà S. Accardi, consigliere regionale e presidente di “Testimonianze”. Il programma prevede anche la proiezione del video di Cardelli “La conquista del West”, letture di Fosco Maraini e interventi musicali dedicati al Tibet.
Ieri la Fiaccola Olimpica è transitata in vetta all'Everest senza contestazioni, ma 113 montagne del mondo - un'ottantina in Italia - saranno teatro la prossima Domenica di una protesta d'alta quota a sostegno della Causa Tibetana: alle ore 13:00 in punto fumogeni rossi, il colore della vergogna di chi infrange il cuore delle montagne e lo stesso colore delle tonache dei monaci tibetani, accenderanno le vette più famose.
Si tratta del progetto dell'alpinista e performer vicentino Alberto Peruffo.Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino (gruppo Peruffo), Monviso, Marmolada, Tre Cime di Lavaredo solo per citarne alcune. Lo stesso avverrà in Nord-America, Ande, Messico, Pirenei e Scandinavia.
Un ulteriore gesto di protesta contro la repressione cinese in Tibet. Una forma di dissenso che coinvolgerà centinaia di alpinisti !
Per coloro che intendono partecipare all'iniziativa potranno vedere nel sito l'elenco delle cime italiane già opzionate da gruppi di escursionisti. In Lombardia e anche per i meno esperti, ci si potrà trovare ai Corni di Canzo, sulla Grignetta o sul Pizzo dei Tre Signori e piantare la bandiera del Tibet offerta dall'Associazione italia Tibet.
Castelnuovo ne’ Monti (RE), 11 maggio 2008 - partita di calcio tra la Nazionale di Calcio Tibetana e una Selezione di Amici e Sostenitori del Tibet
A Castelnuovo ne’ Monti (RE) alle ore 20,30 presso il Centro CONI partita di calcio tra la Nazionale di Calcio Tibetana e una Selezione di Amici e Sostenitori del Tibet. La partita è dedicata all’artista tibetana recentemente arrestata Jamyang Kyi.
Cento (Ferrara), 10-24 maggio 2008 - da Tien An Men a Pechino 2008
Sei incontri di storia e di attualità sul tema dei diritti umani in Cina. Evento organizzato da Amnesty International organizza.
Milano 07 maggio - partita di calcio Padania-Tibet
E' in programma la partita di calcio tra una selezione tibetana e la rappresentativa padana.
Roma, 05 maggio 2008 - Tibet, lotta e compassione sul tetto del mondo: un libro per il dialogo AGI
Lo slogan "Siamo tutti tibetani" lanciato venti giorni fa dal palco di Campo de' Fiori, a Roma, da 'Il Riformista' e Radio Radicale e' diventato un libro.
"Tibet, lotta e compassione sul tetto del mondo", a cura di Emanuele Giordana, direttore dell'agenzia giornalistica Lettera22, con introduzione di Antonio Polito, fondatore e direttore de 'Il Riformista', e' stato presentato a Montecitorio e sarà in edicola mercoledì con il quotidiano arancione.
Un libro, ha voluto puntualizzare Giordana, "che non e' anti-cinese, ma filo-tibetano". Le due cose "non sono in contraddizione", ha spiegato il giornalista, che e' anche conduttore di RadioTreMondo, "serve tenere aperta una finestra sull'identita' dimenticata di questo Paese".
Al tavolo dei relatori c'erano anche il ministro uscente dello Sport, Giovanna Melandri, e il senatore di An, Maurizio Gasparri, che hanno entrambi aderito alla manifestazione romana di meta' marzo che chiedeva al governo di Pechino di "ascoltare la voce del Dalai Lama e riconoscere l'identita' culturale e i diritti civili del popolo tibetano". Appello rinnovato oggi, alla luce del nuovo dialogo intrapreso governo cinese ed emissari del Dalai Lama a Shenzen, in Cina.
