Periche (Nepal), 26 aprile 2008 - Everest: soldati verso il campo base
MontagnaTV
"Mai uomini in armi avevano violato questa terra di pace e serenità. Ma ora l'esercito mandato dal governo di Kathmandu sta salendo al campo base dell'Everest". Queste le parole preoccupate del Rinpoche del Monastero di Tengboche, capo del buddhisti della valle del Khumbu, di fronte agli squadroni armati che stanno salendo al campo base nepalese della montagna in occasione dell'imminente salita della fiaccola olimpica.
Lassù,nei prossimi giorni, quasi mille alpinisti, sorvegliati a vista da uomini armati, non potranno muoversi dalle loro tende.
Ecco il racconto del nostro collaboratore locale Lakhpa Tenzing, che ha incontrato il Rinpoche proprio nelle scorse ore.
Tengboche è il nome del monastero lamaista più sacro del Nepal. Il fuoco di un grande incendio lo distrusse nel 1989, ma la comunità internazionale fece a gara in solidarietà per ricostruirlo: in breve tempo, accadde il miracolo. Solo quell’incendio, nella storia, violò il monastero e il territorio attorno fino all’estrema vetta ell’Everest.
Mai nella storia, gli uomini con le armi hanno turbato la sacralità, l’equilibrio e la pace di questa regione. Oggi, però, è diverso.
“Sono felice di aver ricevuto la notizia da Dharamsala (residenza del Dalai Lama e sede del governo tibetano in esilio) che il governo Cinese ha finalmente deciso di parlare con il Dalai Lama. E’ una notizia importante per la pace“. Lo dice con il sorriso illuminato, il mite e carismatico capo dei Buddhisti della regione del Khumbu, Rinpoche e Reincarnato, voce ascoltata in Nepal e in questa valle mitica dell’Everest come quella del Dalai Lama.
Una luce intensa penetra dal finestrone che si apre sul Kantega e sui ghiacciai del Thanserku, vette che incombono sul monastero ma che non lo schiacciano, anzi, gli danno luce, forza, energia. Seduto su uno scranno, avvolto in uno scialle giallo, Rinpoche ci racconta di aver iniziato a meditare alle 3 del mattino fino al momento del nostro incontro avvenuto verso le 8,30; benché non comprendiamo la lingua, le sue parole esprimono serenità.
Poi il viso si fa meno sereno, la voce più forte: “Sono addolorato e preoccupato: mai uomini in armi avevano violato questa terra di pace e serenità. Ma ora i militari armati mandati dal governo di Kathmandu stanno salendo al campo base dell'Everest”.
Ieri sera li abbiamo incrociati, una trentina armati di fucili mitragliatori, la stessa tenuta e attrezzatura che gli anni scorsi avevamo visto usare quando andavano in guerra contro i maoisti.
“Non abbiamo nulla contro la fiaccola – continua il Rinpoche - anzi è un segno di pace e riconciliazione, ma la pace e l’equilibrio della natura degli uomini devono camminare insieme. Qui in queste terre c’è armonia, ci sono uomini che lavorano, ci sono turisti, c’è benessere, la natura, le montagne, i grandi ghiacciai che ci sono propizi e vanno rispettati. Bisogna proteggere e rispettare la natura, come fanno gli uomini che lavorano, che studiano che vengono qui per salire le nostre montagne in pace. Non c’è ragione di violare tutto questo mandando uomini armati al campo base”.
Era come vedere un saggio Cardinale preoccuparsi perché, a titolo preventivo, l’esercito armato entrava in curia fucili alla mano.
Si è invecchiato, il Rinpoche, dicendoci queste parole, come se ognuna di esse potesse nascondere l’inizio incombente di un dolore per il suo popolo per la sua terra.Ci ha augurato felicità, ha avuto parole sagge di conforto per la malattia di uno di noi, ci ha dato lo spago rosso da tenere al collo come portafortuna e per ingraziarci le divinità delle montagne.
Ma ci lascia con molti pensieri. C’è da chiedersi per davvero quali pericoli potessero rappresentare qualche centinaia di alpinisti che sono al campo base per salire l’Everest. Che più o meno di buon grado avevano accettato di non usare i loro sistemi di telecomunicazione in danno evidente delle loro tasche, che dipendono dalle notizie che inviano a i giornali. Accettando di non usare gli wolkie- tolkie, per ragioni di incomprensibile sicurezza per la fiaccola, ma di certa insicurezza per la loro vita e quella dei loro Sherpa che si muovono sulla montagna.
Avevano accettato tutto questo in palese violazione del diritto internazionale da parte del governo del Nepal che, accettando le royalties dei loro permessi, aveva garantito loro libero accesso alla montagna.
Ci si chiede: chi risarcirà i danni?
Ci si chiede cosa ne pensa l’Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche, e se non sia il caso che qualcuno ufficialmente, meno prono dei lama in adorazione delle loro divinità, chieda conto ai propri consociati Cinesi e Nepalesi di questo sequestro armi in pugno di mille alpinisti occidentali. E che dire dei pavidi Club Alpini delle varie nazioni? Silenzio? Con quale coraggio continueranno a parlare di diritti delle montagne, della cultura, dell’ambiente? E le organizzazioni ambientaliste? Dove sono?
Ma forse sarebbe bene che se ne occupassero anche le cancellerie e i governi occidentali e non, visto che i cittadini e i diritti violati son questione loro. Forse qualche voce politica, magari di quelle sempre pronte a farsi avanti nelle fiere, nei salotti e alle camminate non competitive o allo stadio. Qui ci sono mille sportivi sequestrati!
Forse le autorità spirituali di altre religioni potrebbero chiedere rispetto per un luogo sacro come il territorio che circonda la valle dell’Everest; la fiaccola olimpica e i valori universali che rappresenta si sposa perfettamente con l’essere portata sul punto più alto della terra.
