2007-12.14 - Kundun a Roma: un dono dei bambini
AREF news 12/2007
14 dicembre 2007
Kundun a Roma
un dono dei bambini per la pace
il 14 dicembre, in prosecuzione del lavoro svolto presso la Scuola Elementare e dell'Infanzia 121° C.D. "Maria Badaloni" è stata realizzata la partecipazione di un piccolo gruppo di alunni alla lezione tenuta da Sua Santità il Dalai Lama presso l'Auditorium Parco della Musica.
Come già altrove descritto, l'Aref ha svolto, nella scuola Badaloni, una serie di attività con gli alunni delle classi IV C, V A, V B, culminata nella realizzazione di 13 mandala di riso colorato, che i bambini hanno pazientemente costruiti - e dissolto - a sostegno di un pensiero di pace. Mandala che, successivamente, sono stati realizzati di nuovo, stavolta in versione "permanente" per essere esposti alla mostra scolastica di fine anno.
L'intervento, denominato "Tibet. Pensieri di pace - tutte le guerre hanno una fine" è stato premiato, nella sala consiliare della Provincia di Roma, nel corso di una manifestazione organizzata in collaborazione con la Tavola della Pace, la Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma e la Fnism, svolta in occasione della marcia per la Pace Perugia-Assisi "Tutti i diritti umani per tutti".
In rappresentanza di tutti i bambini delle classi coinvolte, tre di loro sono stati invitati a partecipare all'intervento del Dalai Lama all'Auditorium: Martina Nobili, Valentina Cavani e Alessandro Petrone, accompagnati dai loro genitori e dall'insegnante Cristina Iannitti Piromallo.
Al termine della lezione di Sua Santità, Martina, Valentina e Alessandro, hanno offerto a "Kundun" uno dei 13 mandala, quale auspicio di una soluzione possibile e giusta ai problemi del Tibet e perchè, in quel tormentato paese, le guerra possa davvero "avere una fine" ...
Il Dalai Lama, sempre disponibile ad accogliere le manifestazioni genuine e la sincerità dell'impegno, ha accolto con un caldo sorriso l'offerta dei bambini. Abbracciandoli forte, tutti e tre insieme, con il Suo solito contaggioso calore.
Mi ha molto colpito la lentezza con cui i tre bambini hanno attraversato la sala, nonostante fossero sollecitati ad affrettarsi. Era come se avessero più attenzione e più cura per il mandala che stavano trasportando che non per l'obiettivo da raggiungere. Il che mi è sembrato - oltre che un insegnamento forte per noi adulti - una dimostrazione incoraggiante della logica non consumistica della loro mente.
Mi ha anche colpito l'atteggiamento delle persone delle prime file. Le quali, di solito, si accalcano per ricevere un sorriso speciale dal Dalai Lama o per sfiorare la Sua mano. Invece si sono tirate indietro. E ho sentito molti di loro dire: "fate spazio, lasciate passare i bambini". Come se l'altruismo potesse essere, ogni tanto, una linea che guida davvero il nostro pensiero.
Nella confusione che si è creata intorno all'azione - imprevista - non c'è stato tempo e modo di fissare le immagini, nè con delle foto, nè con un breve video. Mi auguro, comunque, che l'esperienza fatta si sia impressa nella memoria dei piccoli protagonisti. E che ne possano conservare il ricordo, non solo nella mente, ma anche nel loro piccolo-grande cuore.
Grazie, davvero, a tutte le persone care che hanno collaborato a che questo gesto fosse possibile: Francesco Codispoti, Vittoria Manolio, Francesca Fimiani, Gunther Cologna, presidente dell'Associazione Italia Tibet.
Grazie anche all'impegno istituzionale di Franca Ekert Coen, delegata del Sindaco di Roma per le Politiche della multietnicità e alla collaborazione di Delfina Lanzavecchia.
Grazie all'Ufficio per le Relazioni Internazionali del Comune di Roma.
Grazie, infine, a Kelsang Gyaltsen, capo del Tibet Bureau e Rappresentante del Dalai Lama, per la flessibilità, la disponibilità e l'amicizia che ha dimostrato di avere nei nostri confronti.
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