Il libretto "che avete tra le mani", avverte nel prologo il curatore, "è un'occasione per non dimenticare la questione del Tibet". E' rivolto a tutti coloro che a partire dall'8 agosto terranno gli occhi incollati alla tv per seguire i Giochi di Pechino 2008. "Guarderete le Olimpiadi come noi guardammo i territori dei pathan pachistani", si legge, "e cioe' nella beata incoscienza propria degli agoni sportivi o delle gite turistiche. Ma questa volta non potrete ignorare che i cinque cerchi dei Giochi nascondono un dramma che, dal 14 marzo del 2008 ha avuto, proprio grazie alle Olimpiadi ma anche per la caparbietà di un popolo, gli onori della cronaca".
Il volumetto contiene una cronistoria di Junko Terao con le tappe che da marzo 2008 hanno fatto riscoprire al mondo che il Tibet esiste e, soprattutto, esistono i tibetani. Roma, 30 aprile - Tibet Today: 5 performance su un tema attuale
L'evento si è svolto presso il teatro Rialto Santambrogio (via di Sant'Ambrogio, 4)
Contemporaneità e attualità si incontrano al Rialto per l'ultimo appuntamento del NUcircus. Il potere comunicativo dell'arte aiuta a riflettere sul delicato tema del Tibet attraverso 5 performance estemporane (pittura, scultura, graffiti e stencil) ed un FotoSlideShow che ne ha documentato, in tempo reale, l'evoluzione. Sono stati invitati, come testimoni e ospiti speciali, l'Associazione Italia Tibet e l'Associazione AREF.
All'evento hanno partecipato centinaia di giovani che hanno mostrato il loro sincero interesse e solidarietà alle tematiche oggetto delle cinque performance.
Di particolare interesse sono apparse le performances di Francesca De Angelis e di Damiano Tullio. Francesca ha predisposto tele multicolori e suggestive, ispirate al tema. Mentre Damiano ha presentato un albero essenziale, con i suoi rami scheletrici dipinti di bianco, affiancato da tre contenitori con i colori della bandiera del Tibet, su cui venivano poste strisce di stoffa con la scritta Tibet libero. Oltre a scolpire su una grande "pietra mani" in ardesia, il mantra Om Mani Peme Hum.
Rimini, 26 aprile - Concerto per il Tibet Scarica qui laLocandina
Castel di Lama (Ascoli Piceno) - Il cantante ufficiale del Dalai Lama: "L'Italia ciaiuti a fermare le violenze" Il Resto del Carlino ''L'Italia ci aiuti. Sia il popolo italiano che le istituzioni, ci aiutino a fermare il genocidio culturale del Tibet e la repressione in atto, facendo pressione sul Governo cinese''. Lo ha detto oggi Lotem Namling, il cantante 'ufficiale' del Dalai Lama, intervenuto a Castel di Lama alla cerimonia di accensione della "Fiaccola della Pace" ospitata in via permanente nella sede municipale locale, e che sarà ospite questa sera alla serata finale del "Festival internazione di Musica per la Preghiera".
Namling, che vive esule in Europa da molti anni, e compone musiche su testi scritti dalla guida spirituale del Tibet, davanti al sindaco della cittadina picena Patrizia Rossini, e a Don Nazzareno Gaspari, responsabile di "Holy Music" ha spiegato che il suo popolo ''sta vivendo ora un momento molto difficile, forse il più duro da 50 anni ad oggi. Il Dalai Lama e tutta la gente tibetana vogliono il dialogo e la pace con il popolo cinese, ma devono subire una repressione culturale e ora anche fisica da parte del Governo di Pechino, che da tempo viola i diritti umani e religiosi fondamentali''.