Non si capisce perché questo debba essere fatto “sulla punta di una baionetta” di maoista memoria. Forse ci penserà la montagna, giudice ultimo. Sarà clemente e tollerante o si incazzerà di brutto? Ognuno esprima il proprio desiderio.
Lakhpa Tenzing
08:23 San Francisco, prime manifestazioni senza incidenti
Si è svolta senza incidenti la fiaccolata organizzata a San Francisco da diverse organizzazioni umanitarie in occasione dell'arrivo della fiaccola olimpica nella sua unica tappa americana. Tra i manifestanti anche l'attore Richard Gere, amico personale del Dalai Lama, e l'arcivescovo anglicano sudafricano Desmond Tutu, che hanno marciato insieme ad alcune centinaia di persone in segno di solidarietà con il Tibet e per protestare contro la repressione dei diritti umani in Cina. Altre manifestazioni sono previste per la tarda giornata di oggi, mercoledì, quando la fiaccola olimpica attraverserà la città lungo un percorso che è stato volutamente tenuto segreto per evitare il rischio di incidenti. Per la giornata è stato predisposto un imponente servizio d'ordine. Numerosi gli appelli, tra cui anche quelli del sindaco di San Francisco, Gavin Newsom, e della Speaker della Camera, Nancy Pelosi, affinchè le manifestazioni si svolgano in modo pacifico
Karnataka State, 08 aprile 2008 - Tibetan students voicing their protest against Chinese crackdown in Tibet
Palden Namgyal: 9891183639 - Choedak: 9891867468
95 students including 33 girls from Tibetan Children's Village, Upper Dharamsala and Bylakuppe, Karnataka will be marching from Ram Lila Grounds to Jantar Mantar starting at 11 am on April 9, 2008 to show their solidarity with the Tibetan movement. All of them are class 12 students who have just finished their board examinations.
We seek international support on the following concerns:
- Direct dialogue with His Holiness the Dalai Lama without precondition.
- Release His Holiness the Panchen Lama immediately
- Independent and just investigation by UNICEF on the rights of Child in Tibet
- Stop racial discrimination of tibetan children by chinese government.
New Delhi-Kathmandu, 07 aprile 2008 - Clamoroso gesto di solidarietà
Centinaia di persone in India e Nepal si sono rasati la testa e hanno donato sangue. Una protesta non violenta e significativa in segno di solidarietà con il popolo Tibetano. Hanno tagliato i capelli molti Sikh che hanno così infranto un voto fondamentale secondo il loro credo religioso e una ragazzina di soli tre anni. Molti coloro che hanno donato il proprio sangue in memoria degli martiri uccisi.
Parigi, 07 aprile 2008 - IOC chief speaks out over Tibet
BBC News
The president of the International Olympic Committee (IOC), Jacques Rogge, has expressed concern over recent unrest in Tibet.
Speaking at an IOC meeting in Beijing, Mr Rogge said the IOC "called for a rapid, peaceful resolution of Tibet".
He also condemned attempts to disrupt the Olympic torch relay, saying violence "is not compatible with the values" of the Olympic Games.
Sun Weide, a spokesman for the Beijing Olympic organising committee, said demonstrations on Sunday in London - which saw protesters trying to douse and even snatch the Olympic flame - were the work of "a few Tibetan separatists", the Associated Press reported.
The official Chinese news agency Xinhua says attempts to sabotage the relay "will surely arouse the resentment of peace loving people".
Map of Olympic torch relay route
The BBC's James Reynolds in Beijing says the Chinese government seems to be adopting a policy of delaying the reporting of protests and then playing down their significance.
Xinhua took six hours to respond to the protests, our correspondent says, and the state-run China Daily newspaper ran the headline "Warm reception in cold London" - together with a picture of Prime Minister Gordon Brown applauding the torch's arrival.
The demonstrations have been sparked by China's security crackdown in Tibet following a series of protests against Chinese rule which swept the region last month.
Tibetan exile groups say Chinese security forces killed dozens of protesters. Beijing says about 19 people were killed in rioting.
"No disruption"
Mr Rogge made his comments in a speech at the beginning of a three-day meeting of National Olympic Committee heads in the Chinese capital, Beijing.
Our correspondent in Beijing says that although Mr Rogge has made similar remarks before, the fact that he was speaking in China appears to give his comments extra weight.
The Olympic torch arrived at Paris' Charles de Gaulle airport late on Sunday after being flown from London with a Chinese security detail.
A Tibet protester tries to block the Olympic torch relay in London 6/4/08
China has expressed disgust at the torch protests in London
Hundreds of police are being deployed on the streets of Paris to protect the Olympic torch relay from opponents of China's actions in Tibet.
Pro-Tibet activists have said they plan to hold demonstrations in the capital.
However, Jan Willem, spokesman for the International Campaign for Tibet, told the BBC that the protest in Paris will not disrupt the torch relay.
Mr Willem said supporters will gather for a demonstration at the Place du Trocadero, which will include music by French and Tibetan artists, then march together to the Eiffel Tower.
"We have consistently asked our members and supporters to hold peaceful demonstrations which don't disrupt the torch relay, so we will focus on the issues which matter for Tibetans inside Tibet," Mr Willem said.
"Head of state' protection"
The 80 runners are being guarded on the 28km (18 mile) route by a cordon of 65 motorcycles, 200 police on rollerblades or running nearby, and 200 riot police.
Police plan to secure a 200m (660ft) perimeter around the torch as it is carried from the Eiffel Tower, down the Champs-Elysees towards City Hall, then over the River Seine to the southern Charlety athletics stadium.
Man tries to snatch torch. The Paris police chief has said the flame will be protected like a head of state.
The head of the Paris-based media watchdog, Reporters Without Borders, said it had altered its initial plans for similar demonstrations because of the expected heavy police presence, but nevertheless promised something "spectacular".
"The Chinese have made sure that for a few hours, Paris will look like Tiananmen Square," Robert Menard said. "I think it's shameful."
