nell'ambito del Tavolo di Lavoro 3 Intercultura, Formazione, Educazione allo Sviluppo del Comitato Cittadino per la Cooperazione decentrata del Comune di Roma
realizzazione da parte di AREF delle attività per il Tibet
Le attività in programma sono state realizzate nell'ambito dell'iniziativa del Comune di Roma Intermundia, che si è tenuta, come tutti gli anni a piazza Vittorio.
La partecipazione dell'Aref, a favore del Tibet, è stata articolata in tre interventi:
Per il Tibet: "coloriamo un sogno" Mostra fotografica: "bambini lontani dal Tibet" Performance musicale di Oscar Bonelli
il video della giornata
L'Aref ha partecipato all'iniziativa nell'ambito del Tavolo di Lavoro 3 (Intercultura, Formazione, Educazione allo Sviluppo) del Comitato Cittadino per la Cooperazione decentrata del Comune di Roma. Il Comitato è un Organismo istituito dal Comune di Roma, con una triplice funzione: informativa e di coordinamento, consultiva, propositiva. E' organizzato in sessioni tematiche denominate “Tavoli di Lavoro”.
Il Comitato rappresenta una sede di confronto e consultazione tra l’Amministrazione comunale e i partner sociali attivi nel settore della solidarietà internazionale e cooperazione allo sviluppo al fine di promuovere, coordinare, valutare e programmare le iniziative in ambito cittadino nel suddetto settore. Le sue risoluzioni hanno valore di raccomandazione per l’Amministrazione Comunale.
Il Tavolo di Lavoro 3 è uno spazio permanente di elaborazione e confronto sugli aspetti che riguardano l’educazione, la sensibilizzazione e la formazione continua. Ad esso aderiscono 26 Associazioni, tra cui l'AREF.
Come noto Intermundiaè il programma diinterventi ed iniziativeche mettono in atto politiche per l'educazione interculturale insieme alle scuole, ad altre istituzioni, alle Università, alle tante Associazioni e ONG che si occupano dei temi suddetti.
L'Aref, nell'ambito delle iniziative promosse dal Tavolo di Lavoro 3, ha partecipato all'evento Intermundia, in particolare nella giornata del 28 maggio 2008, presentando le proprie attività e iniziative volte principalmente alla conoscenza, al dialogo e all’integrazione fra culture diverse nel riconoscimento e rispetto delle differenze, con particolare riferimento alla cultura del Tibet. Per favorire e sottolineare l'esigenza e la legittimità di una cultura di pace.
lo stand assegnato al tavolo di lavoro 3 (foto by V.Manolio)
Gli eventi della giornata si sono articiolati in tre momenti interconnessi e successivi:
Per il Tibet: "coloriamo un sogno"
I bambini delle scuole romane presenti nella matinata hanno realizzato, all'aperto di fronte allo stand, con colori e pennelli, una grande bandiera del Tibet, come segno di partecipazione e di solidarietà per gli abitanti del paese delle nevi.
bambini della prima classe all'inizio del lavoro (foto by S.Mosticoni)
I bambini sono stati aiutati nel loro impegno, dagli animatori e dai volontari dell'Aref, sia nel realizzare i dettagli più complessi, sia nel comprendere il significato dell'evento, oltre che la simbologia delle immagini della bandiera.
la spiegazione deel significato e dei simboli della bandiera (foto by S.Mosticoni)
All'opera hanno partecipato anche molti visitatori adulti e componenti di diverse Associazioni e culture, i quali hanno voluto - simbolicamente - lasciare la loro "traccia colorata", come segno di solidarietà al significato etico del progetto.
adulti al lavoro (foto by S.Mosticoni)
Tra gli adulti, molte persone curiose, molti stranieri e anche alcuni giovani, residenti nel quartiere Esquilino ... I quali, con la loro presenza, ci hanno aiutato a diffondere il nostro principale messaggio: che si apprende solo dalle differenze, che la diversità - se non ci spaventa - arricchisce la nostra mente. E che è sempre il tempo opportuno per diffondere una cultura della solidarietà e della pace.
anche "noi" di Aref, simbolicamente, abbiamo voluto lasciare un segno ... (foto by S.Mosticoni)
un gruppo di bambini al lavoro, di fronte al modello della bandiera del Tibet (foto by V.Manolio)
dettagli del lavoro (foto by V.Manolio)
dettagli del lavoro (foto by V.Manolio)
dettagli del lavoro (foto by V.Manolio)
un gruppo di bambini al lavoro (foto by V.Manolio)
la bandiera completata, fedele al modello originale ... (foto by V.Manolio)
Mostra fotografica: "bambini lontani dal Tibet"
E' stata allestita, contemporaneamente, una mostra fotografica e multimediale, ricca di immagini di bambini che vivono in terra d'esilio, lontani dal proprio paese ... Nei loro sorrisi - commoventi come quelli di tutti i bambini del mondo - una sfumata tristezza. Come se non fosse possibile sanare mai, fino in fondo, la perdita delle radici. Il che deve tenere sveglia, senza alcuna esitazione, la nostra coscienza e la tenacia del nostro impegno. Non solo perché si trovi - presto - una soluzione agli esiti iniqui del passato, ma soprattutto perché si impedisca al passato di dettare il loro - e il nostro - futuro. la mostra è stata molto apprezzata dai numerosi visitatori i cui commenti sono stati la migliore testimonianza della condivisione di questo importante messaggio.