''Noi non vogliamo fermare le Olimpiadi - ha aggiunto Namling - che sono un momento di pace fra le nazioni, ma ottenere il rispetto dei nostri diritti culturali e storici, e ciò con la collaborazione e la preghiera, non con la violenza''. Per questo il cantante tibetano ha fatto appello all'Italia e a tutta la comunità internazionale affinchè aiuti il Tibet a uscire dalla situazione attuale attraverso il dialogo con le istituzioni cinesi, superando le valutazioni di solo carattere economico ma guardando a tutto il dramma di un intero popolo. "Questa - ha concluso Namling - può essere l'ultima occasione per il Tibet di ottenere la libertà". Campania, 25 aprile 2008 - bandiera tibetana in venti comuni della Campania Metropolis web all'iniziativa ci sono Gragnano, Pomigliano, Ercolano, Sant'Anastasia, SantaIn venti comuni delle cinque provincie campane sarà esposta contemporaneamente la bandiera tibetana il giorno 25 aprile, data che ricorda la liberazione italiana dal nazifascismo e che, più in generale, è monito per la liberazione dei popoli dai regimi illiberali.
E' l'iniziativa "dal forte valore simbolico e a cui hanno aderito molte amministrazioni di diverso segno politico in tutta la Campania" che il consigliere comunale di Napoli del Pd, Emilio Di Marzio, ha deciso di promuovere insieme all'Associazione Radicale Per La Grande Napoli, nel quadro dell'impegno per la liberazione del Tibet dall'oppressione cinese.
Il 25 aprile coincide inoltre - sottolinea Di Marzio - nel caso di specie, con il 19esimo compleanno del Pancen Lama Gedhun Choekyi, seconda carica del buddismo tibetano, sulla cui sorte resta un totale silenzio dal giorno del suo rapimento nel 1995 ad opera del governo cinese. Il consigliere Di Marzio rende noto altresì che domani alle ore 12 in Sala Giunta del Comune di Napoli, si terrà una conferenza stampa di presentazione dell´iniziativa.
Tra i comuni che parteciperanno Maria la Carità, Quarto, Bacoli, Ottaviano, Monte di Procida, Pimonte e Massa Lubrense in provincia di Napoli; Giffoni Valle Piana, Cuccaro Vetere, Castel Nuovo Cilentano, Contursi Terme nel salernitano; Telese Terme e Ponte nel Sannio; Frigento in provincia di Avellino.
Grosseto, 19 aprile 2008 - Solidarietà al Tibet: "scoperta una targa per la difesa dei diritti umani" Maremma News
Solidarietà da parte dell’amministrazione comunale e della città di Grosseto.Questa mattina il sindaco Emilio Bonifazi e l’assessore alla Cooperazione internazionale Simone Ferretti hanno partecipato alla Camminata per la pace organizzata insieme alle associazioni Arcobaleno, Amnesty International e Arci provinciale.
Alla manifestazione hanno partecipato anche il vicepresidente della Comunità tibetana in Italia, Ngawang Tsondue, e Francesco Callea, rappresentante dell’Istituto “Lama Tzong Khapa” di Pomaia.
La manifestazione si è aperta al parco di via Giotto dove è stata scoperta una lastra che testimonia l’impegno della città e dell’istituzione comunale per la difesa dei diritti umani. La targa sostituisce quella originale che era stata posta nel 1989 in occasione di una visita a Grosseto del Dalai Lama Tenzin Gyatso, premio Nobel per la pace, e poi danneggiata. Qui si trova anche un monumento alla pace simboleggiato da un’opera artistica e da un frammento del Muro di Berlino.
“Il Comune esprime sostegno al popolo tibetano e a tutte le minoranze violate nei diritti fondamentali. La targa apposta oggi è un richiamo alla pace – ha detto il sindaco – La repressione e la violenza subite dai monaci buddisti sono un drammatico esempio di mancanza di democrazia e di dialogo. Il Comune oggi porta un messaggio di solidarietà”. Parole confermate dall’assessore Ferretti che ha ricordato la “lotta del popolo tibetano per affermare la propria autonomia condotta in modo non violento e senza conoscere l’uso di armi”.