Police hope the elaborate security "bubble" will protect the relay from the persistent pro-Tibet protests which disrupted its passage through London.
Thirty-seven arrests were made in London on Sunday as protesters tried to seize the torch and disrupt the relay.
At one point, the torch was transferred onto a bus to protect it from the demonstrators.
The torch was lit in Olympia, Greece, last week and will go through 20 countries before being carried into the Beijing Games opening ceremony on 8 August.
Parigi, 7 aprile 2008
La fiaccola olimpica è sbarcata a Parigi dove in mattinata una folla si è radunata sotto la Torre Eiffel dove ha inizio il percorso della torcia nella capitale francese.
Partenza della torcia prevista alle 12.35 dal primo piano della Torre Eiffel per un percorso di 28 chilometri, portata a turno da 80 tedofori e costeggiando i maggiori siti turistici parigini (fra cui l’Arco di Trionfo e gli Champs-Elysées) fino allo Stadio Charlety. Circa tremila i poliziotti che presidieranno la capitale, da terra, dal cielo e dalla Senna. Ciascun tedoforo di turno sarà protetto da un cordone ambulante lungo 200 metri e composto da 65 poliziotti in moto, 100 sui roller e altrettanti vigili del fuoco corridori. I tibetani residenti in Francia hanno preannunciato una giornata di solidarietà sulla piazza del Trocadero. In molti hanno invece accolto l’appello di Reporter senza frontiere che ha esortato i parigini a radunarsi sotto la Torre Eiffel.
La Cina ha condannato oggi le “vili azioni” dei manifestanti filotibetani che ieri hanno disturbato il percorso della fiaccola olimpica a Londra. L’agenzia Nuova Cina ha citato un “funzionario” del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi di Pechino (Bocog) che “denuncia con forza” le dimostrazioni di ieri, nel corso delle quali almeno 35 persone sono state arrestate. Pechino ha inoltre confermato la sua intenzione di far passare la fiaccola da Lhasa, la capitale del Tibet, il 20 e 21 giugno. Per poi essere portata da un gruppo di alpinisti sulla cima del monte Everest.
Per la prima volta, sul tema delle proteste legate al cammino della fiaccola è intervenuto il presidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), il belga Jacques Rogge, che ha espresso la la profonda preoccupazione per quello che sta succedendo. “Tutti siamo preoccupati - ha detto Rogge - la situazione in Tibet ha suscitato un’ondata di proteste dei governi, dei mezzi di comunicazione e dell’ong che sta mettendo a rischio il passaggio della torcia. La violenza, da qualunque ragione sia ispirata, non è compatibile con i valori della fiaccola e dei Giochi olimpici”. Poi la richiesta a Pechino di una “rapida, pacifica soluzione” della situazione tibetana.
In tempo reale: Dopo pochi minuti dalla partenza gli organizzatori hanno spento la torcia per motivi di sicurezza interrompendo il percorso a piedi e trasferendo la fiaccola su un bus. Al momento il percorso sta procedendo tra le strade parigine a bordo di un bus corazzato e scortato dalle forze dell’ordine. Attorno alla Torre Eiffel la polizia ha invitato i manifestanti a riporre le bandiere tibetane, mentre potevano sventolare quella francese e cinese.
Al primo piano della Torre è stata issata una bandiera nera sulla quale i cerchi olimpici vengono raffigurati come manette.
A piazza Trocadero molte delle persone, riunite da Reporter senza frontiere, agitano le stesse bandiere distribuite dall’ ‘associazione Reporter senza frontiere.
Resoconto della giornata: La torcia è arrivata nel pomeriggio sotto scorta a bordo di un bus allo stadio Charlety, ultima tappa di un percorso a ostacoli che dalla Torre Eiffel ha costellato il passaggio della fiaccola tra le strade parigine. Le bandiere con i cinque cerchi olimpici trasformati in manette, simbolo della protesta attivata da Reporter senza frontiere, ha accompagnato con clamorose apparizioni il passaggio della torcia, sventolando sulla Torre Eiffel, sugli Champs Elysée, sul municipio di Parigi, e obbligando la fiaccola a fermarsi prima del traguardo dopo la decisione del sindaco Bernard Delanoe di cancellare ogni cerimonia.
Sono stati gli organizzatori a decidere l’interruzione della staffetta dopo che i continui assalti da parte degli attivisti per i diritti umani hanno costretto a caricare più volte la torcia su un autobus scortato dalla polizia. A questo proposito la prefettura ha precisato che la fiaccola, a parte i tragitti in autobus, si è spenta una sola volta per un problema tecnico.
Gli agenti hanno arrestato quattro persone - due attivisti pro-Tibet, due di Reporters senza frontiere e una politica francese - che avevano ostacolato la marcia del tedoforo e cercato di superare il cordone di sicurezza.
Per la prima volta il tg della notte della tv cinese ha brevemente accennato agli incidenti che hanno disturbato il passaggio della fiaccola olimpica, ieri a Londra e oggi a Parigi, nell’edizione delle 22 locali del notiziario della principale rete della tv centrale, Cctv1. In precedenza, l’emittente ha mostrato immagini del passaggio della fiamma a Parigi, con una forte presenza di poliziotti e con l’inviato che si rallegrava per “la calorosa accoglienza degli abitanti di Parigi, dei cinesi d’oltremare e degli studenti cinesi”.
La fiaccola chiude il suo giro europeo, si trasferirà nelle Americhe, attesa dagli appuntamenti di San Francisco, mercoledì, e Buenos Aires, venerdì. Nella città californiana, dove vive la terza comunità cinese del Nordamerica, le proteste sono già iniziate: oggi tre dimostranti hanno scalato il Golden Gate portando lungo i cavi di sostegno del ponte una bandiera del Tibet.