Vittoria Manolio, Rossella Celmi e Marilia Bellaterra nello stand della mostra (foto by V.Manolio)
la mostra è stata visitata da adulti ... (foto by V.Manolio)
... ma anche da bambini (foto by V.Manolio)
... coinvolti nell'idea di un Tibet dove i diritti umani possano trovare la loro realizzazione (foto by V.Manolio)
Performance musicale di Oscar Bonelli
La giornata si è conclusa con una performance musicale - molto coinvolgente - di Oscar Bonelli, che si è tenuta - di fronte alla bandiera del Tibet disegnata in precedenza da parte dei bambini - in uno spazio all'aperto, appositamente allestito per ricreare, oltre ai suoni, i colori e l'atmosfera del paese delle nevi.
Gli spettatori, adulti e bambini, hanno partecipato numerosi all'evento che si è protratto molto più a lungo di quanto previsto in programma. Oscar Bonelli, bravissimo come sua consuetudine, è riuscito a rendere "riservato" anche uno spazio rumoroso e pubblico, costruendo - con la sua voce, con i fiati e con le percussioni - un'atmosfera magica e assorbente.
oscar Bonelli all'inizio della sua performance (foto by V.Manolio)
due bambini in ascolto, assorti, accanto alla "loro" bandiera e all'immagine di un piccolo amico lontano (foto by V.Manolio)
Oscar Bonelli nel corso della sua performance (foto by V.Manolio)
Oscar Bonelli, Vittoria Manolio, Marilia Bellaterra, Francesco Codispoti (foto by V.Manolio)
Il nostro ringraziamento va a tutte le persone che hanno partecipato a questo importante evento, con curiosità, entusiasmo e rispetto.
Innanzi tutto un grazie ai bambini e alla cittadinanza. Che ci hanno dato una motivazione aggiuntiva a continuare nella direzione del nostro impegno.
Poi un grazie a tutti coloro che - a titolo personale o istituzionale - hanno reso possibile la preparazione e la realizzazione dell'evento, nelle inevitabili difficoltà "contestuali" che si sono incontrate. ll loro contributo è stato determinante, sia prima, che durante, che al termine dell'evento stesso. Sarebbe impossibile fare una graduatoria di importanza delle risorse profuse, da quelle operative e pratiche, a quelle organizzative, progettuali o di concetto. Ciascuna azione è stata determinante perchè senza l'impegno, davvero generoso, di tutti, questo evento non si sarebbe potuto realizzare. E avere il successo che ha avuto.
Ecco dunque, solo in ordine alfabetico, i nomi di queste persone, solidali e appassionate a cui va - a nome del popolo del Tibet - il nostro grazie di cuore:
Rossella Celmi, Francesco Codispoti, Sergio Falcone, Ambra Fedri, Martina Leonardi, Vittoria Manolio, Maddalena Miliano, Stefano Mosticoni, Mirella Onorato, Federica Ottaviani, Natalia Piccon, Giuseppe Silveri, Giovanni Vuono.
Un grazie, infine, alle istituzioni: La Gabbianella, in particolare nella persona di Lia Mele, Laura Marini e Mariella Bucalossi, presenti all'evento; il Comitato Cittadino; il Tavolo 3, in particolare nella persona di Oga Iazzarelli che ha guidato il progetto, oltre a sostenere lo sforzo di coordinare la partecipazione delle Associazioni, afferenti al tavolo, nel loro alternarsi all'interno dello stand.
Un solo - grande - rammarico.
Intermundia è, come noto, per la città di Roma un'occasione davvero speciale perchè possa esserci uno spazio di condivisione e confronto in cui le differenze - tra le razze, le culture, i popoli e le tradizioni - possano essere occasione di incontro e non di esculsione. Per i bambini, come investimento per il loro futuro e per gli adulti, come occasione di riflessione e di impegno attivo.
Quest'anno, come è noto, i tempi "assegnati" all'intero evento sono stati drasticamente ridotti. Lasciando un po' tutti senza fiato, con l'onere per gli stessi organizzatori di cambiamenti dell'ultimo istante. E, legittimamente ci domandiamo se il prossimo anno Intermundia potrà esserci ancora ...
Riteniamo che si sia trattato di una scelta politica molto grave. Una scelta, subita per forza, che lascia quesiti aperti e che suscita, da parte nostra, un fermo dissenso. Soprattutto in vista di eventi quotidiani che ci obbligano a ragionare in termini di tolleranza e di apertura. Sempre che non si vogliano condividere pregiudizi, emarginazione e pensieri razziali. E sempre che non si voglia sposare una logica antica, di triste memoria, dove i più forti (o i più numerosi) si ergono a giudici/giustizieri di chi ha meno consistenza o meno potere ...