Dura la denuncia del vicepresidente della Comunità tibetana in Italia, Ngawang Tsondue: “Continuano gli arresti di massa, i prigionieri vengono torturati nei campi di concentramento, i feriti non ricevono assistenza medica, i monasteri sono assediati e l’intero Tibet è militarizzato”. Da qui anche l’invito di Amnesty International a firmare un appello internazionale. La cerimonia, infine, si è chiusa al palazzo comunale con un dibattito, la proiezione del cortometraggio “Perchè il Tibet viva” e una mostra documentaria.
Roma, 19 aprile 2008 - Tibet e Birmania: autodeterminazione e libertà per i popoli oppressi L'evento è organizzato da Roma Indipendent Film Festival e si svolgerà presso il Cinema Nuovo Olimpia, Roma (Via in Lucina, 16/G), a partire dalle ore 19.00
Interventi di: - Cecilia Brighi, sindacalista, autrice del libro “Il pavone e i generali” - Francesco Cabras, cineasta, autore della intervista ad Aung San Suu Kyi - Anna Rita Chierici, responsabile Casa del Tibet Roma - Roberto Dati, esperto di turismo responsabile, Associazione Retour Roma - Gedun Tharchin, lama tibetano, guida spirituale Istituto Lamrim di Roma - Marco Vasta, esperto di Tibet, Associazione Italia-Tibet
Modera: Cristina Nadotti, giornalista “ La Repubblica” Scarica qui laLocandinadell'evento.
Bolzano, 19 aprile 2008 - Conferenza su Tibet, Cina e Birmania
Alle ore 17:00 presso la sala Fronza del teatro Cristallo, in via Dalmazia a Bolzano, si terra una conferenza pubblica organizzata dall' associazione "Tavolarotonda" sul tema: Cina, Tibet e Birmania.
Si parlerà delle esecuzioni capitali, delle Olimpiadi di Pechino e della vendita degli organi nella Cina del terzo millennio. Si parlerà inoltre della lotta del popolo Karen oppresso dal governo militare-narcotrafficante birmano e della rivolta tibetana.
Durante la conferenza sarà presentato un libro e un dvd sui "laogai" (campi di concentramento cinesi)
Interventi di: - Un monaco tibetano protetto dall'ambasciata tibetana italiana. - Toni Brandi - presidente dell'Associazione "Laogai research Foundation Italia" - Gimmi Milanesi - Comunità Solidarista Popoli-Onlus Milano, 19 aprile 2008 - Pace e libertà in Tibet E' indetta una manifestazione pacifica di sostegno alla causa del Tibet, promossa da: Students for a Free Tibet, Associazione Italia Tibet, Nazionale Italiana Cantanti, Centro delle Cluture, La Casa del Tibet. Scarica qui laLocandina.
Durante l'evento sarà letto il messaggio di pace che il Dalai Lama ha rivolto alla Cina e al mondo e verrà esposta una gigantesca bandiera tibetana.
A ogni partecipante verrà offerto un palloncino colorato e chiesto di unirsi alla creazione di un grande simbolo della pace umano con i colori della bandiera del Tibet. Dopo la creazione del simbolo, i palloncini verranno liberati rappresentando simbolicamente la speranza della risoluzione di questo e di tutti i conflitti.
Roma, 18 aprile 2008 - Conferenza "Tibet un popolo in rivolta" L'Associazione Culturale "Camminando" (Ostia - XIII Municipio) è organizzatrice della Conferenza "Tibet un popolo in rivolta", Con il patrocinio dell'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e della Biblioteca Elsa Morante di Ostia.
Relatore: Marilia Bellaterra per l'Associazione Italia Tibet e per l'Associazione AREF.
La Conferenza si è svolta alla presenza di moltissimi partecipanti. I quali hanno mantenuto un clima di attento interesse ai temi trattati, anche attraverso testimonianze dirette e questiti di attiva partecipazione.
Il che sembra sottolineare come il tema sia ben presente nella mente di quanti ne hanno una conoscenza non superficiale e mediatica ma di dettaglio.