Londra, 7 aprile 2008 - torcia olimpica contestata: almeno 30 attivisti arrestati La Repubblica
Assalto alla torcia olimpica nelle strade di Londra. Alcuni dimostranti, subito fermati dal servizio di sicurezza, ha provato a strappare la fiaccola alla presentatrice televisiva Konnie Huq, tedofora d'eccezione nella staffetta che oggi attraversa le strade della capitale. La fiaccola, partita dallo stadio di Wembley, percorrerà circa 50 km fino alla O2 Arena, nella zona di Greenwich.
Centinaia di militanti pro-Tibet, con cartelli e bandiere, aspettavano il passaggio della fiaccola a Bayswater Road, nel sudovest di Londra. Secondo alcune informazioni, nella capitale britannica sono stati arrestati almeno 30 attivisti che manifestavano contro le repressioni operate dal regime di Pechino in Tibet. Circa 2mila poliziotti sorvegliavano la staffetta. Uomini di Scotland Yard hanno scortato i tedofori a piedi, in bicicletta e a cavallo, costretti a far fronte a continui tentativi di bloccare la marcia della fiaccola olimpica.
L'ambasciatore cinese nel Regno Unito, signora Fu Ying, ha corso oggi a Londra con la fiaccola olimpica, ma non nel tratto accanto al British Museum dov'era previsto: invece, la diplomatica ha fatto da tedoforo a Chinatown. Lo ha detto un portavoce dell'ambasciata di Cina a Londra. Apparentemente, la decisione di cambiare il tratto della sua corsa è stata presa perchè sul tragitto originale si erano radunati moltissimi dimostranti pro-Tibet, rendendo la situazione ad alto rischio. Ad un certo punto si era anche sparsa la voce che Fu Ying avesse rinunciato, subito però smentita.
Il sottosegretario britannico con delega alle Olimpiadi Tessa Jowell, al passaggio della torcia a Downing Street, ha precisato: «Il passaggio della fiaccola attraverso Londra non significa assolutamente che noi appoggiamo il governo cinese nel suo comportamento in Tibet. Siamo stati assolutamente chiari con la Cina, devono dialogare con il Dalai Lama sulla situazione in Tibet. Per il resto, questa dev'essere una festa della sport», ha osservato.
Le autorità britanniche hanno già ricevuto un assaggio delle proteste quando due attivisti si sono arrampicati sul ponte di Westminster, vicino al Parlamento, in pieno centro, per srotolare uno striscione dai toni aspri: «One World, One Dream: Free Tibet 2008» ("Un mondo, un sogno: Tibet libero 2008", che faceva il verso allo slogan ufficiale delle Olimpiadi di Pechino: "One World, one dream". Quattro le persone arrestate dopo l'azione di protesta.
La torcia è già stata accolta da diverse proteste, in Grecia e a Istanbul, da quando è partita per il tour mondiale di 140mila chilometri da Pechino il 31 marzo scorso.
6 aprile 2008 - Srinagar (india)
La polizia indiana in Ladakh ha arrestato 17 tibetani intenzionati a varcare il confine col Tibet. Al gruppo, che fa parte di una comunità in esilio di 7000 tibetani che vivono nella zona, è accusato di non aver rispettato i divieti che interessano quella sensibile area di confine.
ITSN news, 06 aprile 2008 - Update on arrests in London. The numbers of protestors in London has outstripped all expectations.
As of 2pm there are reported to be 25 arrests during the passage of the Olympic torch, of which at least 6 are Tibetans/Tibet supporters. One protestor (name and affiliation unknown, but - from the video - not a Tibetan) tackled torch-bearer Konnie Huq, which was unfortunate as she had issued a very strong statement in support of Tibet. The protestor got his hands on the Olympic torch before being dragged away. Ms Huq was shaken but unhurt. The incident can be viewed at http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk/7332942.stm. You will see there are no fewer than 15 Chinese runners flanking the torch in London, in addition to police (in St Petersburg there were 6 - 8)
Actress Joanna Lumley and Olympian (and torch-bearer) Sir Steve Redgrave were interviewed on the lunchtime radio news. Joanna held the the IOC accountable for failing to act, said the torch should not go through Tibet. Sir Steve Redgrave agreed that sport and politics could not be separated and said he thought economic pressure on China was now required. Tessa Jowell, UK Sports Minister, interviewed from Downing Street, said she hoped today would show the world that legitimate lawful protest was a democratic right in this country; further that governments must continue to speak out against the unacceptable abuses of human rights in China. Gordon Brown posed with the torch, but did not hold it. Hans-Gert Pöttering was also interviewed and said he wouldn't attend the Opening Ceremony.
The Chinese ambassador took part due to a last-minute change of route, which saw the flame being run through Chinatown.
Post-script to yesterday's report, France's Human Rights Minister Rama Yade, said she was "misquoted" by Le Monde in listing "conditions" for Sarkozy to attend the Olympics. She said the word conditions was never used. Le Monde is standing by its story. http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/7332543.stm
Stand up, for today you can force China through a tunnel of shame, The London torch procession shows how craven Britain has become: ignore it or protest (Opinion; Simon Jenkins in The Times)
A few choice extracts: "It is not the protesting Tibetans who are polluting sport with politics, but their Chinese overlords. Participants in today’s display are thus endorsing an event the climax of which is to celebrate a dictator’s conquest of a neighbour. When Saddam Hussein did that to Kuwait, Britain went to war. The least Britain owes the Tibetans is not to add to their humiliation. Playing sport is one thing, political cheerleading is another." "The British, led by Tessa Jowell, the ensnared Olympics minister, periodically intone their “concern for civil rights in China” as if it were a Buddhist mantra. It makes no difference."
"From the moment the Games were awarded to Beijing, all involved knew they risked becoming quislings to the Chinese cause."
"... athletes always knew that Beijing would be a seismic political event."
"Politicians should go nowhere near these Games except in protest. Leave them to sport. Today and at every stop along the way, the torch and its bearers must suffer a tunnel of shame, parodying its protestations of peace, brotherhood and justice. This is an opportunity to publicise and protest against the world’s greatest dictatorship."
