2007/12.13-14 - il Dalai Lama a Roma

il Dalai Lama a Roma

Sua Santità il XIV Dalai Lama del Tibet
a Roma il 13 e 14 Dicembre



13 dicembre - CAMPIDOGLIO

il primo intervento di
Sua Santità è stato in Campidoglio nel corso del 8° SUMMIT MONDIALE DEI PREMI NOBEL PER LA PACE - "THE NEXT GENERATION".
 
Nell'Aula Giulio Cesare i premi Nobel presenti e il Sindaco Walter Veltroni hanno consegnato la statuetta commemorativa agli uomini di pace George Cloney e Don Cheadle che, nel 2007, si sono contraddistinti nella difesa dei diritti umani e nella diffusione dei valori di Pace e solidarietà nel mondo.

Dopo il saluto del Presidente della Camera dei deputati, On. Fausto Bertinotti e dopo l'intyervento introduttivo di Walter Veltroni e di Mikhail Gorbachev, co-presidente del Summit, è iniziata la Prima sessione dei Lavori sul tema: "The Next Generation: è possibile un mondo non violento?". In tale ambito, Sua Santità il Dalai Lama ha tenuto un toccante intervento di apertura, accolto dal caloroso applauso di tutti i numerosissimi ospiti istituzionali, oltre che di tutto il pubblico presente.

Sono seguiti gli interventi di Lech Walesa, e i saluti di Berry Williams, Mairead Corrigan Maguire, Agazio Loiero e Lorenzo Tallarico.


13 dicembre - CAMERA DEI DEPUTATI

Il Dalai Lama è stato ricevuto, con grande calore e partecipazione, alla Camera dei Deputati, presso la Sala della Lupa.

Nel corso della cerimonia, cui hanno partecipato i deputati e alcuni ospiti, hanno preso la parola il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti e il Presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari, On. Umberto Ranieri.

Sua Santità il Dalai Lama - ironico e sempre sorridente - ha tenuto il Suo discorso, con il consueto equilibrio e calore, portando avanti i temi del necessario impegno di ciascuno e di tutti a tutela dei diritti umani e della libertà democratica dell'umanità intera.


13 dicembre - SENATO DELLA REPUBBLICA

Il Dalai Lama è stato ricevuto dal Presidente  del Senato della Repubblica Franco Marini, con l'introduzione del Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato Lamberto Dini.

Nel corso dell'incontro Sua Santità il Dalai Lama ha tenuto il Suo discorso  con il consueto carisma e la consueta solidità di contenuti. Ha parlato anche della sua infanzia e dell'importanza di una solida base affettiva per uno sviluppo completo della persona umana e della sua capacità di essere compassionevole, oltre che del suo benessere psicofisico.

Venendo al problema del Tibet, il Dalai Lama ha fatto riferimento alla situazione politica precedente e successiva al 1959, rispetto al mantenimento e alla tutela dei diritti democratici nel suo paese. Ribadendo la necessità della ricerca di un accordo con la Cina che sia genuinamente rispettoso dell'autonomia religiosa e culturale del Tibet.


14 dicembre - AUDITIORIUM PARCO DELLA MUSICA
"THE NEXT GENERATION: una nuova etica per il nuovo millennio"

Dopo il saluto dell'On. Giovanna Melandri, Ministro per le Politiche giovanili e le attività sportive e dopo gli interventi introduttivi di Mikhail Gorbachev e del sindaco di Roma Walter Veltroni, Sua Santità il Dalai Lama ha parlato a lungo e con calore al pubblico in sala.

La lezione, rivolta soprattutto alle centinaia di giovani presenti, ha approfondito i temi della solidarietà e dell'altruismo per la costruzione di un futuro di pace.


15 dicembre - intervista di Anais Ginori per Repubblica

Anais Ginori ha realizzato un'interessante intervista su "le verità del Dalai Lama"
, in relazione al genocidio culturale in Tibet, alle Olimpiadi cinesi, ai mancati incontri istituzionali con il Papa e con Prodi ...


Considerazioni ...

Come annunciato nei giorni precedenti, non c'è stato nessun colloquio né con il Premier Romano Prodi né con il Ministro degli Esteri Massimo D'Alema, decollati in mattinata per Lisbona dall'aeroporto militare di Ciampino, proprio una manciata di minuti prima dell'arrivo, nello stesso aeroporto, di Tenzin Gyatso.

E, d'altra parte, neanche il "nostro" Papa, ha ritenuto di volerlo incontrare. Dopo i precedenti incontri che c'erano stati: con Paolo VI nel 1973, con Giovanni Paolo II (cinque volte tra il 1980 e il 1990) e già il precedente con lo stesso Benedetto XVI. Che stavolta, invece,
ha preferito tutelare le nuove nomine dei vescovi cattolici cinesi. E cancellare (o non concedere) un incontro che sarebbe stato doveroso.

Anche se questa gravissima carenza di impegno istituzionale è stata ammorbidita dal calore e dal rispetto degli altri incontri avvenuti sia alla Camera che al Senato.

Oltre che dagli altri numerosi riconoscimenti che hanno contraddistinto il denso programma della visita.
A titolo di esempio, la cittadinanza onoraria conferita da Cologno Monzese, l'incontro con oltre 30 Sindaci della Lombardia, delpiemonte, del Veneto e dell'Emilia.

In aggiunta alle tre intense giornate di insegnamenti, organizzate dall'istituto Ghe Pel Ling e tenute al Palasharp di Milano, Dove Sua Santità ha parlato, a circa 8.000 persone presenti, sui temi inerenti a "La via della pace interiore".

Resta quindi, nonostante le parole del Dalai Lama - sempre equilibrate ed equanimi - resta la profonda amarezza per la posizione "debole" assunta dal nostro Paese. Fanalino di coda della posizione presa da altri interlocutori più forti, quali gli Stati Uniti e la Germania.

Paese che non ha trovato il coraggio - nè la determinazione, nè l'intelligenza, nè l'etica - per sostenere con forza il leader politico e religioso del Tibet.

Senza alcuna vergogna per non averLo voluto accogliere con il massimo riconoscimento da parte delle istituzioni. Sia quelle laiche che quelle religiose!!!

Riconoscimento che avrebbe reso a Lui l'onore dovuto a noi il pieno titolo di esseri umani piuttosto che non quello di fragili codardi.

(c) 2005 AREF ONLUS