Proprio per questo si auspica che l'incalzare degli eventi favorisca, sempre di più, il confronto e l'integrazione delle differenze (anche di opinione) e non spinga, invece, verso arroccamenti basati su logiche difensive e pregiudiziali. Per questo si ringrazia perticolarmente il dottorLuigi De Paoli, organizzatore e promotore del Convegno, per aver dato l'opportunità e lo spazio, sia all'informazione che a un attento dibattito.
Si ringraziano anche tutti i partecipanti per il calore della loro presenza. Nell'auspicio che le persone da sempre solidali al popolo del Tibet rafforzino il proprio impegno. Chi si è affacciato più di recente al problema colga l'occasione per approfondire, documentarsi e diventare sempre più attivo. Chi dissente possa includere, tra i suoi pensieri e presupposti ideologici, anche un "altro" punto di vista, attribuendo ad esso una dignità pari e una possibilità di confronto, capace di ampliare la conoscenza.
I temi trattati riguardo alla situazione del Tibet sono stati, pur nella necessaria brevità dell'incontro, molteplici. Hanno toccato aspetti sociali, politici, culturali, religiosi, di diritti umani, con particolare riferimento all'infanzia e alle future generazioni.
Senza dimenticare il tema scottante e attuale delle prossime Olimpiadi. Nè gli argomenti che ci fanno considerare il Tibet come uno degli esempi - sebbene estremo - delle tante violazioni dei diritti umani perpetrati ai danni di altri popoli e di altre culture.
E' stato anche mostrato il breve video "Tibet's Stolen Child", anche al fine di sottolineare la grave azione del Governo di Pechino nello sfruttare - come strategia politica - la centralità dello spirito religioso per il popolo del Tibet.
Roma, 17 aprile 2008 - Conferenza Stampa La Federazione Gaden Jangtse Europe, l’Istituto Samantabhadra e l’Unione Buddhista Italiana invitano allaConferenza stampache si terrà il 17 aprile 2008 a Roma in Campidoglio (Sala del Carroccio) alle ore 11,30 per la presentazione della mostra itinerante di thangka buddhisti proveniente dal Monastero Buddhista Tibetano di Gaden Jangtse (Kamataka State – India).
L’evento è organizzato dalla Federazione Gaden Jangtse Europe attraverso i suoi Centri. In particolare il Centro Jangchub di Bergamo sarà coordinatore generale del tour Italia-Europa e Istituto Samantabhadra di Roma avrà il coordinamento per l’ Italia centrale.
Marilia Bellaterra, Angelo Ricciardi, Luigi Straffi, Ghese Lobsang Sherab, Giorgio Raspa, Massimiliano A. Polichetti
L’iniziativa ha il patrocinio dell’Unione Buddhista Italiana. Il tour dall’Italia – da cui prenderà avvio – toccherà, nel periodo da aprile 2008 a marzo 2009, vari paesi europei, tra i quali la Francia, la Svizzera, l’Olanda e la Svezia.
Interverranno alla conferenza stampa: Il Ven. Ghesce Lobsang Sherab - Lama del Centro Jangchub di Bergamo. Giorgio Raspa – presidente dell’UBI Angelo Ricciardi – presidente della Federazione Gaden Jangtse Europe Massimiliano A. Polichetti – tibetologo Luigi Straffi – presidente dell’Istituto Samantabhadra Marilia Bellaterra – consigliere Associazione Italia Tibet
Emulo dell’originario Monastero di Gaden che, prima dell’invasione cinese del Tibet (1959), sorgeva a 40 Km da Lhasa capitale del Tibet e ospitava circa 6000 monaci, pesantemente bombardato dall’esercito cinese per la sua forte valenza politica oltre che spirituale, il Monastero di Gaden Jangtse, in India, è uno dei maggiori insediamenti della Comunità Tibetana in esilio con una popolazione di circa 2500 monaci ove a tutt’oggi i profughi continuano ad affluire.