The Dalai Lama's statement to TIbetans has been widely picked up. It is generally described as "strongly-worded".
Other news:
China insists torch with go through Tibet (AFP)
Zhang Qingli, Party Secretary in Tibet, is quoted on Tibet Daily website as saying Tibet was determined to play its part in a successful Olympics by hosting the torch relay on June 19 and 20 and overseeing the flame's ascent of Mount Everest in May. He further urged the people to "deepen their drive to complete the glorious, important and arduous task" of having the torch pass through Tibet."
Chinese Harass Western Journalists on Tibet (Wall St. Journal)
Some Chinese nationalists have undertaken a campaign of harassment, including violent threats, against foreign reporters who took part in a recent trip to Lhasa, for alleged bias in their coverage of unrest in Tibet.
The intimidation efforts have included hundreds of calls and text messages to the cellphones of reporters who took part in the government-arranged Lhasa trip late last month, including correspondents from The Wall Street Journal, USA Today, and the Associated Press. The flood of threats began this past week ...
Alison
ITSN Secretariat
Dharamsala, 06 aprile 2008 - H. H. the Dalai Lama: Statement of His Holiness the Dalai Lama to All Tibetans
Tibet Bureau, Ginevra
Video/Audio
While extending my warm greetings to all the Tibetans in Tibet, I would like to share some of my thoughts.
1. Since March 10 this year, we have witnessed protests and demonstrations in almost all parts of Tibet, even in a few cities in Mainland China by students, which are the outburst of long pent-up physical and mental anguish of the Tibetans and the feeling of deep resentment against the suppression of the rights of Tibetan people, lack of religious freedom and for trying to distort the truth at every occasion, such as saying that Tibetans look towards the Chinese Communist Party as the "Living Buddha", is an ultra leftist statement and smacks of Han chauvinism. I am very much saddened and concerned by the use of arms to suppress the peaceful demonstrations of Tibetan people's aspirations that have resulted in unrest in Tibet, causing many deaths, and much more causalities, detention, and injury. Such suppression and suffering are very unfortunate and tragic which will reduce any compassionate person to tears. I, however, feel helpless in the face of these tragic incidents.
2. I pray for all the Tibetans as well as Chinese who have lost their lives during the current crisis.
3. The recent protests all over Tibet have not only contradicted but also shattered the People Republic of China’s propaganda that except for a few "reactionaries", the majority of Tibetans enjoy a prosperous and contented life. These protests have made it very clear that Tibetans in the three provinces of Tibet, U-tsang, Kham and Amdo, harbor the same aspirations and hopes. These protests have also conveyed to the world that the Tibet issue can no longer be neglected. These protests highlight the need to find a way to resolve the issue through "finding truth from facts". The courage and determination of those Tibetans who have, for the greater interests of Tibetan people, demonstrated their deep anguish and hopes by risking everything is very commendable as the world community has acknowledged and supported the spirit of these Tibetans.
4. I deeply appreciate the acts of many Tibetan government employees and Communist Party cadres who have, without losing their Tibetan identity, shown grit and sense of what is right during the present crisis. In future, I would appeal to the Tibetan Party cadres and government employees not to look always for their personal benefit, but to work for safeguarding the larger interests of Tibet by reporting the real sentiments of the Tibetan people to their superiors in the Party and try to give unbiased guidance to the Tibetan people. 5. Presidents, Prime Ministers, Foreign Ministers, Nobel Laureates, Parliamentarians, and concerned citizens from every part of the world have been sending clear and strong messages to the Chinese leadership to stop the present ongoing harsh crackdown against the Tibetan people. They have all been encouraging the Chinese government to follow a path where a mutually beneficial solution could be reached. We should create an opportunity for their efforts to bring out positive results. I know you are being provoked at every level but it is important to stick to our non-violent practice.
6. The Chinese authorities have been making false allegations against myself and the Central Tibetan Administration for instigating and orchestrating the recent events in Tibet. These allegations are totally untrue. I have made repeated appeals for an independent and respected international body to conduct a thorough investigation into the matter. I am sure this independent body will uncover the truth. If the People’s Republic of China has any basis and proof of evidence to back their allegations, they need to disclose these to the world. Just making allegations is not enough.
7. For the future of Tibet, I have decided to find a solution within the framework of the People's Republic of China. Since 1974, I have sincerely remained steadfast to the mutually beneficial Middle-Way Approach. The whole world knows this. The Middle-Way Approach means that all Tibetans must be governed by similar administration that enjoys meaningful National Regional Autonomy and all the provisions in it, self-rule and full decision-making, except for matters concerning foreign relations and national defense. However, I have said it from the beginning that the Tibetans in Tibet have the right to make the final decision for the future of Tibet.
8. The hosting of the Olympic games this year is a matter of great pride to the 1.2 billion Chinese people. I have from the very beginning supported the holding of these Games in Beijing. My position on this remains unchanged. I feel the Tibetans should not cause any hindrance to the Games. It is the legitimate right of every Tibetan to struggle for their freedoms and rights. On the other hand, it will be futile and not helpful to anyone if we do something that will create hatred in the minds of the Chinese people. On the contrary, we need to foster trust and respect in our hearts in order to create a harmonious society, as this cannot be built on the basis of force and intimidation.
9. Our struggle is with a few in the leadership of the People's Republic of China and not with the Chinese people. Therefore we should never cause misunderstanding or do something that will hurt the Chinese people. Even during this difficult situation, many Chinese intellectuals, writers and lawyers in Mainland China and other parts of the world have sympathized and shown us their solidarity by issuing statements, writing articles and offering pledges of support that is overwhelming. I have recently issued an appeal to the Chinese people all over the world on 28th March, which I hope you will hear and read.