Con la mostra itinerante si intende: sostenere attraverso un evento di grande respiro i diritti civili del popolo tibetano sistematicamente calpestati da quasi 50 anni, valorizzando le sue più antiche e suggestive tradizioni; far conoscere gli aspetti più affascinanti e antichi della storia millenaria del Tibet attraverso thangka buddhisti che rappresentano una delle espressioni artistiche più suggestive della sua cultura; sensibilizzare il grande pubblico sulla necessità di una educazione alla pace, al rispetto della diversità, ai valori più alti di etica e giustizia; e non ultimo, raccogliere fondi per i problemi alimentari che il Monastero di Gaden Jangtse quotidianamente deve affrontare a seguito delle incessanti ondate di profughi in arrivo. Per ulteriori notizie vedi anche l'articolo suLiberoReporter
La mostra e le varie attività collaterali andranno in varie località, in alcune delle quali ancora si sta definendo la location definitiva, di cui verranno dati ulteriori dettagli e aggiornamenti. Queste sono le prossime tappe dell'Evento:
Giovedì 17 Aprile ore 18.30: il Sindaco di Bergamo, Dott. Bruni, riceverà a Palazzo Frizzoni (Sala Consiliare) i Monaci per un saluto ufficiale.
Venerdì 18 Aprile ore 17.30: su Bergamo TV (titolo del programma: INCONTRI) andrà in onda una intervista al Maestro residente Ghesce Lobsang Sherab. Saranno, inoltre, presenti i due monaci Tibetani Sonam Choda e Tashi Gyaltsen
Sabato 19 Aprile ore 11.00: presso l'Ex Ateneo di Città Alta verrà inaugurata la Mostra sulle Thangka.
Scarica qui l'ultimoaggiornamento con il dettaglio delle date. Musano di Trevignano (TV), 16 Aprile 2008 Alle 20,45 presso Casa Zanatta si svolgerà “Il nostro Tibet” serata con proiezioni e dibattito organizzata dall’Associazione Salute & Ambiente e dall’Associazione Italia-Tibet. Torino, 13 aprile 2008
Si correranno anche per il Tibet la Turin Marathon e la StraTorino, domenica mattina, 13 aprile. "StraTorino: io corro per il Tibet" è un invito, ai partecipanti e a coloro che risulterranno vincitori, a sventolare le bandiere di un popolo che lotta per la propria libertà.
"Ai vincitori della Turin Marathon chiediamo di salire sul podio con la bandiera tibetana; ai corridori della StraTorino chiediamo di correre o camminare indossando o sventolando la bandiera del Tibet. Una ventina di militanti dell'Associazione Aglietta darà il buon esempio. All'iniziativa ha aderito alla nostra iniziativa l'Associazione Italia-Tibet.
Le contestazioni alla fiamma olimpica nel suo viaggio per il mondo rendono ancora più urgente la richiesta di una risposta sul Tibet, da parte della Cina, ma "Pechino è impermeabile a qualsiasi richiesta di miglioramento della situazione sul fronte dei diritti civili", ha aggiunto Bruno Mellano (deputato radicale, coordinatore Intergruppo parlamentare Tibet).
Mentre gli europarlamentari Radicali, Marco Pannella e Marco Cappato presenteranno, assieme a tanti loro colleghi, una risoluzione al Parlamento Europeo, che verrà votata giovedì, per arrivare a una posizione comune dell'Europa sulle Olimpiadi di Pechino, Torino correrà per sostenere la causa tibetana. Ci sarà anche Alessandro Frezzato (malato di sclerosi multipla, dirigente Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni) a rendere la sua testimonianza.
Le bandiere del Tibet sono disponibili presso la sede radicale (Torino, via Garibaldi n. 18, secondo cortile interno) resterà aperta sabato 12 aprile (il giorno prima della corsa) dalle ore 10:00 alle ore 20:00, in modo continuato. L'Associazione Adelaide Aglietta domenica 13 aprile terrà un tavolo di distribuzione delle bandiere tibetane in Piazza San Carlo, dalle 10:00 alle 13:00. Milano, 11 aprile 2008 - Operazione Max for Free Tibet "ci metto la faccia" Mensile Max
Il sito del mensile Rizzoli Maxlancia l'operazione
Max for Free Tibet
e 50 artisti italiani "ci mettono la faccia"
Sergio Castellitto, Claudio Amendola, Mimmo Calopresti, Carolina Crescentini, Silvio Muccino, Martina Stella, Raoul Bova, Giorgio Pasotti, Le Iene Luca e Paolo, i dj Linus e Albertino e molti altri personaggi del mondo dello spettacolo sfileranno sul sito, fotografati da Gianmarco Chieregato mentre indossano la maglietta Free Tibet. Obiettivo dell'operazione, si legge in una nota di Rcs, e' quello di sensibilizzare l'opinione pubblica su un problema di stretta attualita'. Max non crede nella necessita' di boicottare le Olimpiadi di Pechino, ma vuole farsi portavoce delle istanze del popolo tibetano, affinche' il governo cinese apra un dialogo per l'autonomia del Tibet.
Il sito di Max, oltre a pubblicare giorno per giorno le immagini e le dichiarazioni dei suoi testimonial, offrira' uno spazio anche ai lettori.
Max for Free Tibet ha anche l'obiettivo di raccogliere denaro per finanziare un progetto indicato direttamente dal Dalai Lama, la costruzione di una scuola in Tibet.
Aosta, 11 aprile 2008 - per protesta Alpinisti accenderanno fumogeni su vette ANSA (ore 12.57)
Accendere fumogeni di colore arancione sulle principali vette del pianeta per contestare la repressione cinese in Tibet. L'originale forma di protesta sarà messa in atto nei primi 10 giorni di maggio ed è stata ideata dall'alpinista vicentino Alberto Peruffo, che accenderà un fumogeno sulla vetta del Cervino.
La notizia è stata anticipata sul sito montagna.tv. Il progetto è stato battezzato 'Sad Smoky Mountains' (letteralmente 'tristi montagne fumanti'). In un blog Peruffo ha lanciato l'invito ad organizzare proteste simili su altre cime famose, sempre nei primi giorni di maggio (quando è stato imposto lo stop a scalare l'Everest), ricevendo già numerose adesioni: sono già state programmate salite di protesta sul Disgrazia, sulla Cima d'Asta, sul Breithorn, sul Gran Sasso e sulla Marmolada. Sono in lizza, inoltre, la Grigna, e diverse montagne internazionali come il Monte Perdido sui Pirenei, lo Iztaccihuatl in Messico, lo Jungfrau in Svizzera, il Kekes-teto in Ungheria e lo Store Ringstund in Norvegia. (ANSA).
Parma, 10 Aprile 2008
Alle ore 17,00 presso il Ridotto del Teatro RegiodiParma in via Garibaldi 16/A, si terrà una conferenza di solidarietà dal titolo “Per il Tibet” organizzata da Libertà Parmigiana e dal Comune. Partecipano Pino Agnetti, il vice sindaco di Parma Paolo Buzzi e Tenzin Thupten, presidente della Comunità Tibetana in Italia.
Domodossola, 7 Aprile 2008
Alle ore 18,00 i sindacati di CGIL e CISL del Verbano-Cusio-Ossola hanno organizzato “Libertà per il Tibet, Democrazia per la Cina” un presidio di solidarietà presso il Municipio di Domodossola. Roma, 6 aprile 2008 La Comunità Tibetana in Italia e l'Associazione Donne Tibetane in italia organizza una manifestazione a Roma, alle ore 16,00 davanti all’ambasciata cinese in Via Bruxelles e dalle 17,30 alle 20,00 corteo di solidarietà da Piazza Navona a Piazza Venezia con preghiera per i tibetani uccisi.
Gli organizzatori hanno inviato i partecipanti a indossare qualcosa di rosso, di giallo o di blu che sono i colori della bandiera del Tibet e hanno inviato a non portare bandiere di partiti politici o di altre Associazioni.