10. If the present situation in Tibet continues, I am very much concerned that the Chinese government will unleash more force and increase the suppression of Tibetan people. Because of my moral obligation and responsibility to the Tibetan people, I have repeatedly asked the concerned leadership of the PRC to immediately stop their suppression in all parts of Tibet and withdraw its armed police and troops. If this brings result, I would also advise the Tibetans to stop all the current protests.
11. I want to urge my fellow Tibetans who live in freedom outside Tibet to be extra vigilant as they voice their feelings on the developments in Tibet. We should not engage in any action that could be even remotely interpreted as violent. Even under the most provocative of situations we must not allow our most precious and deeply held values to be compromised. I firmly believe that we will achieve success through our non-violent path. We must be wise to understand where the unprecedented affection and support for our cause stems from.
12. As Tibet is currently virtually closed and no international media is allowed there, I doubt my message will reach the Tibetans in Tibet. But I hope through media and by word of mouth, it will be passed on to the majority of you.
13. Finally, I want to reiterate and appeal once again to Tibetans to practice non-violence and not waver from this path, however serious the situation might be.
Parigi, 5 aprile 2008 - Olimpiadi, monito di Sarkozy: "Dialogo con Tibet o non verrò" - Nuovi scontri nella regione cinese del Sichuan: la polizia spara, ci sarebbero 8 vittime - Il Dalai Lama: "Se sarò invitato, potrei partecipare all'inaugurazione delle Olimpiadi"
La Repubblica
L'apertura della Cina al dialogo con il Dalai Lama, la fine delle violenze in Tibet e un chiarimento su quanto accaduto, la liberazione dei prigionieri politici. Senza il rispetto di queste "condizioni", il presidente francese Nicolas Sarkozy non parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino. A parlare è la segretaria di Stato per i diritti umani, Rama Yade, in un'intervista a Le Monde. Ma poi arriva una precisazione molto simile a a una smentita: Yade diffonde una nota in cui afferma di non aver usato la parola "condizioni". Intanto in Cina continuano gli scontri, e la International Campaign for Tibet fa sapere che almeno otto tibetani sarebbero rimasti uccisi dopo scontri con la polizia nei pressi di un monastero del Sichuan, nella Cina orientale.
Sarkozy deciderà con la Ue. Il titolare dell'Eliseo, ha spiegato Yade, "prenderà la sua decisione in base all'evoluzione degli attuali avvenimenti, e si esprimerà dopo aver consultato i partener europei, perché in quel momento parlerà in quanto presidente in carica dell'Unione europea". Il presidente francese aveva già cercato, ma senza successo, di convincere i partner dell'Unione europea a un boicottaggio collettivo dell'inaugurazione delle Olimpiadi.
Quanto al dialogo, esso dovrà essere "realmente costruttivo - spiega Yade - e vertere sul riconosimento dell'autonomia per la regione himalayana, e dell'identità spirituale, religiosa e culturale dei tibetani".
Rimane da stabilire quanto il monito di Sarkozy sia vincolante. A leggere l'intervista su Le Monde il presidente francese sembrerebbe aver posto delle condizioni imprescindibili. Ma il successivo comunicato di Yade mette in dubbio questa interpretazione e fa sorgere il dubbio che l'Eliseo abbia voluto calmare le acque in vista dell'arrivo della fiaccola olimpica a Parigi. Dopo aver sostenuto di non aver usato la parola "condizioni", Yade ha affermato: "Il presidente della Repubblica ha detto che tutte le opzioni sono aperte e che si pronuncerà circa la sua partecipazione alla cerimonia inaugurale dei giochi olimpici al momento opportuno in relazione all'evoluzione della situazione in Tibet". Le Monde da parte sua ha confermato di avere "riportato fedelmente" le parole del sottosegretario.
Nuovi scontri nel Sichuan. Almeno 8 tibetani sarebbero stati uccisi a colpi di arma da fuoco dalla polizia, durante disordini scoppiati giovedì sera nei pressi di un monastero del Sichuan, nella Cina sud-occidentale. Lo afferma la International Campaign for Tibet. Ieri l'agenzia ufficiale Nuova Cina aveva parlatio solo del ferimento di un funzionario della locale assemblea del popolo. Gli incidenti sono avvenuti vicino al monastero di Donggu, che ospita 350 monaci, nella contea di Garze. Secondo Nuova Cina, i manifestanti avrebbero "attaccato la sede del governo locale", costringendo la forze di sicurezza a reagire. Secondo la versione dell'organizzazione pro-Tibet, la polizia avrebbe aperto il fuoco su una folla di alcune centinaia di monaci e di civili, che protestavano in seguito a un incidente in cui alcuni monaci erano stati arrestati per essersi opposti alla campagna di "educazione patriottica" condotta dalle autorità cinesi.
"Dalai Lama: se mi invitano, andò a Pechino". Prove di dialogo dal governo tibetano in esilio. Il primo ministro, Samdong Rinpoche, ha dichiarato che il Dalai Lama è pronto a partecipare alle Olimpiadi se verrà invitato dalla Cina. Ma a una condizione: "Che vi sia un allentamento della repressione. La Cina deve rilasciare tutti i prigionieri e prestare cure mediche ai feriti".
Quasi un mese di proteste. L'ondata di proteste tibetane contro il governo di Pechino è iniziata il 10 marzo scorso, con manifestazioni condotte dai monaci buddisti sfociate in violenze, nelle quali sono morte 20 persone secondo la Cina e circa 140 secondo gli esuli tibetani. La rivolta si è estesa alle zone a popolazione tibetana di tre province confinanti con la Regione Autonoma del Tibet: Sichuan, Gansu e Qinghai.
Germany, 4 aprile 2008 - news da International Tibet Support Network
by Freya Putt, Olympics Coordinator ITSN
A few days ago, Team Tibet athlete Namri Dagyab led a march from downtown Munich to the Olympic Stadium to celebrate the arrival of the Tibetan Freedom Torch in Germany and the values of freedom and justice that it stands for (see www.tibetanfreedomtorch.org).
The torch is now in the UK, and will be in London this Sunday when the Beijing Olympic torch arrives there on its so-called "Journey of Harmony."
Team Tibet athletes and Tibet groups around the world are urging the International Olympic Committee (IOC) to withdraw Tibet from the Beijing torch relay route. Please add your voice in advance of an important meeting next week between the IOC and the Association of National Olympic Committees.
News emerged today that eight Tibetans were killed last night when Chinese troops opened fire on a peaceful demonstration in the Tibetan province of Kham, now part of China's Sichuan province.
Approximately 2,000 Tibetans have been arrested and imprisoned since March 10th and the entire region remains under military lockdown. Taking the Olympic torch through Tibet in this tense climate is needlessly provocative and is likely to lead to more unrest, arrests and repression.
Please speak up now to make sure that Olympic leaders put this on their agenda next week.
On March 18th, Team Tibet athletes announced that they would withdraw their application to compete at the Beijing Olympics, although they will continue to try to gain recognition for future Olympics.
Dominik Kelsang Erne said, “China’s actions are not those of an acceptable Olympic host and we Tibetan athletes have no desire to participate in an Olympics built on bloodshed and suffering. We fully understand the hopes and dreams that all athletes bring to the Olympics, but we hope that athletes from other nations will not forget the Tibetans’ struggle and will show their solidarity when in Beijing.” You can read the National Olympic Committee Tibet's press release here.
China confirms new Tibetan riots
News BBC, 4 aprile 2008 (16.26)
Renewed violence has broken out in a Tibetan area of western China, with reports of several injuries. Xinhua news agency said rioters attacked government offices in Garze, Sichuan province, on Thursday evening, leaving one official seriously hurt. Tibetan exile groups say security forces fired on crowds of civilians, killing at least eight people. The violence comes weeks after unrest swept through Tibetan areas and Beijing responded with a security crackdown. Protests were peaceful initially, but later turned violent and ethnic Chinese were targeted.
Tibetan exile groups say Chinese security forces killed dozens of protesters. Beijing says about 19 people were killed in rioting. Foreign media organisations cannot report freely from Tibetan areas, so it is difficult to confirm facts from the area.
The latest Xinhua report states that a government official was "attacked and seriously wounded" in the Donggu township at about 2000 (1200 GMT) on Thursday. "Local officials exercised restraint during the riot and repeatedly told the rioters to abide by the law," Xinhua quoted an official with the prefectural government as saying. "Police were forced to fire warning shots and put down the violence," the official added.
A UK-based activist group said eight people had been killed in the incident - including at least three women and one monk.
Matt Whitticase of the Free Tibet Campaign said Tibetan exiles in India confirmed that monks had marched on government buildings after two of them were arrested for having pictures of their spiritual leader, the Dalai Lama.
More than 350 monks demanded their release and were joined by about 400 lay people, he said. Security forces opened fire after the demonstration had begun to disperse, he said.
Chinese authorities have repeatedly blamed the Dalai Lama, who lives in exile in India, for stirring up unrest. The Nobel Peace Prize laureate denies the accusations.
New Delhi, 4 aprile 2008
Corriere del Ticino, Edizione online
Il Dalai Lama oggi ha di nuovo chiesto l'invio nel Tibet di una "commissione internazionale indipendente d'inchiesta" su quanto avvenuto nel Tibet, ed esortato "organizzazioni non governative (Ong), governi, parlamenti e tutti coloro che hanno aiutato la causa tibetana" a chiedere una "cessazione immediata" della repressione e la "liberazione di tutti coloro che sono stati arrestati o fermati" dalle forze di sicurezza cinesi.
In un comunicato diramato dal suo ufficio a Dharamsala - la città indiana dove vive in esilio - il Dalai Lama afferma che, "secondo fonti affidabili", la Cina ha dispiegato grandi contingenti di forze" non solo nella Regione autonoma del Tibet, ma anche in altre province a forte componente tibetana, come quelle del Qinghai, Gansu, Sichuan e Yunnan. Pechino - prosegue il Dalai Lama - "non solo ha usato la mano pesante nei confronti dei tibetani che hanno partecipato alle proteste, ma ha anche isolato le zone dove si sono svolte le manifestazioni".
Il leader spirituale tibetano si è inoltre detto "preoccupato" perché molti dei feriti nelle manifestazioni non vogliono farsi curare in cliniche gestite da cinesi e chiesto che "mezzi d'informazione e team medici internazionali siano autorizzati a recarsi nelle zone" dei disordini, perché una presenza internazionale "eserciterebbe un'influenza moderatrice sul governo cinese".
Pechino, 4 aprile 2008
Emissario del Dalai Lama: "NO" al passaggio della Torcia in Tibet
http://www.tendenzeonline.info/apcom/view.php?s=20080403_000138.xml
Washington, 3 apr. (Apcom) - Un emissario speciale del Dalai Lama, Lodi Gyaltsen Gyari, ha chiesto a Pechino di cancellare il passaggio previsto in Tibet della fiaccola olimpica, definendo il progetto "provocatorio" dopo la violenta repressione delle manifestazioni anti-cinesi a marzo a Lhasa.
Il passaggio della fiaccola olimpica in Tibet sarebbe un atto "deliberatamente provocatorio e offensivo", ha sottolineato l'emissario speciale del Dalai Lama, Lodi Gyari, nel corso di un'audizione presso il Congresso Usa.
Lunedì a piazza Tiananmen, nella capitale cinese, si è svolta una controllatissima cerimonia in seguito alla quale la fiamma ha iniziato un tour di un mese per le principali città del mondo, una traversata di 137mila chilometri. La fiamma olimpica tornerà in Cina il 4 maggio e da lì ripartirà per un giro di tre mesi in oltre 100 città del paese. Il percorso prevede anche un problematico viaggio sul Monte Everest, che si trova tra Nepal e Tibet, in una data imprecisata di maggio, quando il tempo atmosferico lo permetterà.