Si tratta della traduzione di un rapporto-denuncia (col titolo originale “Communist Charity”) sulle esecuzioni capitali e il traffico degli organi umani espiantati dai condannati a morte, pubblicato dalla Laogai Research Foundation di Washington nel Maggio del 2001. La versione Italiana “Traffici di Morte”, che include un DVD con foto delle esecuzioni, è stata aggiornata dalla Fondazione Laogai Italiana.
All’evento parteciperà ufficialmente con un intervento il presidente della Comunità tibetana in Italia,Tenzin Thupten, sulla questione d’attualità del Tibet, dei rapporti con la Cina e del significato della rivolta tibetana.
Cuneo, 4 aprile 2008 - tavolo di mobilitazione dei Radicali sul Tibet
Un tavolo di informazione e mobilitazione sulla grave situazione politica ed umanitaria del Tibet. Lo organizza per domani l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta. Di fronte alla banca BNL i cittadini cuneesi potranno ritirare le bandiere del Tibet. Prenderà parte all’iniziativa anche Bruno Mellano, deputato radicale e Coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare per il Tibet. Recentemente, il fossanese ha accompagnato il Presidente del Parlamento tibetano in esilio, Mr. Karma Chopel, nella sua visita alle istituzioni parlamentari italiane e regionali (Torino, Aosta e Bolzano). Alle ore 18 sono invitati i giornalisti interessati ad acquisire i dati sulla situazione interna al Tibet in base alle informazioni fornite dal Presidente Chopel.
“L’impegno dei radicali sulla questione tibetana è ormai di lunghissima data – spiega Mellano -. L’azione di Adelaide Aglietta in particolare è stata fondamentale in una fase in cui non era molto popolare la causa del Dalai Lama. Sono passati i decenni e molte iniziative di supporto della causa tibetana ma ancora dobbiamo difendere la prospettiva politica scelta dal Dalai Lama nel 1979 di rinunciare alla richiesta dell’indipendenza del suo paese, occupato nel 1949 dalla Cina di Mao, per ottenere una 'genuina' autonomia nell’ambito della Repubblica Popolare di Cina. La bandiera del Tibet è invece tuttora vietata in tutto il territorio del Tibet storico ed è causa di arresti e lunghe detenzioni con feroci torture: lo stesso Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet e Premio Nobel per la Pace del 1989, è accusato dai cinesi di essere un pericoloso indipendentista separatista. Noi radicali invitiamo gli enti locali ad aderire alla campagna 'Una bandiera per il Tibet' e invitiamo ciascun cittadino ad esporre la colorata bandiera tibetana alla propria finestra: è un simbolo, ma di questi tempi non è poco”.Cologno Monzese, 5-8 aprile 2008
La città di Cologno Monzese organizza due eventi di solidarietà con il popolo tibetano. Il primo dei quali "Stand Up per il Tibet" si svolgerà nel pomeriggio del 5 aprile e il secondo "Libertà e Diritti in Tibet" nel pomeriggio del 8 aprile, con mostra fotografica.
foto by Fausto Sparacino
foto by Fausto Sparacino
02 aprile 2008 - Digiunare per il Tibet
E' stato aperto un nuovo sito di sostegno al Tibet."Digiunare per il Tibet" vuole essere un diario vivente delle persone che hanno digiunato, digiunano o che pensano di digiunare, come risposta personale alla situazione nel Tibet.
L'invito è per chiunque abbia, o stia digiunando o pensi di digiunare per il Tibet, a lasciare un commento a questo post.
Nella categoria "Notizie", ci saranno anche le ultime notizie sul Tibet.
Il presidente della Provincia Luis Durnwalder ha ricevuto quest’oggi (lunedì 31 marzo) a Palazzo Widmann il presidente del Parlamento tibetano in esilio, Karma Chopel. Durante l’incontro Durnwalder ha augurato di trovare a breve una soluzio