Lodi Gyari ha denunciato al Comitato per i diritti umani del Congresso americano che il Tibet è una nazione "brutalmente occupata" e che la Cina deve assumersi la piena responsabilità delle recenti violenze e sofferenze nella regione. La situazione è "difficile", ha dichiarato l'inviato, chiedendo ai deputati statunitensi di visitare il Tibet per poter riferire al mondo la miseria in cui i tibetani si trovano a vivere e di avere una presenza diplomatica Usa permanente a Lhasa.
L'inviato del leader spirituale dei tibetani ha chiesto inoltre un'indagine internazionale sulla repressione cinese del mese scorso contro una delle maggiori proteste anti-governative del Tibet degli ultimi vent'anni. Il bilancio delle vittime per le autorità cinesi è stato di 22 morti, per i tibetani in esilio 140.
Pechino, 4 aprile 2008 - Il Tibet riaperto a turisti stranieri dal primo maggio
Reuters - Ven 4 Apr - 08.35
PECHINO (Reuters) - Dopo le violente proteste delle scorse settimane, il Tibet sarà riaperto ai turisti stranieri a partire dal primo maggio, hanno annunciato oggi i media cinesi, in un'iniziativa assunta nella speranza di rilanciare il turismo in una regione povera ma ricca di bellezze naturali.
Il governo della regione autonoma del Tibet autorizzerà di nuovo l'ingresso degli stranieri dal primo maggio, dopo il divieto stabilito il 16 marzo scorso, due giorni dopo le violente proteste avvenute nella capitale Lhase, dice la stampa.
Gli incidenti nella regione himalayana - occupata dalla Cina nel 1950 - erano cominciati con una serie di proteste guidate dai monaci tibetani. Le proteste sono poi continuate in altre aree cinesi abitate da popolazioni di origine tibetana. Secondo le autorità di Pechino, sono 18 le persone morte nelle violenze di Lhasa, ma secondo i rappresentanti del leader spirituale tibetano, il Dalai Lama, le vittime sarebbero in realtà 140.
La Cina ha accusato il Dalai Lama, che considera un separatista, di aver provocato le violenze per cercare di gettare discredito sulle Olimpiadi. Ma il 72enne leader spirituale ha più volte espresso il suo sostegno ai Giochi di Pechino.
Ankara 3 aprile 2008 - Giochi: uighuri contestano la fiaccola
Ansa - Gio 3 Apr - 19.39
Un centinaio di profughi uighuri hanno protestato a Instanbul contro la politica di Pechino, chiedendo il boicottaggio dei giochi olimpici.
I manifestanti, facenti parte di una minoranza islamica residente nello Xinjiang, hanno inscenato la ribellione a pochi metri dalla fiamma olimpica in viaggio nel territorio turco, mentre era nelle mani dell'atleta Tugba Karademir.
I dimostranti hanno scandito slogan e innalzato striscioni con scritte come "Cina, assassina della democrazia".
Pechino 2008: il Cio "non fa politica"
Ansa - Gio 3 Apr - 10.26
il Comitato Olimpico Internazionale "non fa politica ma si occupa solo di sport", ha affermato il vicepresidente del Cio Hein Verbruggen. Verbruggen ha aggiunto che la stampa internazionale avrà libero accesso a tutto il territorio della Cina, incluso il Tibet, che l'accesso ad Internet sarà "assolutamente libero", e che le trasmissioni per le televisioni saranno in diretta. I giornalisti televisivi potranno trasmettere in diretta anche da Piazza Tienanmen.
India del Sud, 02 aprile 2008 - Rapporto sulla Marcia della Pace Tibetan settlement di Mundgod
by Lhakpa Tsering del Tibetan settlement di Mundgod (estensore del report per Aref)
Sono partiti da Mundgod verso Goa 100 volontari, monaci e civili. Dopo essere arrivati a Goa, a bordo di 13 auto, è iniziata la Marcia della Pace in un percorsodi 15 km. da Margoa a Colva Beach.

Mundgod - Ngawang Norbu (Representative del Tibetan Settlement) prima della partenza per Goa

I marciatori sulla strada per Goa
I marciatori hanno fatto una pausa pranzo a Calungute. Poi hanno raggiunto Panaji Azat Madan. Qui è iniziato lo sciopero della fame di 48 ore, da parte di 100 persone (dalle 17 del 3 aprile, alle 17 del 5 aprile).
I manifestanti sono tornati a Mundgod alle 9 di mattina del 6 aprile e si sono raccolti presso la Comunity Hall, dove erano attesi da tutti i Tibetani del Settlement, raccolti in preghiera. I manifestanti hanno fornito un report dettagliato su quanto avvenuto a Goa.

Mundgod
Mundgod
Parigi, 2 Aprile 2008
Questa scritta apparirà su uno striscione enorme che verrà posto sullo storico Hotel de la Ville e che accoglierà la fiaccola olimpica al suo ingresso a Parigi il prossimo 7 aprile. Lo ha affermato Bertrand Delanoe, primo cittadino della città, in una affollata conferenza stampa. E ha aggiunto: “Tutti i popoli hanno gli stessi diritti e la stessa dignità e, per l’occasione, mi riferisco in modo speciale al popolo tibetano”.
David Douillet, due volte campione olimpico di judo, ha rivelato che gli atleti francesi stanno pensando a qualche simbolo da indossare e da evidenziare durante la cerimonia d’apertura.
Robert Menard di Reporters sans Frontières parlando del boicottaggio della Cerimonia di apertura, nel suo intervento ha assicurato che “In tutte le città dove passerà la torcia, noi saremo lì a dire: Non dimenticate quello che succede in Tibet e in Cina”.
Per l’arrivo della fiaccola a Parigi sono in allestimento nei pressi della Torre Eiffel anche eventi e manifestazioni di protesta da parte di Organizzazioni Tibetane, Uiguri, attivisti Democratici Cinesi, studenti di Taiwan, Birmani, Vietnamiti.